Letture dall’Ufficio delle Letture

Versetto
V. Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d’Israele.
R. Tu splendido onore della nostra gente.

Prima Lettura
Dal libro del Siracide      24, 17-21.38-32

Chi ascolta la sapienza non avrà da arrossire

Io come una vite ho prodotto  germogli graziosi e i miei fiori,  frutti di gloria e ricchezza. Io sono la madre del bell’amore e del timore e della scienza e della santa speranza. In me vi è ogni grazia della via  e della verità, in me è ogni speranza della vita e della virtù.
Avvicinatevi a  me, voi che mi desiderate,  e saziatevi dei miei prodotti. Poiché il ricordo di  me è più dolce del miele, e la mia  eredità  è più  dolce del  favo di miele. Il  mio ricordo vivrà nei secoli, per sempre.
Quanti si nutrono di me avranno ancora  fame e quanti bevono di me avranno ancora  sete. Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà. Coloro che mi faranno conoscere, avranno la vita eterna.
Io sono come un canale derivante da un fiume, e come un corso di acqua sono uscita verso un giardino.  Ho  detto: «Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola». Ed ecco il mio canale è  diventato  un fiume, il  mio  fiume è diventato un  mare.
Farò ancora splendere la  mia dottrina come l’aurora,  la farò  brillare molto lontano. Penetrerò in tutte le parti inferiori della terra, getterò lo sguardo su tutti i  dormienti,  e illuminerò tutti quelli che sperano nel Signore.
Riverserò ancora la dottrina come una profezia la lascerò per  le generazioni future,  per quanti cercano  la sapienza, e non cesserò mai d’annunziarla.

Responsorio   Sir 24, 15-16
R.  Mi sono  stabilita in Sion, nella  città amata il Signore  mi ha  fatto abitare, * ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso.
V.  Nella porzione del  Signore,  sua eredità,
R.  ho posto le radici in mezzo a un popolo  glorioso!

Seconda Lettura
Dagli scritti di Fra Tommaso da Celano  (Le due  Vite,  Ed. A.  Signorelli, Roma  1954, L.  Macali o.f.m.conv., pp. 207-208; 137)

Questo luogo è veramente santo e abitato da Dio
Il servo di Dio Francesco, di statura piccola, di mente umile, di professione minore, nel tempo che visse quaggiù, per sé e per la sua fraternità scelse una  particella di mondo, per il solo  fatto che non gli fu assolutamente possibile  servire  Cristo altrimenti, che avendo qualche cosa dal mondo.
E non senza una rivelazione  e predisposizione divina, già in  antico,  fu  chiamato  Porziuncola quel luogo che doveva toccare in sorte a coloro che desideravano di non avere nulla di proprio in questo mondo.
Vi sorgeva una  chiesetta dedicata alla Vergine Madre, la quale per la sua singolare umiltà meritò di essere elevata, dopo il Figlio, alla dignità di capo di tutti gli eletti.
In essa ebbe inizio l’Ordine dei Minori, e come sopra un saldo fondamento, crebbe e si moltiplicò il loro nobile edificio.  Il  Santo amava questo luogo più di ogni altro, comandò ai frati di venerarlo con rispetto  speciale e volle che lo custodissero sempre come specchio di vita religiosa, in umiltà e altissima povertà, riservandone però la proprietà agli altri, e ritenendone per sé e per i suoi soltanto l’uso.
Vi si osservava una rigidissima disciplina in tutto, nel silenzio e nel lavoro e in tutte le altre prescrizioni della regola. Senza  tregua, giorno e notte, la fraternità dei Minori di quel luogo era occupata nel lodare Dio e, tutti soffusi di una mirabile fragranza, vi conducevano una vita veramente angelica.
Frate Francesco infatti, pur sapendo che il regno del cielo si  può raggiungere ovunque e che la grazia divina non trova difficoltà  a scendere sugli eletti ovunque si trovino, tuttavia, si era accorto per propria esperienza che il luogo della chiesa di S. Maria della Porziuncola godeva di una maggiore abbondanza di grazia, ed era frequentemente visitato da spiriti celesti.
Spesso quindi diceva ai frati: «Guardatevi, figli, dall’abbandonare mai  questo luogo.  Se ve ne cacciassero fuori da una parte, rientratevi dall’altra. Questo luogo infatti è veramente santo e abitato da Dio. Qui il Signore moltiplicò il nostro piccolo numero; qui illuminò i cuori dei suoi poveri con la luce della sua divina sapienza; qui accese le nostre volontà con il fuoco del suo amore; qui, chi avrà pregato con devozione, otterrà quello che chiederà, e chi mancherà  sarà punito più gravemente. Perciò, figli ritenete degno di ogni onore il luogo della dimora di Dio, e con tutto il trasporto del vostro cuore rendete in esso lode al Signore».

Responsorio
R. Porta del cielo e stella del mare, Vergine Maria, * rendici accetti al tuo Figlio.
V. Sorgente  di misericordia, madre della  grazia, speranza del mondo, esaudisci coloro che invocano il tuo aiuto.
R. Rendici accetti al tuo Figlio.