L’amore unisce e non divide

L’Amore di Dio Padre avvolge tutte le anime, le unisce a Sè, for­mandole e trasformandole alla scuola dell’amore e donando loro la Grazia Santificante.

Non basta amare solo umanamente, non basta sperimentare l’amore; ognuno può farne esperienza come vuole, secondo i suoi istinti e la sua indole.

Bisogna invece partecipare all’Amore di Dio perché tutti siamo chiamati a donare, a vivere, a soffrire e ad offrire per tutti.

L’uomo, nel suo vuoto interiore, è desideroso solo di avere per sè, e­scludendo gli altri che gli sono accanto, che gli sono fratelli.

Nel suo egoismo non comprende l’Amore di Dio che si estende a tutti gli uomini e, nel suo vivere quotidiano, non fa che accumulare per se stesso.

L’avidità dell’avere, del possedere, il desiderio di impossessarsi di quanto non è suo, ma è del fratello, alimenta in lui la convinzione di essere nel giusto perché il mondo è dei furbi e degli scaltri. Ma l’a­vidità dell’uomo senza scrupoli provoca solo dolore e ingiustizia.

La baldanza dell’uomo insipiente ed egoista sembra alcune volte non costituire un danno immediato per l’altro perché, il più delle volte, anche l’altro pensa allo stesso modo e diviene competitivo con il suo simile: avere per avere, dare per ricevere!

Così l’uomo diventa povero, misero ed inetto davanti a Dio.

Nulla può fare Dio quando gli uomini si comportano così, se non at­tendere quei figli sviati con pazienza e bontà, fino a quando saranno capaci di percepire il richiamo di Dio.

Dio nel suo Amore nulla tralascia per attirare a Sè i figli sviati che sono sue creature, pensate e volute a sua Immagine. Lui non tradisce nè tradirà mai l’uomo che porta in sè le sembianze di Dio.

L’uomo deve capire, deve comprendere e speditamente deve cammi­nare verso la Luce di Dio; interiormente deve convertirsi e lasciarsi condurre alla Casa del Padre.

L’amore diventa possibile nella misura in cui l’uomo diviene umile e docile; solo così potrà dimorare nell’amore, vivere per amore, do­nare con amore.

Nulla vi è di più grande che donare anche la propria vita per il pro­prio fratello.

L’abisso che ancora ci separa da Dio è questa mancanza d’amore e la ferma volontà di una totale donazione.