MEDITAZIONI SUL VANGELO DI LUCA – 15

Diocesi di Reggio Emilia
Esercizi spirituali alle Religiose
Clarisse cappuccine di Correggio
(dal 27 Agosto al 1° Settembre 1993)

Meditazioni sul Vangelo di Luca

“Vi annunzio una grande gioia” (Lc 2, 10)

Fonte Sussidi Biblici n. 44 – 45. Edizione San Lorenzo, Reggio Emilia Agosto 1994

Meditazioni predicati da mons. Luciano Monari.

Documento ripreso dal Servizio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio.

Quarto Giorno

30 Agosto 1993

Commento a Atti degli Apostoli 13, 23-25

«[23]Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù. [24]Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d’Israele. [25]Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono ciò che voi pensate che io sia! Ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali» (At 13, 23-25).

Il brano parla di Giovanni Battista, però è molto significativo che all’inizio e alla fine si parli di Gesù Cristo. Vuole dire che non è possibile capire Giovanni Battista se non rapportandolo a Cristo, il quale sta prima di Giovanni e dopo Giovanni.

Sta prima di Giovanni perché è detto: “Dalla discendenza di Davide, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù”; le radici della vita di Gesù sono antiche, risalgono a Davide e alle promesse che Dio aveva fatto a Davide attraverso il profeta Natan: aveva promesso una discendenza che sarebbe durata per sempre e questa discendenza si compie in Gesù Cristo: Gesù Cristo era dunque già presente nell’esperienza di Davide.

Quando il Battista viene, non fa che inserirsi dentro un progetto che è più antico di lui, annunciare il compimento di quello che era già stato predetto e prefigurato nei secoli precedenti.

Come ha fatto Giovanni il Battista a svolgere questa missione di compimento? In due modi:

1) Amministrando il battesimo di penitenza per tutti gli uomini; nonostante il popolo di Israele sia popolo di Dio, popolo di circoncisione (di persone che appartengono all’eredità di Abramo), ha ugualmente bisogno di conversione, di un cambiamento del cuore per potere accogliere la novità grande che è Gesù Cristo.

2) Giovanni dice: “Io non sono ciò che voi pensate che io sia”, quindi dà il battesimo e poi sposta l’attenzione da sé. Avrebbe potuto presentare se stesso come il Messia e gli avrebbero certamente creduto, ma Giovanni vuole invece allontanare l’attenzione della gente dalla sua persona per orientarla invece verso un’altra, Gesù.

Il vangelo di s. Giovanni esprime questa realtà con parole stupende:

«Cristo deve crescere io invece diminuire» (Gv 3, 30).

Bisogna che la mia figura scompaia, una volta che ho preparato la strada all’altro.

E, finalmente:

«Ecco, viene dopo di me uno al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo» (Gv 1, 27).

Viene dopo, e quindi potrebbe apparire come inferiore a Giovanni, invece nonostante venga dopo, in realtà è più grande come dignità.

Il motivo sta nel fatto che le sue radici sono antiche, risalgono a Davide, anzi, risalgono all’eternità stessa.