LA SANTA MESSA

MENTRE IL SACERDOTE SALE ALL’ALTARE

«Una cosa desidero da voi…: la vostra ordi­naria meditazione si aggiri possibilmente intorno alla vita, passione e morte, non­ché intorno alla risurrezione coll’ascensione del nostro Signore Gesù Cristo.

Potrete quindi meditarne la sua nascita, la sua fuga e dimora in Egitto, il suo ritorno e la sua vita nascosta nella bottega di Nazareth sino a i trenta anni; la sua umiltà nel farsi battezzare dal suo pre­cursore san Giovanni; potrete meditare la sua vita pubblica, la sua dolorosissima passione e morte, l’istituzione del santissimo Sacramento, proprio in quella sera in cui gli uomini gli stavano prepa­rando i più atroci tormenti; potrete meditare anco­ra Gesù che fa orazione nell’orto e che sudò san­gue alla vista dei tormenti che gli uomini a lui pre­paravano e dell’ingratitudine degli uomini che non si sarebbero avvaluti dei suoi meriti; meditare pure Gesù trascinato e menato nei tribunali, fla­gellato e coronato di spine, il suo viaggio per l’erta del Calvario carico della croce, la sua crocifissione e finalmente la sua morte in croce fra un mare di angosce, alla vista della sua afflittissima Madre». (Epistolario III, pagine 63-64)

«Rappresenta alla tua immaginazione Gesù crocifisso tra le tue braccia e sul tuo petto, e di’ cento volte, baciando il suo costato: “Quest’è la mia speranza, la viva sorgente della mia felicità; quest’è il cuore dell’anima mia; mai nulla mi sepa­rerà dal suo amore; io lo posseggo e non lo lascerò, finché non mi mette nel luogo di sicurezza”.

Digli spesso: “Che cosa posso io avere sulla terra, o che posso pretendere nel cielo, se non voi, o mio Gesù? Voi siete il Dio del mio cuore e l’ere­dità che io desidero eternamente”». (Epistolario III, pagina 503)

«Nell’assistere alla santa Messa rinnova la tua fede e medita quale vittima s’immola per te alla di­vina giustizia per placarla e rendertela propizia.

Non allontanarti dall’altare senza versare la­crime di dolore e di amore per Gesù, Crocifisso per la tua eterna salute.

La Vergine Addolorata ti terrà compagnia e ti sarà di dolce ispirazione».

(Dedica scritta da Padre Pio su un messale. cfr. “Lettere di Padre Pio”, presentate da S. Em. Giacomo Cardinale Lercaro. Edizione 1971, pagina 66)