GUARDERANNO A COLUI CHE HANNO TRAFITTO

ASPETTO   STORICO 

Nel Concilio Ecumenico Vatica­no Il la Chiesa mostra il suo cuore di madre sempre pronta a dare la vita della grazia e della fede a  tutti gli uomini. Questa disponibilità di carità materna la Chiesa l’attinge dalla pienezza di amore del Verbo Incarnato, suo fondatore. 

GUARDERANNO A COLUI CHE HANNO TRAFITTO 

Sul Calvario, dopo l’ultimo grido, Gesù aveva reclinato il capo, nell’abbandono com­pleto della morte. Aveva dato tutto, ma non aveva ancora svelato tutto. Si avanzò uno dei soldati, e con un colpo di lancia gli aperse il petto e subito ne uscì sangue ed acqua (Gv. 19, 34).

L’Evangelista S. Giovanni contempla quel corpo trafitto, nel commosso silenzio del tra­monto, e una acuta sensazione di mistero gli scende nell’anima: Ricordava le parole che Dio aveva fatto pronunciare al profeta Zac­caria:

«Effonderò uno spirito di pietà e di im­plorazione sopra il mio popolo!

«Guarderanno a Colui che hanno trafit­to, e piangeranno su di Lui come si pian­ge un Figlio unico; si farà per Lui amaro cordoglio quale si fa per un primogenito ! » (12, 10).

Dieci giorni dopo quel Venerdì Santo, nel fascino di Gesù risorto, Giovanni parla ancora di quel petto ferito. E questa volta la fede vi scorge orizzonti sconfinati, tanto che l’incredulo Tommaso, cadendo in gi­nocchio esclama: «Signore mio e Dio mio».