INCONTRO A COLUI CHE DONA L’ACQUA VIVA

Dialogo possibile e desiderato CdA, 44-45; 76-85 [36] La ricerca di Dio per la via delle religioni e della ragione procede con molte incertezze e deviazioni. Dio, benché sia vicinissimo, sembra lontano, senza volto e senza nome: il “Dio ignoto” (At 17,27).Ma l’apertura razionale al mistero infinito è il presupposto per poter ricevere il dono incomparabilmente più grande della rivelazione storica: “Dio non avrebbe potuto rivelarsi all’uomo, se questi non fosse già stato naturalmente capace di conoscere qualcosa di vero a suo riguardo”. Ecco, invece, che le creature sono in se stesse adatte a manifestare Dio in qualche modo, perché le loro molteplici perfezioni riflettono la sua perfezione infinita. E, a sua volta, l’intelligenza dell’uomo è in grado di ricevere questa iniziale manifestazione indiretta. Non si può, quindi, escludere in partenza che nella storia emergano segni particolarmente trasparenti della personale e libera iniziativa di salvezza da parte di Dio.

[37] Per il fatto di essere aperto a Dio attraverso le creature, l’uomo spontaneamente sente il desiderio esplicito di conoscerlo direttamente in se stesso: cosa impossibile alle sue forze; ma chissà che a Dio non sia possibile? chissà che dopo i doni di questo mondo, non voglia farci il dono di se stesso? chissà che non voglia parlarci da persona a persona? Avremmo allora un orientamento sicuro, una solida nave per attraversare il mare della vita e non più la fragile zattera della filosofia.

La pretesa cristiana CdA, 52 [38] L’annuncio della Chiesa è precisamente questo: il Mistero infinito ci ha rivolto la parola e addirittura ci è venuto incontro personalmente, con il nome e il volto di un uomo, Gesù di Nàzaret, e ci ha chiamati a vivere insieme con lui per l’eternità. Dio fatto uomo, l’uomo innalzato fino a Dio: nessun’altra religione ha una notizia simile, nessuna offre una speranza più audace. Mentre i grandi uomini religiosi, i profeti e i santi avvertono il proprio nulla davanti alla grandezza di Dio e si sentono peccatori, Gesù di Nàzaret con tranquilla sicurezza si è presentato come Figlio di Dio, uguale al Padre: una follia e una bestemmia sulla bocca di qualsiasi altro. La pretesa è inaudita, ma duemila anni di storia la rendono degna almeno di essere presa in considerazione. Vale la pena esaminarla, senza pregiudizi: un pensiero è veramente libero quando non scarta in partenza nessuna ipotesi. Gesù ha detto: “Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce” (Gv 18, 37). In lui trovano risposta le domande più profonde dell’uomo e la ricerca religiosa dei popoli; in lui il viandante assetato trova l’“acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14), come la trovò un giorno la donna di Samarìa.

[39] La conoscenza razionale di Dio dispone ad accogliere una eventuale rivelazione di lui nella storia. L’audacia inaudita della fede cristiana consiste nell’affermare che Dio si è fatto uomo, per innalzare l’uomo fino a Dio, nella comunione immediata con lui.

RIFLETTERE E INTERROGARSI

L’assenza di domanda e di ricerca è più pericolosa delle risposte sbagliate. Oggi ci si adagia facilmente nell’indifferenza, senza interrogarsi sul senso della vita. L’uomo è una grande domanda, che può essere soffocata con l’evasione o con l’attivismo. Non ci si deve contentare di risposte inadeguate. Scienza, tecnica, economia, politica non indicano il senso della vita; anzi, richiedono esse stesse di essere indirizzate verso obiettivi degni dell’uomo. Non sostituiscono, ma postulano l’etica e la religione. La sete dell’uomo è, in definitiva, sete di Dio.

Davanti ai problemi e alle domande della vita sei un ricercatore sincero della verità? Rimani vigile e libero nei confronti dei condizionamenti sociali e culturali che soffocano l’inquietudine interiore?

Sei capace di trovare momenti e spazi per la riflessione sugli aspetti che riguardano più in profondità l’esistenza personale e quella collettiva?

Il problema religioso è per te importante?

Perché è ragionevole la ricerca di Dio?

ASCOLTARE E MEDITARE LA PAROLA

O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente;

comprate e mangiate senza denaro

e, senza spesa, vino e latte…

Cercate il Signore, mentre si fa trovare,

invocatelo, mentre è vicino.

L’empio abbandoni la sua via

e l’uomo iniquo i suoi pensieri;

ritorni al Signore che avrà misericordia di lui

e al nostro Dio che largamente perdona.

Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,

le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore.

Quanto il cielo sovrasta la terra,

tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,

i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

(Is 55,1.6-9)

Si può leggere anche:

(Gv 4,1-42.) Arrivò una donna di Samarìa ad attingere acqua.

(At 17,26-28) Il cammino religioso dell’umanità.

(Rm 1,18-32) La conoscenza di Dio è possibile attraverso la creazione.

(Sal 25,1-15.) Fammi conoscere, Signore, le tue vie; guidami nella tua verità.

Lo splendore della verità rifulge in tutte le opere del Creatore e, in modo particolare, nell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio: la verità illumina l’intelligenza e informa la libertà dell’uomo, che in tal modo viene guidato a conoscere e ad amare il Signore… Nessuna tenebra di errore e di peccato può eliminare totalmente nell’uomo la luce di Dio Creatore. Nella profondità del suo cuore permane sempre la nostalgia della verità assoluta e la sete di giungere alla pienezza della sua conoscenza. Ne è prova eloquente l’inesausta ricerca dell’uomo in ogni campo e in ogni settore. Lo prova ancor più la sua ricerca sul senso della vita.

(GIOVANNI PAOLO II, Veritatis splendor, 1)

PREGARE E CELEBRARE

Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.

L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:

quando verrò e vedrò il volto di Dio?

(Sal 42,2-3)

O Verità, che illumini il mio cuore, fa’ che non siano le tenebre a parlarmi!…

La mia vista si è oscurata…,

ma io mi sono ricordato di te.

Ho sentito la tua voce…

che mi gridava di tornare;

a stento l’ho udita

a causa del chiasso degli uomini insoddisfatti;

ma ecco che ora torno

assetato e desideroso della tua fonte.

Nessuno mi impedisca di avvicinarmi ad essa:

ne berrò e vivrò!

(SANT’AGOSTINO, Confessioni, 12, 10, 10)

PROFESSARE LA FEDE

L’uomo viene da Dio e va a Dio: soltanto in lui può trovare la verità e la felicità che cerca incessantemente.

Creato a immagine di Dio, l’uomo è capace di conoscerlo con certezza, mediante la propria ragione. Con questa ricerca si dispone a incontrare Dio nella sua rivelazione, per lasciarsi introdurre nel mistero della sua vita.