Meditazione di San Gregorio Nisseno

« Tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto » (Rom 8,22)

L’apostolo Paolo testimonia riguardo al Figlio che, non solo la creazione degli esseri è stata fatta da lui, ma pure che lui ha operato la nuova creazione, poiché l’antica creazione è invecchiata e ormai sorpassata. Così Cristo in persona è il Primogenito di tutta la creazione (Col 1,15), mediante il Vangelo annunciato agli uomini.

Come Cristo diviene “primogenito tra molti fratelli” (Rom 8,29)? Per noi si è fatto simile a noi, essendo stato partecipe della carne e del sangue, per trasformarci da corruttibili in incorruttibili, per mezzo della nascita dall’alto, da acqua e da Spirito (Gv 3,5). Ci ha indicato la strada di tale nascita quando, mediante il proprio battesimo, ha attirato lo Spirito Santo sull’acqua. È divenuto così il primogenito di tutti coloro che sarebbero stati rigenerati spiritualmente e tutti coloro che partecipano a questa rigenerazione da acqua e da Spirito sono chiamati fratelli.

Avendo deposto nella nostra natura la potenza della risurrezione dai morti, Cristo diviene anche primizia di coloro che si sono addormentati e primogenito di coloro che risuscitano dai morti (Col 1,18). Per primo ci ha aperto la via della liberazione dalla morte. Con la risurrezione ha distrutto i legami con i quali la morte ci teneva in schiavitù. Così, mediante questa doppia rigenerazione, del santo battesimo e della risurrezione dai morti, egli diviene il primogenito della nuova creazione.

Il primogenito ha dei fratelli. Ha detto a Maria di Magdala : « Va’ dai miei fratelli  e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio  vostro» (Gv 20,19). Perciò il mediatore fra Dio e gli uomini (1Tim 2,5), aprendo la strada a tutto il genere umano, manda ai suoi fratelli questo messaggio e dice loro: « Mediante le primizie che ho assunte, porto in me al Dio e Padre nostro tutta l’umanità ».

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