LETTURE DALL’UFFICIO DELLE LETTURE

Versetto
V. Per la tua risurrezione, o Cristo, alleluia,
R. gioiscono i cieli e la terra, alleluia.

Prima Lettura
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo 22, 1-9

Il fiume di acqua viva
L’angelo mi mostrò poi un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello (Gn 2, 10; Ez 47, 1). In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che da’ dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni (Gn 2, 9; Ez 47, 12).
E non vi sarà più maledizione.
Il trono di Dio e dell’Agnello
sarà in mezzo a lei
e i suoi servi lo adoreranno;
vedranno la sua faccia (Mt 5, 8)
e porteranno il suo nome sulla fronte.
Non vi sarà più notte
e non avranno più bisogno di luce di lampada,
né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà
e regneranno nei secoli dei secoli (Is 60, 20).
Poi mi disse: «Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve. Ecco, io verrò presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».
Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. Udite e vedute che le ebbi, mi prostrai in adorazione ai piedi dell’angelo che me le aveva mostrate. Ma egli mi disse: «Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te e i tuoi fratelli, i profeti, e come coloro che custodiscono le parole di questo libro. E’ Dio che devi adorare».

Responsorio   Cfr. Ap 22, 5. 3
R. Non vi sarà più notte, perché il Signore Dio illuminerà i suoi servi, * e regneranno nei secoli dei secoli, alleluia.
V. Il trono di Dio e dell’Agnello sarà in mezzo alla città santa, e i suoi servi lo adoreranno,
R. e regneranno nei secoli dei secoli, alleluia.

Seconda Lettura
Dai «Discorsi» del beato Isacco, abate del monastero della Stella
(Disc. 42; PL 194, 1831-1832)

Primogenito tra molti fratelli
Come il capo e il corpo formano un unico uomo, così il Figlio della Vergine e le sue membra elette costituiscono un solo uomo e l’unico Figlio dell’uomo. Secondo la Scrittura il Cristo totale e integrale è capo e corpo, vale a dire tutte le membra assieme sono un unico corpo, il quale con il suo capo è l’unico Figlio dell’uomo, con il Figlio di Dio è l’unico Figlio di Dio, con Dio è lui stesso un solo Dio. Quindi tutto il corpo con il capo è Figlio dell’uomo, Figlio di Dio, Dio.
Perciò si legge nel vangelo: Voglio, o Padre, che come io e tu siamo una cosa sola, così anch’essi siano una cosa sola con noi (cfr. Gv 17, 21). Secondo questo famoso testo della Scrittura né il corpo è senza capo né il capo senza corpo, né il Cristo totale, capo e corpo, è senza Dio. Tutto con Dio è un solo Dio. Ma il Figlio di Dio è con Dio per natura, il Figlio dell’uomo è con lui in persona, mentre il suo corpo forma con lui una realtà sacramentale.
Pertanto le membra autentiche e fedeli di Cristo possono dire di sé, in tutta verità, ciò che egli è, anche Figlio di Dio, anche Dio. Ma ciò che egli è per natura, le membra lo sono per partecipazione; ciò che egli è, lo è in pienezza, esse lo sono solo parzialmente. Infine ciò che il Figlio di Dio è per generazione, le sue membra lo sono per adozione, come sta scritto: «Avete ricevuto uno spirito di figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abba, Padre» (Rm 8, 15).
Secondo questo Spirito «diede loro il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12), perché ad uno ad uno siamo ammaestrati, da colui che è il primogenito tra molti fratelli, a dire: «Padre nostro, che sei nei cieli». E altrove: «Salgo al Padre mio e Padre vostro» (Gv 20, 17).
Infatti per quel medesimo Spirito per cui il Figlio dell’uomo, nostro capo, è nato dal grembo della Vergine, noi rinasciamo dal fonte battesimale figli di Dio, suo corpo. E come egli fu senza alcun peccato, così anche noi otteniamo la remissione di tutti i peccati.
Come egli portò sulla croce nel suo corpo di carne i peccati di tutto il corpo di carne, così dona a tutto il corpo mistico la liberazione dei peccati per la grazia della rigenerazione. Sta scritto infatti: «Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male» (Sal 31, 2). Questo uomo beato è senza dubbio Cristo. Egli per il fatto che il capo del Cristo mistico è Dio, rimette i peccati e per il fatto che il capo del corpo è un unico uomo, non ha nulla da farsi perdonare. E poi, anche se il corpo del capo è costituito da molti, niente gli è imputato.
Egli è giusto in se stesso e giustifica se stesso. Unico salvatore, unico salvato. Egli portò nel suo corpo sulla croce ciò che rimosse dal suo corpo attraverso il battesimo e salva ancora per mezzo della croce e dell’acqua. E’ Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, che aveva preso su di
sé. E’ sacerdote e sacrificio e Dio. Per questo offrendo sé a se stesso, riconcilia se stesso per mezzo di se stesso con se stesso e inoltre con il Padre e con lo Spirito Santo.

Responsorio   Col 2, 9-10; 1, 18
R. In Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della divinità: * voi avete in lui parte alla sua pienezza, alleluia.
V. Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose.
R. Voi avete in lui parte alla sua pienezza, alleluia.