LAMPI DI SCRITTURA

«Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome. Grande è il Signore, onnipotente, la sua sapienza non ha confini» (Sal 146,4-5).

«Sono io, il Signore, che ho fatto tutto, che ho spiegato i cieli da solo, ho disteso la terra; chi era con me? Io svento i presagi degli indovini, dimostro folli i maghi, costringo i sapienti a ritrattarsi e trasformo in follia la loro scienza» (Is 44, 24-25).

«Io sono il Signore e non ve n’è alcun altro; fuori di me non c’è Dio» (Is 45,5).

«Forse non potrei agire con voi, casa di Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa di Israele» (Ger 18, 6).  

«Prima che nascessero i monti la terra e il mondo fossero generati, da sempre e per sempre tu sei, Dio» (Sal 89, 2).

«Tu, Signore, rimani in eterno, il tuo ricordo per ogni generazione» (Sal 101,13).

«Tutti si logorano come veste… Ma tu resti lo stesso e i tuoi anni non hanno fine» (Sal 101,27-28).

«Signore, il tuo nome è per sempre; Signore, il tuo ricordo per ogni generazione» (Sal 134,13).

«Il tuo regno è regno di tutti i secoli, il tuo dominio si estende ad ogni generazione» (Sal 144,13).

«Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere» (Qo 3, 14).

«Io, il Signore, sono il primo e io stesso sono con gli ultimi» (Is 41,4).

«Prima di me non fu formato alcun Dio né dopo ce ne sarà. Io, io sono il Signore, fuori di me non ve salvatore» (Is 43, 10-11).

«Io sono Dio, sempre il medesimo dall’eternità. Nessuno può sottrarre nulla al mio potere; chi può cambiare quanto io faccio?» (Is 43, 12-13).

«Io sono il primo e io l’ultimo; fuori di me non vi sono dèi» (Is 44, 6).

«Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo. Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo. Ti sono note tutte le mie vie; la mia parola non è ancora sulla lingua e tu, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano. Stupenda per me la tua saggezza, troppo alta, e io non la comprendo. Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra» (Sal 138, 1-10).

«A nessuno è possibile svelare le sue opere e chi può indagare le sue grandezze? La potenza della sua maestà chi potrà misurarla? Chi riuscirà a narrare le sue misericordie? Non c’è nulla da togliere e nulla da aggiungere; non è possibile indagare le meraviglie del Signore» (Sir 18,3-5).

«Egli scruta l’abisso e il cuore e penetra tutti i loro segreti… Nessun pensiero gli sfugge, neppure una parola gli è nascosta» (Sir 42, 18.20).

«Potremmo dire molte cose e mai finiremmo; ma per concludere: “Egli è tutto!”. Come potremmo avere la forza per lodarlo? Egli, il Grande, al di sopra di tutte le sue opere. Il Signore è terribile e molto grande, e meravigliosa è la sua potenza. Nel glorificare il Signore esaltatelo quanto potete, perché ancora più alto sarà. Nell’innalzarlo moltiplicate la vostra forza, non stancatevi, perché mai finirete. Chi lo ha contemplato e lo descriverà? Chi può magnificarlo come egli è? Ci sono molte cose nascoste più grandi di queste; noi contempliamo solo poche delle sue opere» (Sir 43, 27-32).