SAN PAOLO VI – CONVOCATI DA CRISTO

CONVOCATI AL TRIONFO MESSIANICO DI CRISTO E AL SUO SACRIFICIO DI DOLORE E DI AMORE

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 11 aprile 1965.

 

Abbiamo in mano i rami di olivo e di palma,

li agitiamo, quasi per rievocare e ripetere

l’avvenimento che un giorno, a Gerusalemme,

dichiarò chi eri Tu, o Gesù.

Nel giorno delle Palme Ti fu attribuito il nome

che è Tuo, Cristo, che vuol dire Messia, l’Unto e il Consacrato da Dio,

e che è poi il nome nostro, poiché ci chiamano Cristiani.

Fu il popolo che quel giorno Ti riconobbe;

furono i ragazzi e i fanciulli a gridare:

Osanna al Figlio di Davide!

In quel radioso mattino, la coscienza del popolo

ha avuto il grande intuito della realtà:

È il Cristo.

È Lui: l’aspettato, il nostro Re.

Colui che rende felici le nostre anime.

Fu tale l’esplosione che Tu, Gesù, piangesti.

Ma non facesti tacere il popolo.

Considerasti propizio quel momento

perché la Tua vera Personalità si manifestasse.

Cioè la Tua Messianicità, il Tuo carattere

di Inviato da Dio, la Tua missione salvatrice.

Ma questa Liturgia è caratterizzata anche

dalla lettura della Tua Passione, Signore.

Ecco la Tua Croce dinanzi a noi.

È visibile, è offerta a tutti, perché tutti

abbiamo a fissare il nostro pensiero, i sentimenti,

l’anima sul ricordo solenne, doloroso, pio

e commovente della Tua Morte.

Due memorie: quella festante che riconosce in Te

il Trionfatore della storia, il Centro del genere umano,

Colui che segna le ore del tempo e dei secoli;

quella luttuosa, funebre del Tuo processo, della Tua condanna,

riprovazione e crocifissione; degli schemi da Te subiti;

del Tuo annientamento sino alla morte.

Difficile connessione, difficile lezione per noi.

Vuoi dire che dobbiamo collocare i nostri aneliti,

la nostra sorte, i nostri veri bisogni, la nostra speranza,

non nel mondo presente, ma nell’altro, in quello eterno;

non nella supremazia temporale e materiale, esteriore,

ma in assai diverso trionfo, quello conseguito da Te, Signore,

con la Tua morte di Croce: portando cioè a noi un sacrificio.

Se vogliamo perciò comprendere bene la nostra vita

e l’indirizzo che sempre intendiamo imprimerle,

dobbiamo guardare a Te: Tu sei il Re, il Sovrano della storia,

il Centro di ogni aspirazione e la Meta dell’uomo.

Ma Tu consegui il Tuo trionfo nel dare quanto hai:

il sangue, l’onore, la libertà, la vita per noi.

Tu ci hai salvati nel dolore e nell’amore.

Non crediamo in Te: Tu sei il Figlio di Dio.

Amen.