Egli distende il cielo sopra il vuoto, sospende la terra sopra il nulla

Giobbe

Capitolo 25

[1] Bildad di Suach prese a dire:
[2] «Dominio e terrore sono con lui,
che impone la pace nell’alto dei cieli.
[3] Si possono forse contare le sue schiere?
E su chi non sorge la sua luce?
[4] Come può essere giusto un uomo davanti a Dio
e come può essere puro un nato da donna?
[5] Ecco, la luna stessa manca di chiarore
e le stelle non sono pure ai suoi occhi:
[6] tanto meno l’uomo, che è un verme,
l’essere umano, che è una larva».

Capitolo 26

[1] Giobbe prese a dire:
[2] «Che aiuto hai dato al debole
e che soccorso hai prestato al braccio senza forza!
[3] Quanti consigli hai dato all’ignorante,
e con quanta abbondanza hai manifestato la saggezza!
[4] A chi hai rivolto le tue parole
e l’ispirazione da chi ti è venuta?
[5] Le ombre dei morti tremano
sotto le acque e i loro abitanti.
[6] Davanti a lui nudo è il regno dei morti
e senza velo è l’abisso.
[7] Egli distende il cielo sopra il vuoto,
sospende la terra sopra il nulla.
[8] Rinchiude le acque dentro le nubi
e la nuvola non si squarcia sotto il loro peso.
[9] Copre la vista del suo trono
stendendovi sopra la sua nuvola.
[10] Ha tracciato un cerchio sulle acque,
sino al confine tra la luce e le tenebre.
[11] Le colonne del cielo si scuotono,
alla sua minaccia sono prese da terrore.
[12] Con forza agita il mare
e con astuzia abbatte Raab.
[13] Al suo soffio si rasserenano i cieli,
la sua mano trafigge il serpente tortuoso.
[14] Ecco, questi sono solo i contorni delle sue opere;
quanto lieve è il sussurro che ne percepiamo!
Ma il tuono della sua potenza chi può comprenderlo?».

Capitolo 27

[1] Giobbe continuò il suo discorso dicendo:
[2] «Per la vita di Dio, che mi ha privato del mio diritto,
per l’Onnipotente che mi ha amareggiato l’animo,
[3] finché ci sarà in me un soffio di vita,
e l’alito di Dio nelle mie narici,
[4] mai le mie labbra diranno falsità
e mai la mia lingua mormorerà menzogna!
[5] Lontano da me darvi ragione;
fino alla morte non rinuncerò alla mia integrità.
[6] Mi terrò saldo nella mia giustizia senza cedere,
la mia coscienza non mi rimprovera nessuno dei miei giorni.
[7] Sia trattato come reo il mio nemico
e il mio avversario come un ingiusto.
[8] Che cosa infatti può sperare l’empio, quando finirà,
quando Dio gli toglierà la vita?
[9] Ascolterà forse Dio il suo grido,
quando la sventura piomberà su di lui?
[10] Troverà forse il suo conforto nell’Onnipotente?
Potrà invocare Dio in ogni momento?
[11] Io vi istruirò sul potere di Dio,
non vi nasconderò i pensieri dell’Onnipotente.
[12] Ecco, voi tutti lo vedete bene:
perché dunque vi perdete in cose vane?
[13] Questa è la sorte che Dio riserva all’uomo malvagio,
l’eredità che i violenti ricevono dall’Onnipotente.
[14] Se ha molti figli, saranno destinati alla spada
e i suoi discendenti non avranno pane da sfamarsi;
[15] i suoi superstiti saranno sepolti dalla peste
e le loro vedove non potranno fare lamento.
[16] Se ammassa argento come la polvere
e ammucchia vestiti come fango,
[17] egli li prepara, ma il giusto li indosserà,
e l’argento lo erediterà l’innocente.
[18] Ha costruito la casa come una tela di ragno
e come una capanna fatta da un guardiano.
[19] Si corica ricco, ma per l’ultima volta,
quando apre gli occhi, non avrà più nulla.
[20] Come acque il terrore lo assale,
di notte se lo rapisce l’uragano;
[21] il vento d’oriente lo solleva e se ne va,
lo sradica dalla sua dimora,
[22] lo bersaglia senza pietà
ed egli tenterà di sfuggire alla sua presa.
[23] Si battono le mani contro di lui
e si fischia di scherno su di lui ovunque si trovi.

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