La Santa Messa negli scritti di San Pio

RICORDO DEI VIVI

«… io non offro mai il santo sacrificio al divin Pad­re, senza domandargli per voi l’abbondanza del suo santo amore e le sue più scelte benedi­zioni». (Epistolario III, pagina 309)

«… io chiedo continuamente nelle mie pre­ghiere e nella santa messa molte grazie per l’ani­ma tua; ma specialmente il divino amore: esso è tutto per noi, è il nostro miele,.. nel quale e col quale tutte le affezioni e tutte le azioni e sofferen­ze debbono essere addolcite.

Mio Dio, quant’è felice il regno interno, quando vi regna questo sant’amore! quanto sono beate le potenze dell’anima nostra, allorché ubbi­discono ad un re sì saggio». (Epistolario III, pagina 501)

«Mi chiedi se è utile e buona cosa applicare per i vivi il santo sacrifizio della messa. Rispondo essere utilissima e santissima cosa farsi applicare il sacrifizio della messa mentre si è peregrini su questa terra e ci aiuterà a farci vivere santamente, ad estinguere i debiti contratti con la giustizia divina e a renderci sempre più benigno il dolcissimo Si­gnore». (Epistolario III, pagine 765-766)

«lo ogni giorno presento il vostro cuore e quelli di tutta la vostra famiglia al divin Padre con quello del suo Figliuolo durante la santa Messa. Egli non potrebbe rifiutarlo a cagione di quest’unione in virtù della quale io fo l’offerta…». (Epistolario IV, pagina 472)

CONSACRAZIONE

«…il nostro buon Maestro… domanda al Pa­dre… in nome suo proprio, ed in nome nostro ancora: – Dacci oggi, o Padre, il pane nostro quotidiano. –

Ma qual’è questo pane? In questa domanda di Gesù, salvo sempre migliore interpretazione, io vi ravviso l’eucaristia principalmente. Ed oh! qua­le eccesso di umiltà di quest’Uomo Dio! Egli che è una cosa sola col Padre, egli che è l’amore e la deli­zia dell’eterno Genitore, sebbene sapesse che tut­to ciò che lui farebbe in terra sarebbe gradito e rati­ficato dal Padre suo in cielo, chiede licenza di re­star con noi!

…quale eccesso d’amore nel Figlio per noi ed in pari tempo quale eccesso di umiltà nel chiedere al Padre di permettergli a che rimanga con noi fino al fine del mondo!

Ma quale eccesso ancora del Padre per noi, che dopo averlo visto miserando gioco di ‘sì pessi­mi trattamenti, permette a questo suo dilettissimo Figliuolo che se ne rimanga ancora fra noi, per es­sere ogni giorno fatto segno a sempre nuove ingiu­rie!

Questo ‘sì buon Padre come mai ha potuto a ciò consentire?

Non bastava, o Padre eterno, aver voi permes­so una volta che questo Figliuolo vostro diletto fosse dato in preda al furor dei nemici giudei?

Oh! come mai potete acconsentire che egli se ne rimanga ancora in mezzo a noi per vederlo ogni giorno in così indegne mani di tanti pessimi sacer­doti, peggiori degli istessi giudei?

Come regge, o Padre, il vostro pietosissimo cuore nel vedere il vostro Unigenito ‘sì trascurato e forse anche disprezzato da tanti indegni cristia­ni?

Come, o Padre, potete acconsentire che egli venga sacrilegamente ricevuto da tanti indegni cri­stiani?

O Padre santo, quante profanazioni, quanti sacrilegi deve il pietoso vostro cuore tollerare!!… Deh! Padre, a me oggi per un sentimento egoistico non posso pregarvi di togliere Gesù da mezzo gli uomini; e come potrei vivere io, sì debo­le e fiacco, senza di questo cibo eucaristico? come adempire quella petizione, fatta in nome nostro da questo vostro Figliuolo: – Sia fatta la volontà tua, come in cielo così in terra -, senza essere fortifica­to da queste carni immacolate?..

… che ne sarebbe di me se io vi pregassi e voi mi esaudiste, di toglierci Gesù da in mezzo agli uomini per non vederlo così malamente trattato?..

Padre santo, dateci oggi il nostro pane quoti­diano, dateci Gesù sempre durante questo nostro breve soggiorno in questa terra di esilio; datecelo e fate che noi ce ne rendiamo sempre più degni di accoglierlo nel nostro petto; datecelo sì, e saremo sicuri di adempiere quanto Gesù stesso per noi a voi ha indirizzato: – Sia fatta la volontà tua, come in cielo così in terra. -». (Epistolario II, pagine 342-344)