SII SINCERO

SII SINCERO

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

– «Guardami negli occhi»! diceva un giorno Aldo Marcozzi alla mamma che sem­brava dubitasse della sua sincerità.

«Guardami negli occhi»…! che bella frase! Sì, un animo sincero, candido, aperto, ha l’occhio sem­pre limpido, nel quale si può sempre leggere tutto.

E tu hai paura che ti guardino negli occhi?… specialmente la mamma e il Sacerdote? Allora vuol dire che tu hai paura che ti leggano fino in fondo all’anima; allora vuol dire che tu nascondi qualche cosa, che non sei sincero…

Come? Un giovane che non è sincero?… Lui che vuole essere come lo vuole Gesù, un figlio della luce, anzi, luce egli stesso, lui diventato tenebroso torbido?

Ahimè! Come è brutta l’acqua che si trova nelle pozzanghere! Come è torbida! Come piace invece l’acqua delle fonti e dei torrenti, che riflettono la luce e lasciano vedere fino in fondo! Così devi essere anche tu; fronte serena, sorriso schietto, occhi limpidi, trasparenti; tutta la tua anima sul volto. E’ la trasparenza propria delle anime pure, sincere, leali. Anche se ti scappa qualche marachella, devi essere pronto a confessarla, a detestarla, anche apertamente: – Sì, sono stato io! ho sbagliato! ma non nascondere mai nulla.

Quando un ragazzo incomincia a nascondere, allora il diavolo ci gioca dentro, e… patatrac! è l’anima che si sporca, che si riempie di melma, è il giglio che si insudicia! Si diventa, allora – come dice Gesù – dei sepolcri imbiancati, belli di fuori, un marciume di dentro!

Il Maestro divino, così buono con tutti sferzava a sangue l’ipocrita finzione dei Farisei: «Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati che di fuori sembrano belli, ma dentro sono pieni di lordure»!

Anche gli uomini amano le persone sincere e odiano l’ipocrisia.

Ama dunque la sincerità, perché è una virtù. Chi è sincero non dice bugie e aborrisce ogni finzione.

Tu sai che cosa vuole dire fare l’ipocrita, vero? Vuol dire che uno vuol apparire quello che non è. Stai attento! Un uccello è vero, quando mangia, vola e canta. Se fosse dipinto, non sarebbe un uccello vero! Così un uomo vero è un uomo che si muove, che mangia, che cammina e pensa… Se fosse di legno, allora sembrerebbe un uomo, ma non sarebbe vero. Così è l’ipocrita; sembra buono e invece non lo è: sembra innocente e invece non lo è! Lui non ha fatto questo, lui non ha fatto quello, mentre invece lo ha fatto!…

Come è brutta la menzogna! Perché voler sem­brare davanti agli uomini diverso da quello che sei davanti a Dio e alla tua coscienza?

Tu non voler esser mai un ipocrita, un bugiardo. Chi è bugiardo non merita stima, né onore, né considerazione.

– Specialmente sii sincero con il tuo CON­FESSORE, con il tuo Direttore spirituale. Che ti possano sempre leggere negli occhi quello che passa nel tuo cuore. Del resto, non è da sciocco il nascondere, il fare l’ipocrita, il dire bugie? Forse che la si può dare ad intendere al Signore che vede tutto, anche i pensieri? E poi, presto o tardi, anche gli uomini incominciano a sentire la puzza del­l’ipocrisia, come il fetore da una tomba; e allora perdono la stima di te, e non ti credono più, neppure quando fai bene.

Aldo Marcozzi poté dire alla sua mamma que­sta bella affermazione della sua sincerità: «Certo, mamma, io non dico mai bugie!» e se gli capitava di fare qualche capriccio, era lui stesso che andava a confessarlo alla mamma e domandava perdono. Come è brutto, invece, vedere un ragazzo che cerca di farla di sotterfugio, di nascondere il male! Il celebre Giorgio Washington, poi presidente degli Stati Uniti, quando aveva sei anni, ebbe in dono una scure con la quale rovinò un ciliegio, pianta prediletta di suo padre. – Sei stato tu? gli chiese il papà. – Sì, sono stato io! – Il padre, commosso dalla sua schiettezza, lo baciò in fronte: «La tua since­rità mi compensa cento volte del danno».

Tu pure devi essere così. Gesù ha detto di sé: «Io sono la Verità».

Ama sempre la verità! Sii leale nei pensieri, nelle parole, nei fatti. Faccia aperta, cuore sincero, franchezza nel parlare e nell’agire, senza sotterfugi o inganni.

Sarai un figlio della luce!

Domani saprai mostrare a tutti con franchezza e sincerità qual’è la tua fede e la professerai, non solo, ma la insegnerai apertamente a tutti!

PROPOSITO: Quest’oggi fai questo bel pro­posito che manterrai sempre: Non dirò mai bugie.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

“E’ facile per un momento essere eroici e generosi; ciò che conta, però, è essere costanti e fedeli”. (Massillon)

“Non vi è che una tristezza, quag­giù; quella di non essere santi!”. (L. Bloy)

“Il gran trionfo dei cristianesimo è quello di dare un senso anche alla sofferenza”. (Sèaìlles)

“L’ideate della vita cristiana non è soltanto di compiere il proprio dovere, ma di amarlo”. (Francesco Renard)