LETTURE DALL’UFFICIO DELLE LETTURE

Versetto
V. Fammi capire i tuoi insegnamenti:
R. mediterò i tuoi prodigi, Signore.

Prima Lettura
Dal libro del profeta Daniele 5, 1-2. 5-9. 13-17. 25-31

Il giudizio divino durante il banchetto di Baldassar
Un giorno il re Baldassar imbandì un gran banchetto a mille dei suoi dignitari e insieme con loro si diede a bere vino. Quando Baldassar ebbe molto bevuto comandò che fossero portati i vasi d’oro e d’argento che Nabucodonosor suo padre aveva asportati dal tempio, che era in Gerusalemme, perché vi bevessero il re e i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine.
In quel momento apparvero le dita di una mano d’uomo, le quali scrivevano sulla parete della sala reale, di fronte al candelabro. Nel vedere quelle dita che scrivevano, il re cambiò d’aspetto: spaventosi pensieri lo assalirono, le giunture dei suoi fianchi si allentarono, i ginocchi gli battevano l’uno contro l’altro.
Allora il re si mise a gridare, ordinando che si convocassero gli astrologi, i caldei e gli indovini. Appena vennero, il re disse ai saggi di Babilonia: «Chiunque leggerà quella scrittura e me ne darà la spiegazione sarà vestito di porpora, porterà una collana d’oro al collo e sarà il terzo Signore del regno».
Allora entrarono nella sala tutti i saggi del re, ma non poterono leggere quella scrittura né darne al re la spiegazione.
Il re Baldassar rimase molto turbato e cambiò colore; anche i suoi grandi restarono sconcertati.
Fu allora introdotto Daniele alla presenza del re ed egli gli disse: «Sei tu Daniele un deportato dei Giudei, che il re mio padre ha condotto qua dalla Giudea? Ho inteso dire che tu possiedi lo spirito degli dèi santi e che si trova in te luce, intelligenza e sapienza straordinaria. Poco fa sono stati condotti alla mia presenza i saggi e gli astrologi per leggere questa scrittura e darmene la spiegazione, ma non sono stati capaci. Ora, mi è stato detto che tu sei esperto nel dare spiegazioni e sciogliere enigmi. Se quindi potrai leggermi questa scrittura e darmene la spiegazione, tu sarai vestito di porpora, porterai al collo una collana d’oro e sarai il terzo Signore del regno».
Daniele rispose al re: «Tieni pure i tuoi doni per te e dá ad altri i tuoi regali: tuttavia io leggerò la scrittura al re e gliene darò la spiegazione.
di cui questa è la lettura: MENE, TEKEL, PERES, e questa ne è l’interpretazione: Mene: Dio ha computato il tuo regno e gli ha posto fine. Tekel: tu sei stato pesato sulle bilance e sei stato trovato mancante. Peres: il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani». Allora, per ordine di Baldassar, Daniele fu vestito di porpora, ebbe una collana d’oro al collo e con bando pubblico fu dichiarato terzo Signore del regno.
In quella stessa notte Baldassar re dei Caldei fu ucciso: Dario il Medo ricevette il regno, all’età di circa sessantadue anni.

Responsorio    Cfr. Sal 74 , 6. 8. 9; Ap 14, 9. 10
R. Non alzate la testa contro il cielo, perché da Dio viene il giudizio: è lui che abbatte l’uno e innalza l’altro. * Nella mano del Signore è un calice: ne berranno tutti gli empi della terra.
V. Chiunque adora la bestia e la sua statua, berrà il vino dell’ira di Dio.
R. Nella mano del Signore è un calice: ne berranno tutti gli empi della terra.

Seconda Lettura
Dall’«Omelia» di un autore del secondo secolo
(Capp. 10, 1 – 12, 1; 13, 1; Funk, 1, 157-159)

Attendiamo il premio, pieni di speranza
Fratelli miei, facciamo la volontà del Padre, il quale ci ha chiamati perché, praticando la virtù, avessimo la vita; correggiamo le cattive inclinazioni che ci dispongono ai delitti e fuggiamo l’empietà perché non ci sorprendano dei mali. Se infatti cercheremo di fare il bene, ci seguirà sempre la pace. Questa non si lascia trovare da coloro che sono guidati da timori umani e preferiscono i beni presenti alla promessa dei beni futuri. Essi non sanno quante amarezze nascondono i piaceri di questo mondo, quali delizie invece i beni futuri. E se fossero soli nel tenere questa linea di condotta il male non sarebbe tanto grande. Il peggio si è che con le loro perverse opinioni corrompono anime innocenti e non sanno che, così facendo, incontreranno una doppia condanna per sé e per chi li ascolta. Cerchiamo di servire Dio con cuore puro e saremo giusti. Se invece non lo serviremo per mancanza di fede nelle sue promesse, saremo ben miserabili. E’ stato scritto infatti: Miseri sono coloro che hanno l’animo doppio e incostante e dicono: Tutto questo lo abbiamo già sentito al tempo dei nostri padri; ma noi, pur aspettando di giorno in giorno, non abbiamo visto nulla di ciò che fu predetto. O stolti, paragonatevi a una pianta da frutto. Prendete come esempio una vite. In un primo tempo è priva anche di foglie. In seguito spuntano le gemme, quindi viene il tenero grappolo acerbo e finalmente ecco l’uva matura. Così anche il mio popolo ha sopportato calamità e angustie; ma poi non ne riceverà che bene.
Fratelli miei, non siamo di animo doppio, ma sopportiamo pieni di speranza, per riportare a suo tempo il premio. Colui che ha promesso è fedele, e renderà a ciascuno in misura delle proprie opere. Se compiremo opere di giustizia davanti a Dio, entreremo nel suo regno e riceveremo in premio ciò che orecchio non udì, né occhio vide, né mai entrò in cuore d’uomo (cfr. 1 Cor 2, 9). Attendiamo di ora in ora il regno di Dio nella carità e nella giustizia, poiché non conosciamo il giorno della venuta del Signore. Facciamo penitenza in tempo, diamoci con salda volontà a fare il bene, perché siamo pieni di stoltezza e di malizia. Cancelliamo dalla nostra anima i peccati di ieri e dedichiamoci a una vera penitenza, per meritare la salvezza. Guardiamoci dall’adulazione e procuriamo di fare del bene non solo ai fratelli, ma anche a coloro che sono estranei alla nostra fede. Pratichiamo con essi la giustizia, perché il nome di Dio non sia bestemmiato per colpa nostra (cfr. Rm 2, 24).

Responsorio    1 Cor 15, 58; 2 Ts 3, 13
R. Rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, * sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.
V. Non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene,
R. sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.