LA CONFESSIONE

LA CONFESSIONE

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

– E’ il sacramento della misericordia di Gesù. Come è stato buono, Gesù, a istituire la confessio­ne! E’ il sangue di Gesù, morto anche per te, che scende a lavare la tua anima. Non senti nel tuo cuore un sentimento di gratitudine e di amore verso il Signore? Pensa a quante volte ti sei confessato! a quante volte Gesù ti ha perdonato! Come devi amare la confessione che ti libera dal peccato e ti fa l’anima ancora bella, bianca come la neve! Ti risana dalle piaghe, ti fortifica nelle tue debolezze e distrugge i tuoi difetti, facendoti tutto di Gesù! Come frequenti la S. Confessione? Ci vai ogni settimana?

E’ una grande grazia, questa: poter ricevere così di frequente un sì grande Sacramento!

Tu sai che per confessarsi bene occorre: esame di coscienza, fatto con cura; dolore dei peccati… proponimento di non commetterne più… con­fessione intera, di tutti i peccati mortali (e per te che vuoi diventare perfetto, è bene dire al Confes­sore anche i peccati veniali e le imperfezioni, come fa l’ammalato che vuol guarire, col medico); e infine, la soddisfazione o penitenza…

E’ così che tu ricevi questo Sacramento? Altri­menti, lo sai – vero? – che non si riceve il perdono di Dio? Ascolta questo sogno di D. Bosco. Gli parve di essere in una chiesa, piena zeppa di ragazzi che aspettavano di confessarsi da lui. Ma… molti di quei giovanetti avevano una corda al collo che quasi li soffocava. «Perché quella corda? – domanda D. Bosco a un giovane – va a levarla». «Non posso levarla, c’è uno che la tiene, venga lei». E D. Bosco va, e vede dietro ai ragazzi una bestiaccia orribile come un gattone grosso grosso, con le corna lunghe lunghe. «Cosa fai?» chiede il Santo con autorità. La bestiaccia risponde ringhiando: «Guarda! Ho tre corde: la prima, mi serve per far tacere i loro peccati in confessionale, la seconda, per spingerli a confes­sarsi senza dolore; la terza, per impedire un proponimento fermo e di seguire gli avvisi del Confessore». Il Santo allora prese l’acqua santa e… quella bestiaccia fuggì!

Attento anche tu ai lacci del diavolo. Spesso anche i giovanetti buoni si confessano male, o non abbastanza bene.

E tu? Rifletti attentamente a questi nove punti:

Confessati ogni settimana e sii fedele al giorno (non prendere il sabato o la domenica come giorno di confessione, perché sono i giorni in cui l’afflusso al confessionale non ti permette di fare le cose per bene). Non è troppo una volta alla settimana. I vestiti si sporcano, ogni giorno, di polvere o di fango: anche l’anima si macchia di difetti e di colpe.

Scegli un Confessore e non cambiarlo mai senza vera necessità. Prendi uno che può occuparsi di te. Il confessore stabile può seguirti meglio, perché vede i tuoi progressi o regressi, e così può darti gli opportuni consigli.

Ascolta bene e poi metti in pratica i consigli che ti dà il Confessore, magari notandoli sopra un libriccino.

Vedi, nel Confessore, Gesù, e obbedisci a lui come se obbedissi a Gesù!

Quando hai qualche cosa di importante, domanda sempre consiglio al tuo Confessore, spe­cialmente se hai da decidere per la tua vocazione.

Abbi piena confidenza nel tuo Confesso­re: egli è medico per guarire le piaghe dell’anima; è giudice non per condannare, ma per assolvere e liberare dalla pena eterna; è padre amoroso che vuole il tuo bene; è ministro di Dio che, col sangue di Gesù, lava le macchie del peccato; è amico delle anime; è Gesù stesso che ti perdona e ti ama!

Non tacere mai per una falsa vergogna. Tu sai che il Confessore non può rivelare nulla, anche a costo della vita, di quanto ha udito in confessione. Anzi, non può nemmeno pensarvi sopra!

Se per disgrazia dovessi perdere la Gra­zia, cadere in peccato, fai questo proposito da eseguire con fedeltà eroica: non andrò mai a letto la sera, con un peccato mortale sull’anima. Mi con­fesserò piuttosto anche ogni giorno!

Confessati sempre come se fosse l’ultima volta. Difatti, chi ti assicura di vivere anche domani?

– Che stima hai, tu, del Confessore? Sai chi è? Quale grande potere egli ha!

Ascolta. Un giovane pastore un giorno passò sotto una roccia. In quel momento, una scossa di terremoto gli fa cadere il masso addosso. Il poverino invoca disperatamente aiuto. Viene un contadino, poi altri e altri, ma inutile. Nemmeno in cento avrebbero potuto smuovere quel masso. Il poverino, allora, invoca il suo Angelo Custode. Questi viene e con un semplice tocco smuove la pietra e lo salva. Passarono dei mesi e il pastorello cadde in peccato. Sul cuore sentiva un peso più grande della pietra che l’aveva coperto: il rimorso! Pianse di dolore, chiamò l’Angelo a salvarlo, e l’Angelo pianse con lui. «Liberami, Angelo bello!…». Ma l’Angelo, triste, scosse il capo: «Non posso, è troppo pesante!». E lo portò attraverso un bosco, in una chiesetta. Nell’angolo c’era un Sacerdote che pregava. «Va – disse l’Angelo – va da lui, egli è più potente di me»!

Caro giovane, quando ti confessi pensa che il Sacerdote è più potente degli Angeli. E’ il ministro di Dio, della sua misericordia. Abbi per lui rispetto, venerazione, amore. Prega, prima di avvicinarlo, perché Gesù ti illumini sul tuo interno; e poi aprigli tutto il tuo cuore: digli i tuoi difetti, le cause del tuo peccato…

Non temere! Sai perché si prova vergogna ad andare a confessarsi? Oh bella! e chi è che va ridendo a… cavarsi un dente? Chi è che va a scuola tranquillo senza… aver fatto i compiti? chi è che scherza quando ha rotto un vetro e la mamma ha visto? E così che meraviglia se, dopo aver peccato, si sente vergogna a confessarsi?

Ma tu però vuoi essere ragionevole: tu sai chi è il Sacerdote che confessa; è Gesù stesso, che ti aspetta per liberarti dal dolore, dal rimorso, per ridarti la pace, la gioia. Se sei ferito ti medicherà, ti amerà anche di più. Se sei debole, ti darà da fortificarti; ti conforterà, se sei triste, scoraggiato. Se sei generoso, invece, nel cammino della virtù, ti sosterrà, ti seguirà.

Alza il tuo sguardo e contempla Gesù Crocifis­so! Egli è morto per te, per i tuoi peccati. GuardaLo con amore. DiGli il dolore che provi per averLo offeso! Ti alzerai purificato, più forte e generoso. Dirai anche tu come Domenico Savio: «La morte, ma non peccati!». E raccoglierai con gioia e rico­noscenza la penitenza del Sacerdote.

Ti confessi così, tu? oppure per abitudine, con indifferenza quasi? Ah!… sarebbe un disprezzare l’amore di Gesù, la sua misericordia! Sarebbe non far calcolo di un grande mezzo di santificazione! Se qualche volta, dunque, o l’abitudine, o l’oc­casione o il diavolo riescono a farti fare qualche ruzzolone, giù giù nel male, oh! allora, corri in chiesa, piangi davanti a Gesù, confessati… Sarà un altro balzo in piedi per riprendere il volo verso l’alto. Sì, bisogna rialzarsi sempre con co­raggio, e ricominciare la scalata, senza avvi­lirsi, senza fermarsi nel male, ma rifacendo subito il cammino che disgraziatamente si è perduto retrocedendo. Oh! che neppure un giorno, anzi neppure un’ora, non un minuto, un istante, tu viva col peccato!…

PROPOSITO: Qual’è il proposito che farai oggi? Scegli uno dei punti che hai letto, quello che ti interessa di più, e sii fedele.

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

“II mio cuore è traboccante di gioia e si sente sempre più forte ad incontrare qualunque afflizione, quando si tratta di piacere a Gesù!”. (Padre Pio)

“E dove andremo noi, o Signore? Tu solo hai parole di vita eterna!”. (S. Pietro)

“L’uomo non vale se non è capace di compiere un sacrificio”. (W. James)

“Non siate criticoni! Non occorre spegnere la luce degli altri per far brillare la propria”. (L. V.)

“Vi sono benedizioni di Dio che entrano in casa rompendo i vetri”. (L. Veuillot)

“La vita ci è data per cercare Dio; la morte per trovarlo; l’eternità per possederlo”. (P. Nonet)