La SS. Eucarestia 1 – San Giovanni Maria Vianney

Se ci rendessimo conto di quanti e quali beni sono racchiusi nella santa comunione, nient’altro riuscirebbe ad accontentare il nostro cuore.
L’avaro non cercherebbe più i suoi tesori, né l’ambizioso la gloria; tutti lascerebbero questo mondo, scuotendosi di dosso la polvere e si innalzerebbero verso il cielo.
Chi fa la comunione si perde in Dio come una goccia d’acqua nell’oceano.
Non è più possibile separarli. Se qualcuno ci chiedesse, subito dopo che abbiamo fatto la comunione: «Che cosa portate a casa con voi? noi potremmo rispondere; «Porto il paradiso». Un santo diceva che noi siamo dei Porta-Dio. E proprio vero, purtroppo, però: non abbiamo abbastanza fede.
Non ci rendiamo conto della nostra dignità.
Dopo aver partecipato alla sacra mensa eucaristica, dovremmo essere tanto felici quanto lo sarebbero stati i magi se avessero potuto portare con sé il Bambino Gesù.
Quando facciamo la santa comunione, sentiamo qualche cosa di straordinario, un benessere che attraversa tutto il corpo, diffondendosi sino alle estremità. Che cos’è questo benessere?
È Nostro Signore che si propaga in tutte le parti del nostro corpo facendole vibrare.
Non possiamo non dire, come san Giovanni; «È il Signore!».
Chi non sente proprio nulla è da compatire, non c’è dubbio.
Non mi piace l’abitudine che hanno molti di mettersi subito a leggere dopo aver ricevuto l’Eucaristia.
Oh, no! a che serve la parola degli uomini quando è Dio a parlare?…
Bisogna ascoltare ciò che il buon Dio dice al nostro cuore.
Prendete un vaso pieno di liquore e tappatelo con cura: solo così conserverete il liquore per tutto il tempo che vorrete.
Allo stesso modo, se dopo la comunione custodiste con cura Nostro Signore nel raccoglimento, sentireste più a lungo quel fuoco che divora e che sicuramente alimenterebbe in voi la propensione al bene e l’avversione per il male.

 San Giovanni Maria Vianney –