PARLAMI DI DIO – 10 – La Presenza di Dio nella Preghiera

Noi non preghiamo un Dio lontano, perchè Egli è per noi, con noi e in noi.

Ma perchè pregare? Perchè chiedere a Dio cose delle quali Egli già sa che abbiamo bisogno, o che solo desideriamo? E’ forse un Dio che si compiace dei nostri sforzi e delle nostre suppliche? Quante volte abbiamo pensato che, se fossimo noi al suo posto, doneremmo tutto a piene mani e senza misura.

Evidentemente non è questo il senso della Preghiera: la nostra Felicità, l’Eredità Eterna che ci attende nei Cieli, non è altro che Dio stesso, e la nostra beatitudine è la piena comunione del nostro essere con Lui.

Noi tendiamo continuamente a Dio, fin da ora, e se ciò è vero, la Preghiera non è altro che l’inizio della nostra comunione con Lui.

Ma entrare in comunione, anche imperfettamente, con Dio, mentre siamo nel mondo non è facile, perchè il frastuono di pensieri, di parole e di azioni che ci circondano, rischiano di assorbire tutto il nostro essere, e non lasciano posto alla comunione con il Signore.

Così chi non prega può anche indossare come maschera il vestito della gioia, ma nel suo interno è vuoto, ed è esposto vitalmente a tutti i colpi e rovesci di fortuna: non sfugge alla presa della sventura.

Chi prega invece, con la vera preghiera, entra sempre più in comunione con l’Essere perfetto, calmo, sereno, imperturbabile, onnisciente, e sente le disavventure della vita come insetti molesti che, con tutto il fastidio che danno, non riescono però a coinvolgerlo e a turbarlo.

Se e quando poi questa comunione con Dio diventa più intima, addirittura si desiderano le contrarietà e le croci, perchè si comprende vitalmente il senso dell’Incarnazione e della Redenzione.

La preghiera quindi va dal semplice sguardo lanciato verso il cielo all’estasi di amore che ci pone in Dio.

Ciò detto dobbiamo però fermarci un po’ sull’onnipotenza della preghiera, e spiegare perchè essa è veramente onnipotente: questo mistero si spiega con la presenza di Cristo in noi, e con la nostra appartenenza a Lui come sue membra, nella Chiesa, che è il Suo Corpo.

La mia e la tua preghiera, se fossimo soli, non varrebbe nulla, ed esprimerebbe solo i confusi desideri di piccole e deboli creature. Ma, dal momento che Cristo è in noi, Lui, il nostro Capo, la nostra preghiera diventa Sua preghiera, la preghiera del Capo, che è il Dio onnipotente: se sei umile e vivi la comunione con Dio, la tua preghiera è onnipotente!

Ma tu mi dirai che hai chiesto tante cose e non le hai ottenute, e che sempre fai l’esperienza amara di non essere esaudito, e gli avvenimenti ti sono avversi…

Devi comprendere che tu chiedi sempre un avvenimento solo: la tua Felicità, che scaturisce dalla immensa Gloria di Dio. Questo avvenimento non ti è mai negato, e se non lo senti avverato è soltanto perchè Dio per te è ancora il semplice nome di uno sconosciuto.

Senza troppa teoria, posso darti la mia esperienza di testimone: chiedevo per alcuni anni, ma non ottenevo; ma poi, in un colpo solo, la mia vita è diventata felice, pienamente felice, come è quella di tutti coloro che pongono la loro dimora all’ombra dell’Onnipotente: sono più di trent’anni che, in certo modo, vivo accanto al Signore, e le tempeste non mi fanno più paura, perchè anch’esse rientrano nell’amabilissima Volontà di Dio, che vuole solo il mio Bene.

Spero di poter parlare ancora, nel mio piccolo di povero peccatore, della Vita di Preghiera, ma ora vorrei metterti in guardia dai suoi nemici, dai tuoi nemici.

Eccoli: Se non piangerai come viaggiatore, non ti rallegrerai come cittadino; non potrai essere abitante del cielo se avrai voluto esserlo solo della terra; rifiutando la fatica del viaggio, non avrai il riposo della patria; fermandoti dove bisogna camminare, non giungerai dove bisogna arrivare.

Non puoi avere posto fisso quaggiù dove sei venuto per passare; il tuo vivere è un lasciare ogni giorno la vita. Vivi dunque sulla terra come pellegrino e ospite, a cui niente importa delle faccende di quaggiù.

Conserva il tuo cuore libero e sempre elevato verso Dio, perché non hai qui una stabile dimora (cf Eb 13, 14). Non fermarti ma passa come viaggiatore frettoloso tra cose corruttibili, sospirando l’incorruttibilità celeste.