INTERVENGA IL PAPA!

Per ottenere un maggior ascolto alla sua richiesta, Gesù si rivolge al Papa, sempre tramite Alexan­drina sua portavoce.

 

«Io vorrei prostrarmi davanti ad ogni uomo per chiedergli di non offendermi.

Io vorrei prostrarmi davanti a colui che rap­presenta il Padre dell’umanità e che ha su di essa tutto il potere e chiedergli di ordinare che si faccia orazione, penitenza, che si ripari il mio divin Cuore e quello di mia Madre benedetta, affinchè il mondo possa essere salvo.

Chiedi tu, sposa cara, chiedi tu in nome di Gesù.

L’odio, la vendetta, la superbia, l’ambizione perdurano nei cuori degli uomini. Si pensa a nuove lotte e ci si prepara.

Echeggi in tutta l’umanità la voce del suo Pastore, la voce del Santo Padre: che la sua voce si faccia udire da un polo all’altro.

Gesù parlerà attraverso la sue labbra; la luce del divino Spirito Santo lo illuminerà.1

Chi ode il Papa, ode Cristo; chi dà retta al Papa, dà retta a Cristo. Chi dà retta ed ubbidi­sce, salva la sua anima.

Egli, che è il padre sulla terra, chieda in nome del Padre celeste.

Io voglio una riconciliazione salda e sincera. Voglio un mondo nuovo di purezza e di amore.

Penitenza, al posto dei piaceri. Orazione invece delle vanità e dei passatem­pi illeciti.

Unione con me, amore puro, amore ardente per il mio divin Cuore.

Che il Papa si appelli ai sacerdoti, soprattutto degli Ordini religiosi, affinchè moltiplichino la purezza, il fervore e l’amore nel santo Sacrificio della Messa.

Quante cose vi sono da correggere e perfe­zionare!

Le case Religiose, frati, suore, non vivono la vita dei loro fondatori.

1Nel Diario del 20-3-53 si legge: (… che tutta l’umanità dia retta alla voce del Santo Padre, alla voce di colui che sarà innalzato agli onori degli altari, che sarà annoverato nel numereo dei miei santi.» (si tratta di Pio XII)

 

Che il Papa parli ai vescovi in forma riservata affinchè questi parlino ai loro sacerdoti.

Sono così pochi quelli che sono la luce del mondo e il sale della terra! I sacerdoti secolari che compiono il loro dovere sono come petali che il vento ha trasportato sparpagliandoli uno qui e un altro molto più in là…

La mia Passione e Morte è sempre rinnovata. Come il sangue scorre!

Vigilanza, vigilanza nella Chiesa! Cominci la Chiesa una vita nuova, affinchè vi sia nel mon­do una vita nuova.

Chiedo a gran voce vigilanza: da parte del Papa, dei cardinali, dei vescovi…

Io sono ferito e la giustizia di mio Padre vuol punire.

O mondo, cosa ti aspetta, se non vivi un’altra vita!

Se io potessi morire, morirei ad ogni momen­to per causa dei peccatori. Il mondo, il mondo sfida la giustizia del mio Eterno Padre.

Il mondo, il mondo non conosce il pericolo che lo attende. Esso è come circondato da bombe: quando se ne incendia una, tutte esplo­dono nello stesso tempo.

Grida ben forte; figlia mia, grida con l’anima e col cuore affinchè il tuo grido arrivi a sua Santità, al caro figlio del mio Cuore, perchè egli si faccia udire da tutta l’umanità.

Si faccia udire con più forza di quella che chiamava all’arca di Noè, con un suono più

squillante della tromba che annuncerà il giudi­zio finale:

“Andate, figli miei, andate tutti a Gesù! E’ Lui che vi chiama, è Lui che vi avverte del rigore della giustizia di suo Padre… Si approssima l’ora del castigo del Signore. Andate a Lui che vi chiama e vi vuole!”

E’ la voce di Cristo attraverso il suo rappre­sentante sulla terra.

Si preghi, si faccia penitenza e riparazione.

Si unisca tutto ai dolori di Maria Santissima, affinchè dalle sue mani sia presentato a suo Figlio e da questi al suo Eterno Padre.

Nell’ultimo Diario, del 2-9-55 (morira il 13-10-55), si legge ancora un appello alla Chiesa.

«Lascia, figlia mia, che Gesù gridi attraverso le tue labbra: o Chiesa, o Chiesa, accogli la voce del Signore!

Vigilanza, vigilanza! O Chiesa, mia diletta Chiesa, vigila, vigila, non dormire, non afflo­sciarti!

Mai il mondo peccò tanto; mai fu urgente tanta riparazione.»

Per finire questo paragrafo riportiamo il seguente desiderio di Gesù.

«Voglio che il Santo Padre faccia un Atto di riparazione e lo passi ai vescovi e questi ai pro­pri parroci perchè sia letto al 1° di gennaio di ogni anno davanti ai miei tabernacoli; non davanti ad uno solo, ma a tutti quelli del mondo intero, con una fervorosa comunione di fedeli, soprattutto di bambini innocenti per ripararmi delle offese che ricevo durante l’anno per la maledetta impurità.