Evita le critiche e i giudizi interni

  Osserva, anche per un solo giorno, il corso dei tuoi pensieri: ti sorprenderà la frequenza e la vivacità delle tue critiche interne con immaginari interlocutori, se non altro con quelli che ti stanno vicino. Qual è di solito la loro origine?

  Questo: lo scontento a causa dei vicini più stretti che non ci vogliono bene, non ci stimano, non ci capiscono; sono severi, ingiusti o troppo gretti con noi o con altri “oppressi”. Siamo scontenti dei nostri fratelli soprattutto dei più vicini: la Famiglia, gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro, ecc.

  Allora nel nostro spirito si crea un tribunale, nel quale siamo procuratore, presidente, giudice e giuria; raramente avvocato, se non a nostro favore. Si espongono i torti; si pesano le ragioni; ci si difende; ci si giustifica; si condanna l’assente. Da qui nasce  la vendetta, il rancore, la rabbia, con un enorme spreco di forze e, cosa peggiore, il declino totale della nostra maturazione.

Solo chi si radica in Dio nel silenzio capisce il vantaggio dell’essere disprezzati  e derisi non per passività civile o morale ma per fortezza interiore. Dal tuo tribunale interiore purtroppo non esce mai nulla di buono; si falsifica la capacità di giudizio di te stesso e degli altri e, cosa disdicevole, non camminerai nella verità con i tuoi fratelli.

L’atteggiamento di Gesù in questo è esemplare, Egli, nel pretorio, taceva. Quando il turbine della tua indignazione irrompe, ripeti con tranquilla dolcezza: “Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito santo”. Sprofondati nell’amore, nella gloria e nella gioia delle Persone divine; non pensare a te stesso. Nulla turba la radiosa e impassibile felicità della santissima Trinità. Non ha valore né importanza quello che pensano gli uomini: sei quello che Dio vede, nulla più.

Il dovere contemplativo è un dovere che nasce dallo Spirito. Dalla tua contemplazione nascono le tue ragioni e la tua capacità di convincere; la Verità compie la Sua strada sia attraverso te che oltre te stesso. Sarà lo Spirito che ti dirà di tacere o di parlare ma solo se dai priorità al Silenzio. Lo zelo per la casa del Signore è cosa seria ma nasce dall’adorazione e dal silenzio prima che dall’orgoglio ferito.

Magari fosse così anche la vita politica; magari il sociale nascesse dal silenzio e non da una gara di parole ci sarebbe un vero progresso etico e collettivo invece di una babele delle passioni.