IL PRIMO INCONTRO CON LA MAMMA DEL CIELO

Benedetta si affretta verso la valle indicatale da San Maurizio.

Al fondo, fra i due bracci del torrente, si trova nella roccia una cava di gesso. Quel luogo si chiamava ‘Tor­ni”; là Benedetta già altre volte aveva recitato il Rosa­rio!

Appena giunta davanti alla grotta, Benedetta è colpi­ta dalla vista di una bella Signora che tiene per mano un bambino di straordinaria bellezza. Questo spettaco­lo la rapisce. Dagli occhi della Signora escono raggi di luce che rischiarano la valle, la sua veste emana un pro­fumo soave da far credere che tutta la valle sia piena di fiori.

Ma Benedetta, nonostante tutto questo, nonostante le parole del santo, nonostante il suo grande desiderio di contemplare il volto della Madre di Dio, non immagina neppure chi essa sia. Anzi, le chiede: “Cosa siete venu­ta a fare qui, bella Signora? Volete comprare del ges­so?”. Poi, senza attendere la risposta: “Volete lasciare a noi il bambino? Lo terremmo con gioia…”.

A tanta semplicità la Signora sorride, ma non dice una parola. La visione durò a lungo e solo a metà del pomeriggio Benedetta sentì di aver fame. Così, rivol­gendosi alla Signora: “Volete mangiare con me? Ho del buon pane! Lo bagneremo all’acqua della fontana…”.

La Signora sorrise nuovamente, continuando a pas­seggiare vicino alla grotta.

A sera, prese in braccio il bambino, entrò nella grotta e scomparve.

Il giorno dopo lo stesso spettacolo, la stessa meravi­glia, la stessa consolazione. Per circa quattro mesi, ogni giorno, le è dato di contemplare Colei la cui vista fa del­la terra un Paradiso. E Benedetta, attratta da Lei, di­mentica tutto: i giorni sono troppo corti e le notti trop­po lunghe.

Così, dopo averle incantato il cuore con la sua bellez­za celeste, la Madre di Dio rompe finalmente il silenzio. Non possiamo sapere tutto ciò che Maria disse a Bene­detta, ma, quel poco che sappiamo basta per farci capi­re che la Madonna ha voluto consolare e nello stesso tempo istruire l’umile pastorella.

Impegno: Fisserò oggi i miei occhi in quelli della Mam­ma, pregherò con più amore e le dirò grazie più spesso per la sua materna guida.