LA VIRTU’ DELL’UBBIDIENZA

UBBIDIENZA

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

– L’ubbidienza è il sacrificio della propria volontà. San Filippo Neri diceva: «Se volete diven­tare santi, dovete saper sacrificare tre dita di spa­zio»; e così dicendo indicava la fronte.

Ora tu vuoi sempre fare a modo tuo? Non vuoi sentire osservazioni? Sei intrattabile, insolente?… Pensa a Gesù che era ubbidientissimo alla sua Mamma e a S. Giuseppe!

Rifletti: tu fai altrettanto con i tuoi genitori?… Li ami?… Li ubbidisci?…

Conosci Aldo Marcozzi? Fu chiamato 1’«Angelo dell’ubbidienza». Ubbidiva per amore di Gesù, ovunque, sempre, a tutti i superiori. An­che a lui piaceva giocare con la palla, coi soldatini di stagno, con i francobolli, con le figurine…; ma però, appena la mamma o un altro superiore lo chiamava, scattava in piedi e, via! correva ad ese­guire l’ordine. Vuoi un esempio? Obbediva alla campanella della scuola fino a questo punto: se stava giocando al pallone e la campanella suonava la fine, fosse stato anche a un passo dalla porta per centrare un goal, non lo faceva. Quel goal entrava, così, per la porta del Paradiso!

Ubbidiva perfino quando la mamma, nell’in­verno, gli diceva di stare a letto ancora un poco. “Se è per ubbidirti – rispondeva – rimango, ma tu sai, mamma, quanto mi stia a cuore fare la Santa Comunione!”.

Ubbidisci anche tu come Aldo? Per esempio: la mamma ti dice di studiare; e tu, invece, «Ma sì, mamma! finisco di giocare e poi mi metto subito a studiare…». Ancora: la mamma ti dice di andare a prendere qualcosa; e tu: «Sempre a me, comandi, mamma!….». E così aspetti un po’… e poi ci vai, sì, ma a malincuore: sulla faccia hai dipinto il malu­more e uscendo dalla porta brontoli ancora. Ti pare ubbidienza, questa?

– Tu sai che papà e mamma sono i rappre­sentanti di Dio sulla terra e perciò tu hai l’obbligo di amarli, di aiutarli, di ubbidirli! Ma è così che fai?…

Aldo Marcozzi non disubbidì mai neppure una volta; anzi, cercava di indovinare persino i desiderii dei suoi genitori per accontentarli. E tu disubbidisci nelle piccole cose che ti domandano? Rispondi male alle loro doman­de, o alzi le spalle, sgarbato, insolente?…

Oh, guai!… Gesù non sarebbe contento di te e tu Lo offenderesti! Impara da Gesù a obbedire, a essere rispettoso, premuroso coi tuoi genitori, coi Superiori, con gli insegnanti…

Impara a vedere Gesù nelle persone alle quali obbedisci, senza guardare ai loro difetti, perché ti farebbe l’ubbidienza difficile; e senza guardare neppure alle loro belle doti e qualità, perché ren­derebbe la tua ubbidienza meno meritoria.

Non ubbidire, quindi, per paura dei castighi o per interesse, o con intenzioni umane; ma ubbidisci per amore di Gesù, prontamente, appena ti co­mandano, con semplicità, senza tante discussioni o brontolamenti; con gioia, sicuro che l’ubbidienza piace a Gesù!

L’ubbidienza fatta così ti educa la volontà, ti dà energia di carattere, ti fa esercitare tante virtù, come l’umiltà, la pazienza, la mortificazione, la fede… Certo, è un sacrificio che costa qualche volta a ubbidire, ed è per questo che tante volte disobbedi­sci. Ma tu devi essere convinto che chi ubbidisce ai suoi Superiori ubbidisce a Dio, mentre chi disob­bedisce ad essi, disobbedisce a Dio!

Del resto tu comprendi che, come il Signore si serve del sole per darti la luce, così si serve dei genitori e superiori per guidarti e condurti.

Proponi, dunque, di non farti mai ripetere due volte un ordine; di non schivare mai l’obbedienza; di comportarti sempre bene in casa e di essere ubbidiente e rispettoso, sempre!

PROPOSITO: Oggi, la tua obbedienza sarà precisa, fatta con gioia, pensando che chi ti comanda è Gesù!

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

“Non vi sarà molta perfezione sen­za molta orazione”. (S. Luigi)

“Le anime dei giovani non sono vasi da riempire, ma lampade da accendere”. (Plutarco)

“Siam quaggiù per aiutarci l’un con l’altro “. (“I Promessi Sposi”, c. IX)

“L’autunno della vita raccoglie solo quello che si è seminato”. (Gratry)