Letture dall’Ufficio delle Letture

Versetto
V. Ascolterò la parola del Signore:
R. egli parla di pace al suo popolo. 

Prima Lettura
Dal libro del profeta Michea 3, 1-12

Per le colpe dei suoi capi Gerusalemme sarà distrutta

Ascoltate, capi di Giacobbe,
voi governanti della casa d’Israele:
Non spetta forse a voi conoscere la giustizia?
Nemici del bene e amanti del male,
voi strappate loro la pelle di dosso
e la carne dalle ossa.
Divorano la carne del mio popolo
e gli strappano la pelle di dosso,
ne rompono le ossa e lo fanno a pezzi
come carne in una pentola,
come lesso in una caldaia.
Allora grideranno al Signore,
ma egli non risponderà;
nasconderà loro la faccia, in quel tempo,
perché hanno compiuto cattive azioni.
Così dice il Signore
contro i profeti che fanno traviare il mio popolo,
che annunziano la pace
se hanno qualcosa tra i denti da mordere,
ma a chi non mette loro niente in bocca
dichiarano la guerra.
Quindi per voi sarà notte
invece di visioni,
tenebre per voi
invece di responsi.
Il sole tramonterà su questi profeti
e oscuro si farà il giorno su di essi.
I veggenti saranno ricoperti di vergogna
e gli indovini arrossiranno;
si copriranno tutti il labbro,
perché non hanno risposta da Dio.
Mentre io son pieno di forza
con lo spirito del Signore,
di giustizia e di coraggio,
per annunziare a Giacobbe le sue colpe,
a Israele il suo peccato.
Udite questo, dunque,
capi della casa di Giacobbe,
governanti della casa d’Israele,
che aborrite la giustizia
e storcete quanto è retto,
che costruite Sion sul sangue
e Gerusalemme con il sopruso;
i suoi capi giudicano in vista dei regali,
i suoi sacerdoti insegnano per lucro,
i suoi profeti danno oracoli per denaro.
Osano appoggiarsi al Signore dicendo:
Non è forse il Signore in mezzo a noi?
Non ci coglierà alcun male».
Perciò, per causa vostra,
Sion sarà arata come un campo
e Gerusalemme diverrà un mucchio di rovine,
il monte del tempio un’altura selvosa.

Responsorio
   Sal 78, 1; Dn 3, 42. 29
R. O Dio, hanno profanato il tuo santo tempio, hanno ridotto in macerie Gerusalemme. * Trattaci secondo la tua misericordia.
V. Abbiamo peccato, abbiamo agito da iniqui, allontanandoci da te.
R. Trattataci secondo la tua misericordia.

Seconda Lettura
Dal «Trattato sull’Incarnazione del Signore» di Teodoreto, vescovo di Ciro
(N. 28; PG 75, 1467-1470)

Dalle pieghe del Signore la nostra guarigione

Le sofferenze del nostro Salvatore sono le nostre medicine. Il profeta volle insegnarci questo quando disse: «Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà la salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge… era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori» (Is 53, 4-7).
Il pastore che vede le pecore disperse ne prende una in braccio, la conduce a un pascolo tranquillo e, con l’esempio di questa, attrae a sé la rimanenti. Così il Verbo di Dio, avendo visto errante la stirpe degli uomini, assunse la natura di servo, la unì strettamente a sé e, per mezzo di essa, attirò l’intero genere umano, e condusse ai pascoli divini coloro che erano mal nutriti ed esposti ai lupi.
Per questo dunque il Salvatore nostro assunse la nostra natura, per questo Cristo Signore sostenne la passione, e la fece causa di salvezza, per questo fu dato in balia alla morte, consegnato al sepolcro, e così abbatté l’antica tirannide e promise l’incorruttibilità a quelli che erano incatenati dalla corruzione.
Riedificando il tempio distrutto e risorgendo da morte, egli manifestò anche ai morti e a quanti attendevano la sua risurrezione le vere e indefettibili promesse.
In verità, disse, la natura che io ho preso da voi ebbe la risurrezione per la divinità che abitava in lei e le era unita. Per la divinità si liberò dalla corruttibilità e dalla passibilità e conseguì l’incorruttibilità e l’immortalità. Così anche voi sarete liberi dalla dura schiavitù della morte, ed eliminata la corruzione assieme alle passioni, sarete rivestiti dell’immortalità.

Egli per mezzo degli apostoli diede il dono del battesimo a tutti gli uomini: «Andate dunque, disse, e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19). Il battesimo è una immagine e una figura della morte del Signore. «Se infatti», come dice l’apostolo Paolo, «siamo completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione» (Rm 6, 5).

Responsorio   Cfr. Gv 10, 15. 18; Ez 34, 16
R. Offro la mia vita per le pecore, dice il Signore; nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso: * questo comando ho ricevuto dal Padre mio.
V. Cercherò la pecora perduta, fascerò quella ferita, le pascerò tutte con giustizia:
R. questo comando ho ricevuto dal Padre mio.