PARLAMI DI DIO – 17 – La Salvezza nella Chiesa, corpo di Cristo

Il luogo dove riceviamo la salvezza portata da Gesù è la Chiesa, comunità di coloro che, essendo stati incorporati al nuovo ordine di relazioni inaugurato da Cristo, possono ricevere la pienezza dello Spirito di Cristo.

Comprendere questa mediazione salvifica della Chiesa è un aiuto essenziale per superare ogni tendenza riduzionista. La salvezza che Dio ci offre, infatti, non si ottiene con le sole forze individuali, come vorrebbe il neo-pelagianesimo, ma attraverso i rapporti che nascono dal Figlio di Dio incarnato e che formano la comunione della Chiesa.

Inoltre, dato che la grazia che Cristo ci dona non è, come pretende la visione neo-gnostica, una salvezza meramente interiore, ma che ci introduce nelle relazioni concrete che Lui stesso ha vissuto, la Chiesa è una comunità visibile: in essa tocchiamo la carne di Gesù, in modo singolare nei fratelli più poveri e sofferenti.

Insomma, la mediazione salvifica della Chiesa, «sacramento universale di salvezza», ci assicura che la salvezza non consiste nell’auto-realizzazione dell’individuo isolato, e neppure nella sua fusione interiore con il divino, ma nell’incorporazione in una comunione di persone, che partecipa alla comunione della Trinità.

Sia la visione individualistica sia quella meramente interiore della salvezza contraddicono anche l’economia sacramentale tramite la quale Dio ha voluto salvare la persona umana.

La partecipazione, nella Chiesa, al nuovo ordine di rapporti inaugurati da Gesù avviene tramite i sacramenti, tra i quali il Battesimo è la porta, e l’Eucaristia la sorgente e il culmine. 

Si vede così, da una parte, l’inconsistenza delle pretese di auto-salvezza, che contano sulle sole forze umane. La fede confessa, al contrario, che siamo salvati tramite il Battesimo, il quale ci imprime il carattere indelebile dell’appartenenza a Cristo e alla Chiesa, da cui deriva la trasformazione del nostro modo concreto di vivere i rapporti con Dio, con gli uomini e con il creato.

Così, purificati dal peccato originale e da ogni peccato, siamo chiamati ad una nuova esistenza conforme a Cristo. Con la grazia dei sette sacramenti, i credenti continuamente crescono e si rigenerano, soprattutto quando il cammino si fa più faticoso e non mancano le cadute.

Quando essi, peccando, abbandonano il loro amore per Cristo, possono essere reintrodotti, mediante il sacramento della Penitenza, all’ordine di rapporti inaugurato da Gesù, per camminare come ha camminato Lui. In questo modo guardiamo con speranza l’ultimo giudizio, in cui ogni persona sarà giudicata sulla concretezza del suo amore, specialmente verso i più deboli.

L’economia salvifica sacramentale si oppone anche alle tendenze che propongono una salvezza meramente interiore. Lo gnosticismo, infatti, si associa ad uno sguardo negativo sull’ordine creaturale, compreso come limitazione della libertà assoluta dello spirito umano. Di conseguenza, la salvezza è vista come liberazione dal corpo e dalle relazioni concrete in cui vive la persona.

In quanto siamo salvati, invece, «per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo», la vera salvezza, lungi dall’essere liberazione dal corpo, include anche la sua santificazione.

Il corpo umano è stato modellato da Dio, il quale ha inscritto in esso un linguaggio che invita la persona umana a riconoscere i doni del Creatore e a vivere in comunione con i fratelli. 

Il Salvatore ha ristabilito e rinnovato, con la sua Incarnazione e il suo mistero pasquale, questo linguaggio originario e ce lo ha comunicato nell’economia corporale dei sacramenti.

Grazie ai sacramenti i cristiani possono vivere in fedeltà alla carne di Cristo e, in conseguenza, in fedeltà all’ordine concreto di rapporti che Egli ci ha donato. Quest’ordine di rapporti richiede, in modo particolare, la cura dell’umanità sofferente di tutti gli uomini, tramite le opere di misericordia corporali e spirituali.

Conclusione: comunicare la fede, in attesa del Salvatore

La consapevolezza della vita piena in cui Gesù Salvatore ci introduce spinge i cristiani alla missione, per annunciare a tutti gli uomini la gioia e la luce del Vangelo. 

In questo sforzo saranno anche pronti a stabilire un dialogo sincero e costruttivo con i credenti di altre religioni, nella fiducia che Dio può condurre verso la salvezza in Cristo «tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia». 

Mentre si dedica con tutte le sue forze all’evangelizzazione, la Chiesa continua ad invocare la venuta definitiva del Salvatore, poiché «nella speranza siamo stati salvati».

La salvezza dell’uomo sarà compiuta solo quando, dopo aver vinto l’ultimo nemico, la morte, parteciperemo compiutamente alla gloria di Gesù risorto, che porterà a pienezza la nostra relazione con Dio, con i fratelli e con tutto il creato.

La salvezza integrale, dell’anima e del corpo, è il destino finale al quale Dio chiama tutti gli uomini. Fondati nella fede, sostenuti dalla speranza, operanti nella carità, sull’esempio di Maria, la Madre del Salvatore e la prima dei salvati, siamo certi che «la nostra cittadinanza è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose».