«Il mio spirito esulta in Dio»

San Luca è l’evangelista della Chiesa; per primo ne rac­conterà la storia difficile e travagliata. Ma proprio perché sa del­la croce che mette alla prova la fede dei cristiani, insiste in modo eccezionale sul tema della gioia. La gioia del peccatore pentito, la gioia esultante dell’anima di Gesù quando vede i discepoli tornare dalla predicazione, la gioia stessa di Dio che in cielo si rallegra per la conversione di un’ani­ma perduta. Seguendo il suo metodo, questo tema lo imposta con insi­stenza nei primi capitoli del vangelo, proprio quelli in cui dedica tanto spazio ai ricordi su Maria. Già la nascita del Battista sarà occasione di gioia, ma soprattutto il Natale di Gesù verrà annun­ciato dall’Angelo come messaggio lieto ai pastori: «Vi annuncio una grande gioia». Gli inni poi che ritmano il racconto evangeli­co non sono altro che esplosioni di gioia serena e profonda. Anche in questo la figura di Maria è collocata al centro. Nes­suno esprime la gioia della venuta di Gesù con parole tanto in­tense: «Il mio spirito esulta in Dio!». Questa piccola voce, che in­tona per prima gli inni della liturgia cristiana, è una voce gioiosa che esprime la felicità di chi ha tanto atteso, e ora vede attuarsi le promesse di Dio. Perché il canto di Maria è bello e armonioso ma è anche pieno di forza e di veemenza. Dio – con la nascita dì Gesù – in­terviene nella storia, compie «grandi cose» perché ormai «ha spiegato la potenza del suo braccio»: annienta tutte le ingiustizie, distrugge ogni prepotenza orgogliosa, risolleva la speranza degli umili. Questa è la gioia che canta Maria: la gioia della speranza che non si lascia vincere dalla delusione. La vita è amara, ma Dio è qui!
Ave, Maria, esultante nello spirito per l’amore fedele di Dio: prega il tuo Figlio perché sentiamo che Dio è attivo nel­la storia dell’uomo.