SAN PAOLO VI – DAVANTI A CRISTO

DAVANTI A CRISTO LE INQUIETUDINI E LE SPERANZE DEI GIOVANI

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 15 aprile 1973.

 

Signore, Tu conosci le nostre inquietudini.

Esse sono in realtà profonde e personali aspirazioni

ad una ideale figura di uomo che sia vero, sincero,

forte, generoso, eroico e buono.

Migliore insomma dei modelli umani del passato

e del presente: nuovo e perfetto.

Esse sono desideri grandi e stupendi

verso un mondo migliore, libero e giusto,

affrancato dal dominio della ricchezza egoista

e dell’autorità dispotica e ingiustamente repressiva,

reso invece fratello da un comune impegno

di solidarietà e di servizio.

Noi pensiamo all’amore,

quello dell’amicizia lieta, pacifica,

cortese espressione d’ogni migliore sentimento;

e noi sogniamo l’amore, quello interpersonale

e sacro del dono di sé; quello per la espansione della vita;

quello che merita sacrificio e che rende felici.

E poi noi, giovani maturi,

per comprendere in sintesi panoramica

la società, la politica, la storia, la dignità

del genere umano, attendiamo una umanità ideale, ma reale,

dove l’unità, la fratellanza, la pace regnino finalmente fra gli uomini.

Noi, insomma, attendiamo e auspichiamo un’era messianica;

noi andiamo, forse senza avvedercene, incontro a un Messia;

si, incontro a Te, Cristo Gesù.

Sei Tu, che può appagare la sete profonda degli animi nostri.

Gesù! Gesù!

Sei Tu la luce e la salvezza dei mondo e di ciascuno di noi.

Gesù! Gesù!

Oggi è il giorno, oggi è la festa della nostra scoperta,

della nostra speranza, della nostra gioia.

Acclamiamo insieme: Osanna! Benedetto Colui che viene

nel nome del Signore!

Amen.