«Videro il Bambino con Maria sua madre»

Nel racconto dell’altro evangelista, san Matteo, sulle origini terrene dì Gesù, ritornano i ricordi riguardanti Maria, però in modo più attenuato, a mezza luce. Il personaggio centrale per il primo evangelista è Giuseppe; di Maria si parla solo in terza persona – non lo si poteva evitare – e abbastanza poco. Eppure anche in san Matteo, in qualche momento almeno, la figura materna di Maria è lì in piena luce accanto al Bambino. Come nell’episodio dei Magi orientali che, dopo il viaggio travagliato, arrivarono a Betlemme, «entrati nella casa videro il Bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono». E la scena classica della maternità, eternata infinite volte dall’arte, ben impressa nella mente di ogni cristiano: Maria con in braccio Gesù, che accoglie tutti. In questo caso accoglie un piccolo gruppo di strani e im­portanti personaggi, misteriosamente spinti a venire dalle loro terre lontane ad adorare Gesù. San Matteo racconta con semplicità questo episodio, con i suoi incidenti drammatici. Ma per lui è qualcosa di più che un semplice awenimento: è una specie di profezia, di anticipo di eventi futuri. I testi biblici da secoli avevano preannunciato la venuta dei popoli verso il Messia, e talora con espressioni che sembrano preparare il racconto di Matteo: «Tutti verranno da Saba portan­do oro e incenso» (Isaia 60,6), «I re degli Arabi e di Saba offri­ranno tributi» (Salmo 72,10). Quello che awerrà molto più tardi con il sorgere della Chiesa, per l’evangelista viene misteriosa­mente prefigurato nella venuta dei Magi. Con il Bambino fra le braccia, li accoglie Maria: è Lei che presenta il Figlio a tutto il mondo.
Ave, Maria, che presenti al mondo il tuo Gesù: prega il tuo Figlio perché tutti i popoli della terra si mettano in cam­mino incontro a Lui.