ENTRARE PER LA PORTA STRETTA

1.
Gesù non manda i suoi discepoli nel mondo per giudicare il mondo:
li manda invece perché il mondo si salvi per mezzo loro.
2.
Gesù vuole che i suoi discepoli splendano nel mondo con vera luce di
santità: Solo così potranno incidere effettivamente per condurre
ogni loro fratello nella stessa verità che loro non solo professano, ma
anche vivono interamente.
3.
Gesù vuole che i suoi discepoli nel dare i doni di Dio al mondo siano
estremamente saggi e prudenti: Nessuno per il ministero che essi
svolgono deve rivoltarsi contro Dio, o disprezzare le cose sante che
loro offrono. Questo avviene quando si agisce con leggerezza,
superficialità, noncuranza, sbadataggine.
4.
Gesù vuole che chiediamo ogni cosa al Padre suo: dobbiamo però
chiederla sorretti da una grandissima fede. Non si può chiedere al
Signore con una fede debole, inferma, malata.
5.
Gesù vuole che chiediamo ogni cosa al Padre suo, ma in pienezza di
santità: Mai si deve chiedere nel peccato; mai chiedere per il
peccato. Il peccato è il vizio e ogni trasgressione dei Comandamenti.
6.
Anche la “regola d’oro” deve essere letta secondo la legge della
richiesta cristiana: Se vogliamo che Dio sia misericordioso con noi
oltre misura, noi dobbiamo essere misericordiosi con i fratelli anche
oltre misura. Siamo noi la misura della misericordia di Dio. È il
nostro cuore.
7.
Nel Paradiso si accede passando attraverso una porta stretta: la
porta stretta è la Parola del Vangelo. Vivendo tutto il Vangelo si
entra in Paradiso.
8.
Anche la via da percorrere è angusta: è angusta perché essa è fatta
solo di Parole del Vangelo. Ogni Parola del Vangelo è una muraglia
a destra e a sinistra che ci consente di progredire verso il Paradiso.
9.
La via di accesso all’inferno e la sua porta sono larghe, spaziose,
ampie: Sono tutte le parole delle creature, nel cui cuore non abita il
Signore, non regna la Parola di Dio, non si compie la sua divina ed
eterna Volontà.
10.
Falso profeta nel Nuovo testamento è lo stesso discepolo di Gesù:
tutti possono divenire falsi profeti nello svolgimento della missione
evangelizzatrice.
11.
Uno solo è custodito sempre nella verità di Cristo Gesù: Pietro e i
suoi successori quando parlano ex cathedra, cioè danno un
insegnamento di fede e di morale valido per tutti e per sempre. Che
si voglia donare un insegnamento infallibile, cioè eternamente vero,
deve apparire anche dalla stessa formulazione con la quale lo si
offre.
12.
Possiamo sempre sapere chi è un falso profeta: è sufficiente che
osserviamo i frutti che uno produce. Se sono frutti di Parola di
Vangelo siamo dinanzi ad un vero profeta; se invece sono frutti di
falsità e di menzogna, siamo certamente dinanzi ad un falso profeta.
13.
Agire nel nome di Gesù non è sinonimo di salvezza eterna: Entra in
Paradiso solo chi vive tutta la Parola del Signore, sempre.
14.
Chi non vive la Parola di Gesù è un operatore di iniquità: è
operatore di iniquità perché con il suo cattivo esempio illude altri e
li induce a fare altrettanto: a non vivere di Parola di Dio.
15.
Non tutti sono conosciuti da Gesù nell’ultimo giorno: Gesù
riconoscerà come suoi discepoli coloro che si presenteranno dinanzi
a Lui con il cuore trasformato in Vangelo, in Parola di Dio.
16.
La casa costruita sulla roccia è stabile in eterno: è stabile perché Dio
è la nostra Roccia. Roccia indistruttibile, Roccia Eterna, Roccia
divina.
17.
La roccia sulla quale dobbiamo costruire la nostra casa è la Parola
di Gesù: c’è una identità perfetta tra volontà del Padre e Parola di
Gesù. Sono la stessa, unica, eterna verità.
18.
Non c’è vera Parola di Dio dove non c’è la Parola di Cristo Gesù:
Cristo Gesù è la Parola del Padre data a noi nel suo pieno
compimento.
19.
Il Discordo della Montagna non è stato fatto ai soli discepoli: è stato
fatto a tutta la folla. La folla presente è segno, o simbolo
dell’umanità intera. In quella folla c’era ognuno di noi.
20.
Lo scriba non parla come Cristo Gesù: la verità che lui annunzia è
fuori di lui, non è lui.
21.
Gesù non parla come gli scribi: la verità che Lui dice è in Lui, è la
sua stessa vita. La sua vita è divenuta Parola. La Parola è divenuta
vita. In Lui regna questa perfettissima identità.
22.
Sempre la gente si deve stupire quando noi parliamo di Dio: come fa
a stupirsi? Vedendo che noi e la Parola siamo divenuti una cosa sola,
una sola verità, una sola vita.
Ora conosciamo qual è la porta stretta da attraversare per entrare nel
Regno dei cieli: la trasformazione della nostra vita in Parola di Cristo
Gesù, la trasformazione della Parola di Cristo Gesù in nostra vita.
Anche in noi dire e fare devono divenire una cosa sola, una sola realtà
dinanzi al mondo intero.