Il significato dell’amore e del dolore

L’amore ed il dolore sono due realtà che ogni uomo incontra nella sua vita.

L’amore comporta gioia, entusiasmo, fiducia, mentre il dolore gene­ra sofferenza, disagio, smarrimento.

Ma l’uno è complementare all’altro.

L’amore dovrebbe sublimare il dolore e ciò avviene nella misura in cui ognuno di noi accetta il dolore, lo prende fra le sue manie lo vi­ve nella propria vita ricavandone frutti benefici per la propria cresci­ta spirituale.

L’amore gratifica, il dolore umilia; ma entrambi hanno una forza e una funzione trasformante che lentamente, ma costantemente, agi­scono nel nostro spirito e ci rendono conformi ai desideri di Dio. Da questa interazione fra amore e dolore ha origine una forza rige­neratrice che ci spinge sempre più a donarci.

E quale è questa forza se non la purezza dell’amore, il disinteresse e la gratuità?

Spendo il mio tempo per gli altri, lo faccio fruttificare per gli altri, lo sacrifico per gli altri, ponendo tutta la mia attenzione a non trascura­re nulla.

Ecco allora che il bisogno del fratello viene colmato da quel gesto di attenzione, di carità vera che è autentico amore che sgorga da un cuore che veramente sa amare.

Allora non sono più in azione solo la ragione e l’intelletto, ma lo è soprattutto il cuore nella sua capacità di amare, più o meno svilup­pata, più o meno perfetta.

Questa azione, se è equilibrata, è normalmente rispettata ed accolta, ed ha effetti rigeneranti in colui che la riceve.

Ma dobbiamo vigilare su noi stessi per non vanificare la nostra azio­ne. Questo avviene se il nostro cuore si impoverisce, se l’impegno non è costante e sincero, se la purezza del nostro cuore si offusca. In tal caso si rischia, prima o poi, di fallire e di far soffrire.

L’amore vero, puro, è Sacro e proviene da Dio che lo dona al nostro cuore e nessuno lo può distruggere. L’amore così vissuto è dono gra­tuito, è pienezza che si riversa nell’altro, portando gioia, serenità e giustizia.

L’ingiustizia è mancanza d’amore e la mancanza d’amore provoca sofferenza, dolore ed emarginazione.

Rispondiamo alla chiamata che oggi più che mai ci viene rivolta, perché è una chiamata speciale d’amore.

Tutta l’umanità, come ogni singolo uomo, non può fare a meno del­l’amore che costruisce là dove vi è distruzione, cancellando l’arro­ganza e la superbia dell’uomo.

La chiamata del povero è la chiamata di Dio, è il grido di Dio, grido di Gesù sulla Croce: “Ho sete”; grido che scuote, che fa vibrare ogni cuore: SETE D’AMORE?

In ognuno di noi può risuonare in modo diverso, ma quel grido oggi più che mai si fa sentire.

L’amore, solo l’amore vince e ci fa resistere alla tentazione del male. L’amore, solo l’amore consola, lenisce e guarisce.