MI SFORZO DI CORRERE PER CONQUISTARLO – 1

Diocesi Reggio Emilia
Parrocchia San Pellegrino
Esercizi Spirituali
dal 30-31 Agosto al 1-2 Settembre 1991

«Mi sforzo di correre per conquistarlo,
perché anch’io sono stato conquistato da Gesù Cristo» (Fil 3, 12)

30 Agosto 1991

Documento fornito da Copelli Marcello e ripreso da Ciani Vittorio

Introduzione

«[8]Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo. [9]Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi, [10]chiedendo sempre nelle mie preghiere che per volontà di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi. [11]Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, [12]o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io» (Rm 1, 8-12).

Il brano fa parte dell’inizio della Lettera ai Romani e dovrebbe servirci da introduzione a questi esercizi.

San Paolo prima di tutto ringrazia Dio per quello che i romani sono: per la loro fede, per la loro obbedienza al Vangelo e alla Parola di Dio.

Questo è già un atteggiamento positivo perché invece di cominciare notando i difetti, incomincia notando le cose belle che ci sono, e di queste cose belle ringrazia il Signore. Nell’ottica di San Paolo dove c’è una briciola di fede vuole dire che c’è l’opera di Dio, vuole dire che Dio sta compiendo, operando qualche cosa di grande, e di fronte a questo bisogna partire con lo stupore, con il ringraziamento: dove Dio opera è giusto che l’uomo rimanga come a bocca aperta nel vedere l’opera del Signore.

Questo ringraziamento a Dio – dice San Paolo – diventa un ricordo continuo. Paolo dice di ricordare i cristiani di Roma (non dobbiamo pensare che in ogni momento Paolo abbia in mente i cristiani di Roma) e questo vuole dire che è consapevole di un legame di fede che lo unisce a loro ed è contento di questo legame, ci pensa volentieri, è contento che i cristiani di Roma non siano per lui degli stranieri ma che siano invece per lui dei fratelli legati da un vincolo autentico.

Proprio per tutto questo desidera vederli; prega il Signore – dice – che gli “apra una strada” per potere andare a Roma. Ma perché ha questo desiderio di vederli?

«[11]Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, [12]o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io»

Prima di tutto vuole arricchire i cristiani di Roma; è come se dicesse: “Mi state così a cuore che vorrei foste il più ricchi possibile; vorrei regalarvi tutto quello che io ho; quello che ho ricevuto dal Signore non lo voglio tenere per me, voglio che diventi vostro, che vi arricchisca”.

Scrivendo ai Tessalonicesi San Paolo dirà che per lui sono diventati così cari che vorrebbe regalare loro non solo il Vangelo di Dio ma la sua stessa vita:

«[8]Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari» (1 Ts 2, 8).

Ai cristiani di Roma Paolo dice esattamente questo.

Poiché – aggiunge Paolo – nel momento in cui vi dono quello che ho ricevuto dal Signore so anche di dovere ricevere da voi consolazione e gioia, quello che voi siete lo potete voi stessi comunicare a me: la vostra fede, la vostra speranza diventa per me un motivo di coraggio per superare tutte quelle fatiche e tribolazioni che accompagnano la mia vita.

Tutto questo dice San Paolo ai cristiani di Roma, e pensiamo che lo dica anche ad ognuno di noi.

Siccome la Lettera ai Romani è inclusa nella Bibbia, quindi è parola ispirata cioè non è parola semplicemente che usava 2000 anni fa ma è parola attuale, allora le cose che san Paolo ha detto ai romani valgono anche per noi. Quindi ce le sentiamo dire da Paolo.

Ci sentiamo dire, all’inizio degli esercizi, che ringrazia Dio per la nostra fede, che ringrazia Dio per quello che di bello c’è nella nostra vita; alla fine se c’è la voglia e il desiderio di fare tre giorni di esercizi, questo desiderio – nell’ottica di San Paolo – non è semplicemente la nostra buona volontà, ma è grazia di Dio; c’è di mezzo il Signore, dovunque c’è una briciola di buona volontà. Allora dietro al desiderio, alla scelta di fare gli esercizi ci sta anche il Signore. Paolo ringrazia il Signore per noi.

Ma non solo. Paolo desidera arricchire la nostra fede e credo sarà il senso di questi esercizi; ci lasceremo istruire da San Paolo. Io proverò a prestargli la voce, il resto lo dice San Paolo perché gli esercizi li faremo su alcuni brani delle sue Lettere.

È ancora lui che continua a parlare, ma perché?

Perché ha voglia di comunicarci qualche dono spirituale perché ne siamo fortificati: San Paolo ha voglia che noi diventiamo cristiani più robusti, più solidi, più confermati nella fede e nella carità e per questo ci scrive, per questo negli esercizi ci rivolge la parola.

Ma stranamente Paolo vuole rinfrancarsi anche per la nostra fede perché gli esercizi li faremo, sì ascoltando San Paolo, ma non solo, ascolteremo anche noi stessi.

Gli esercizi vengono bene se tiriamo fuori dal nostro cuore quello che il Signore ci ha messo; se esprimiamo anche noi la nostra fede o la nostra speranza, o il nostro desiderio di carità.

Queste cose vengono dal Signore che le ha messe nel nostro cuore, e bisogna che vengano fuori nella gioia, nel ringraziamento, nella preghiera, nella supplica, nel cammino che tenteremo di fare.

Perciò è importante che non solo riceviamo da Paolo quello che lui ha da insegnarci, ma anche che esprimiamo davanti al Signore quello che abbiamo noi dentro al nostro cuore.

In fondo è importante la Parola di Dio, ma è importante che la Parola di Dio si incarni nella nostra vita e siccome la vita cristiana non è una vita fatta in serie ma è una vita di creatività e di originalità, ciascuno di noi deve cercare di essere se stesso, quindi con quella identità, con quel nome, con quel volto interiore che ha ricevuto dal Signore.

Facendo questo rispondiamo a Paolo e mettiamo davanti al Signore tutto il cammino di una vita rinnovata e nello stesso tempo personale.

Allora, prendiamo queste parole di Paolo come avvio degli esercizi, e chiediamo al Signore che attraverso la testimonianza di San Paolo cresca la nostra gioia e la nostra forza interiore.

* Documento rilevato come amanuense dal registratore, scritto con riferimenti biblici, ma non rivisto dall’autore.