«Maria conservava tutte queste parole nel suo cuore»

Sono le parole stupefatte dei pastori che riferivano il mes­saggio degli Angeli la notte di Natale. Maria ascolta, tace, e ri­flette con attenzione intima a tutte le parole che riguardano il suo Gesù: «Le meditava nel suo cuore». San Luca la presenta come la creatura che ascolta la Parola. Aveva ascoltato l’Angelo che le preannunciava la nascita del «Santo, Figlio di Dio»; poi la voce dì Elisabetta che percepiva nel grembo di Maria la presenza del «suo Signore»; poco più tardi ascolterà le parole drammatiche di Simeone, anticipo del sacrifi­cio redentore di suo figlio; e alla fine le parole stesse di Gesù – Lei per prima! – nel ritrovamento a dodici anni. E anche questa volta, per sottolinearne l’importanza, Luca commenterà: «Sua Madre conservava tutte queste parole nel suo cuore» (Luca 2,51). Si sa che questo evangelista, oltre la sua alta spiritualità, rive­la dei forti interessi missionari. Per lui la storia della Chiesa è storia missionaria (Atti degli Apostoli). Ma la Chiesa non può annunciare la Parola di Gesù, se anzitutto non l’ascolta con at­tenzione, con dedizione. Per questo motivo vengono sottolineate molte espressioni personali di Gesù che invitano costante­mente a un profondo atteggiamento dell’anima. In questo contesto acquista singolare significato la figura di Maria. Per una Chiesa che deve ritrovare le profondità del­l’ascolto, della riflessione silenziosa e attenta, della meditazione assorta e viva, la figura della Madre di Cristo diventa un simbolo e un richiamo. E anche possibile che con quelle espressioni Lu­ca volesse rivelare, in Maria, l’origine delle sue notizie sull’infan­zia di Gesù. Maria, la prima creatura che ha parlato di Gesù, di­venta così un appassionato simbolo missionario, proprio mentre tace e «ascolta» la Parola.
Ave, Maria, creatura assorta nell’ascolto della Parola: prega il tuo Figlio perché la Chiesa missionaria gusti il si­lenzio misterioso in cui la Parola di Dio risuona.