IL MILLENARIO PELLEGRINAGGIO DEI POPOLI

3- IL MILLENARIO PELLEGRINAGGIO DEI POPOLI

CCC, 28; 842; 843

Universalità del fatto religioso [18] Da sempre gli uomini si interrogano circa la loro origine e il loro futuro, la vita e la morte, il bene e il male, la felicità e il dolore, il mistero profondo della realtà.A queste grandi domande cercano di trovare una risposta nelle religioni. Tutto il loro cammino storico si alimenta di senso religioso. Ne sono permeati costumi e tradizioni, famiglia e società, arte, musica e letteratura. Un antico scrittore greco osservava: “Se tu andassi in giro per il mondo, potresti trovare città prive di mura, che ignorano la scrittura, non hanno re, case e ricchezze, non fanno uso di monete, non conoscono teatri e palestre; ma nessuno vide né vedrà mai una città senza templi e senza divinità”. E un poeta moderno confessa a nome dell’umanità: “Io giro intorno a Dio… sono millenni che giro intorno a Dio”.Perché gli uomini sono spontaneamente religiosi e arrivano a riconoscere, oltre le cose visibili, una potenza arcana, a volte anzi una divinità suprema benevola? Un fenomeno così universale non può essere casuale: deve radicarsi profondamente nell’esperienza della realtà.

Esperienza del mistero CdA, 30 [19] L’uomo nasce e si sviluppa nel contesto della natura e della società. Non possiede la vita da solo: la riceve. Neppure le cose e le persone, che formano il suo ambiente vitale, sono autosufficienti: iniziano, mutano, muoiono, si condizionano reciprocamente. Da dove viene allora una così inesauribile abbondanza di energia e di bellezza? Perché sorgono realtà nuove e imprevedibili e accadono eventi straordinari, che riempiono di meraviglia? È spontaneo intuire che, oltre e dentro i fenomeni della natura e della storia, ci sia una misteriosa presenza, una potenza invisibile, da cui essi in qualche modo dipendono. È ragionevole postulare, oltre la realtà profana soggetta alla caducità e alla morte, una sfera del divino, che possieda la vita in pienezza e sia in grado di dare risposta all’umano bisogno di protezione e di sopravvivenza. Questa potenza nascosta può essere variamente rappresentata: come energia e ordine impersonale, come una moltitudine di dèi e di spiriti, come un Essere supremo. L’uomo può nutrire il desiderio di catturarla o almeno di influenzarla per i propri scopi, ed è l’atteggiamento magico; oppure può sottomettersi e abbandonarsi fiduciosamente ad essa, attendendo come un dono la liberazione dal male e la pienezza della vita, ed è l’atteggiamento religioso. Quest’ultimo giunge coerentemente ad affermare un Dio unico o almeno un Dio supremo, buono e giusto, senza concorrenti, capace di sottomettere tutte le forze buone e cattive, visibili e invisibili, così da assicurare unità e armonia all’universo, proteggere adeguatamente la vita umana e darle un senso anche oltre la morte. Davanti a lui l’uomo prova stupore, riverenza, bisogno di purificazione; a lui chiede protezione.

Il senso religioso [20] Il senso religioso è l’apertura al Mistero che sostiene il mondo e l’esistenza umana. Viene vissuto all’interno di una comunità, mediante l’accettazione di una dottrina, il culto pubblico e l’osservanza di norme morali. Del Mistero, intravisto solo indirettamente, si parla con il linguaggio dei simboli e delle analogie. Con i riti si evoca la sua presenza e se ne riceve l’energia, che conserva e accresce la vita. Con il giusto comportamento si partecipa all’ordine sapiente del mondo, da esso stabilito.

CdA, 389-399 La genuina esperienza religiosa si ritrova, in misura più o meno rilevante, nelle varie religioni dei popoli e conferisce loro una convergenza profonda. Ma le religioni sono assai diverse tra loro e non sempre esprimono l’esperienza religiosa in modo appropriato. Non mancano neppure fenomeni di grave degenerazione, perché l’umanità è alienata da Dio a causa del peccato.

Varietà di religioni [21] Grande è la varietà e la ricchezza di dottrine, simboli, riti, preghiere, usi, istituzioni, immagini, oggetti e luoghi sacri. Distanti tra loro sono le spiritualità dell’impegno nel mondo e della fuga da esso, della realizzazione e dell’annullamento di sé, dell’interiorità e del legalismo, della responsabilità e del fatalismo. Nette risaltano le differenze tra le concezioni animiste, politeiste, panteiste, monoteiste. Se è piuttosto facile riconoscere che esiste una potenza originaria, è invece difficile parlarne correttamente e addirittura impossibile comprendere adeguatamente la sua traboccante pienezza di perfezione. Inoltre, essa viene conosciuta a partire da esperienze di qualità più o meno elevata e da ambienti naturali e sociali diversi. È logico che nelle culture primitive i cacciatori si siano rivolti allo Spirito della foresta, gli agricoltori alla Gran Madre terrestre, i pastori al Dio del cielo. È comprensibile che nelle culture evolute si sia sviluppata una rigogliosa e intricata vegetazione di concezioni raffinate e complesse, con inesauribili variazioni.

CdA, 586-605 [22] Delle religioni oggi esistenti si può dare questa classificazione: religioni primitive; religioni orientali, cioè parsismo, induismo, buddhismo, taoismo, confucianesimo e scintoismo; religioni monoteistiche, cioè ebraismo, cristianesimo e islamismo.

L’ateismo CCC, 28; 2123-2128 CdA, 803 [23] Oggi, per la verità, accanto all’esperienza religiosa, è diffuso anche l’ateismo o negazione di Dio. Assume anch’esso varie forme: l’ateismo scientista, che esclude la possibilità di oltrepassare l’esperienza sensibile e spiega la religione come fenomeno psichico, sociale, culturale; l’ateismo umanista, che rivendica l’autonomia assoluta dell’uomo e considera la religione come un’alienazione; l’ateismo pratico, o indifferenza, che ritiene Dio irrilevante per la vita personale e sociale; l’ateismo tragico, che rifiuta l’esistenza di Dio a motivo del male presente nel mondo.L’ateismo è una sventura per il nostro tempo, ma non sembra mettere in pericolo la diffusione generalizzata della religione; anzi, si parla oggi da più parti di un “ritorno del sacro”. Sebbene si manifesti in forme a volte ambigue, emotive e sincretiste, esso indica che la religiosità è ancora viva e operante.

La ricerca guidata da Dio CCC, 27-30CdA, 42; 353; 401; 575; 582; 585; 800-804 [24] A motivo del senso religioso che la pervade, la storia dei popoli procede come un immenso pellegrinaggio verso il santuario di un possibile incontro con Dio. Secondo l’insegnamento della Chiesa, la ricerca millenaria, che prende corpo nelle religioni, è segno non solo della trascendenza dell’uomo sul mondo visibile, ma anche della vicinanza di Dio stesso.Per la sua stessa costituzione la persona umana è aperta a Dio. Inoltre, fin dall’inizio della storia, è chiamata per grazia alla comunione di vita con lui in Cristo. “Questo intimo e vitale legame” può essere dimenticato e addirittura rifiutato per vari motivi, come ignoranza, indifferenza, pregiudizi, scandali, sensi di colpa. Però, nel profondo del cuore, rimane sempre e continua ad esercitare il suo benefico influsso sulle vicende dei singoli e delle società. Dio non cessa di attirare a sé le persone e conduce il cammino dei popoli: “Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (At 17,26-28).Il comune senso religioso non è soltanto conoscenza razionale attraverso la creazione, ma anche impulso di vita, che coinvolge tutto l’uomo ed è alimentato dalla grazia di Dio, il quale “volendo aprire la via della salvezza celeste, fin dal principio manifestò se stesso ai progenitori… ed ebbe costante cura del genere umano, per dare la vita eterna a tutti coloro che cercano la salvezza con la perseveranza nella pratica del bene”. Pertanto le religioni, pur segnate in varia misura da errori dottrinali e pratici, “non raramente riflettono un raggio di quella Verità che illumina tutti gli uomini”. I loro innumerevoli seguaci sono aiutati dallo Spirito Santo a viverne i valori autentici, in preparazione a un incontro più perfetto. Le molte strade vanno verso una sola direzione: gli uomini le percorrono “come a tentoni”, ma non abbandonati a se stessi.

[25] Il senso religioso è l’apertura piena di fiducia dell’uomo al mistero divino, fondamento originario e meta ultima di tutta la realtà. Si esprime nell’adesione a una dottrina, a una pratica di culto e a una legge morale all’interno di una comunità. L’esperienza religiosa si attua concretamente, presso tutti i popoli della terra, in numerose religioni, che presentano convergenze e divergenze di grande rilievo. Lo Spirito Santo veglia sul cammino religioso dell’umanità, per purificarlo dall’errore e dal male e per orientarlo verso la pienezza della verità e del bene.