1 – Le NDE (near death experiences): il caso eclatante di un ingegnere-diacono

Lo conobbi al camposanto, nell’Aprile del 1998. Pieno di calore umano, candido e solenne nella sua tonaca bianca, benedisse appena prima della tumulazione la bara di mia madre, terminando la sua preghiera con una singolare quanto convinta invocazione: “Preghiamo perché risorga; ma non nel giorno del giudizio alla fine del mondo, bensì oggi stesso!!”.  Percepii subito che quell’uomo era una persona particolare: una persona che con ogni probabilità aveva una storia da raccontare e una certezza da condividere. E per questo motivo, appena terminata la breve celebrazione, lo avvicinai, esternandogli i motivi per cui avrei desiderato avere un colloquio con lui. Mi diede appuntamento per l’indomani mattina, nel suo piccolo ufficio di diacono del camposanto.

Il nostro colloquio, l’indomani, durò circa 2 ore: e fu solo il primo, giacché altri ne seguirono.

La sua storia era sbalorditiva. Ingegnere di successo con l’hobby delle macchine sportive, delle belle donne e della vita di lusso, una Domenica, rimasto da pochi minuti solo nel cantiere di Milano due,  venne colto da un grave infarto. Non aveva la forza di muoversi, di uscire, di provare a salvarsi. Ma qualcuno si trovò a passare di là “per caso”, udì i rantoli che provenivano dal suo ufficio, chiamò un’ambulanza… e l’ambulanza lo portò privo di conoscenza in ospedale; mentre lui di tutto ciò nulla ormai più percepiva, perché… volava in un tunnel, alla fine del quale vedeva una luce che sempre più si avvicinava.  E alla fine del tunnel, in un bagliore sfolgorante che non offendeva la vista e che – soprattutto – lo avvolgeva come in un bozzolo di amore e commozione indescrivibili, lo attendeva un Essere di Luce, da lui identificato in Gesù Cristo, che dopo avergli fatto riesaminare l’intera sua esistenza, gli disse che doveva tornare sulla Terra, cambiare vita e dedicare all’amore incondizionato per gli altri tutto il tempo che gli sarebbe rimasto da vivere.

Così lui aveva abbandonato la professione, si era fatto diacono, e benediceva le bare al camposanto; mentre al pianterreno della palazzina in cui abitava aveva impiantato un centro di assistenza per disabili, delle cui anime si occupavano due sacerdoti. Una conversione, la sua, tanto repentina quanto serena ed irreversibile, perché animata da una fede granitica: che poi, in definitiva, non era la fede di chi spera e crede, ma l’autentica certezza di chi ha visto, ha udito e conosce la verità. E la verità che lui conosceva era che la morte non è la fine, ma l’inizio  della vera vita: vita nella quale l’unica moneta che avrebbe potuto portare con sé e spendere sarebbe stato l’amore incondizionato provato e posto in opera per gli altri.

Ecco: quest’uomo aveva in pratica avuto una NDE, cioè una near death experience, o – come suol dirsi da noi – un’esperienza di premorte. Esperienza, della quale il dato più pregnante e sconvolgente, che ricorre praticamente in TUTTI i casi, è proprio questa certezza, capace di indurre un essere umano a cambiare completamente la propria visione del mondo e il baricentro della propria esistenza. A fronte di questo vero e proprio MIRACOLO (la conversione è sempre il massimo miracolo, trattandosi della resurrezione dell’anima!) sembrano davvero impallidire e perdere  significato le diatribe scientifiche sulla “realtà” delle NDE, e massimamente le tesi riduzioniste degli scientisti.

Ma di queste cose parleremo più appresso. Per ora, ho solo voluto citare uno dei casi di NDE, il più eclatante, che mi è passato per le mani. Un altro caso è quello di uno zio paterno, medico negli U.S.A., che ebbe una NDE a motivo di una emorragia nasale con collasso cardiaco. Volò nel tunnel, vide la luce alla fine del tunnel, ma mentre volava udì rimbombare una voce: “This man does not belong here… Bring him down!“, con tanto di eco: “Bring him down… bring him down…bring him down…” – Dopo di che, però, appena gli fu possibile prese un aereo e venne di corsa in Italia per raccontare a tutti la sua esperienza. Segno che, anche lui, ne era rimasto molto colpito.

Sono milioni, ormai, le persone che hanno sperimentato una NDE: vale quindi la pena di approfondire, e provare a capire di che si tratta.