SAN PAOLO VI – CONTEMPLAZIONE E LODE

CONTEMPLAZIONE E LODE

Da “Pensiero alla morte” non datato

Curvo il capo ed alzo lo Spirito, Signore.

Umilio me stesso ed esalto Te, Dio, “la cui natura è bontà” (S. Leone).

Lascia che io renda omaggio a Te, Dio vivo e vero,

che domani sarai mio giudice,

e che dia a Te la lode che più ambisci,

il nome che preferisci: sei Padre.

L’avvenimento fra tutti il più grande fu per me,

come lo è per quanti hanno pari fortuna,

l’incontro con Cristo, la Vita.

A nulla infatti ci sarebbe valso il nascere

se non ci avesse servito ad essere redenti.

Questa è la scoperta del preconio pasquale,

e questo è il criterio di valutazione d’ogni cosa

riguardante l’umana esistenza ed il suo vero

ed unico destino, che non si determina se non in ordine a Cristo.

O meravigliosa pietà del Tuo amore per noi!

Meraviglia delle meraviglie, il mistero della nostra vita in Cristo.

Qui la fede, qui la speranza, qui l’amore

cantano la nascita e celebrano le esequie dell’uomo.

Io credo, io spero, io amo nel Tuo amore, o Signore.

E poi ancora mi domando:

perché hai chiamato me, perché mi hai scelto?

così inetto, così renitente, così povero di mente e di cuore?

Lo so: Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole…

perché nessuno uomo possa gloriarsi davanti a Dio (1 Cor. 1, 27-28).

La mia chiamata indica due cose; la mia pochezza

e la Tua libertà, misericordiosa e potente.

La quale non si è fermata nemmeno davanti alle mie infedeltà,

alla mia miseria, alla mia capacità di tradirti.

“Mio Dio, mio Dio, oserò dire…

In un estatico tripudio di Te dirò con presunzione:

se non fossi Dio, saresti ingiusto,

poiché abbiamo peccato gravemente… e Tu ti plachi.

Noi Ti provochiamo all’ira, e Tu invece ci concedi la misericordia!”.