Dovunque il guardo io giro, immenso Iddo ti vedo

• Conoscenza e rivelazione di Dio

L’uomo può conoscere, attraverso il creato, l’esistenza di Dio Antico Testamento

«I cieli narrano la gloria di Dio, e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento» (Sai 18, 2).

«Davvero stolti per natura tutti gli uomini che vivevano nell’ignoranza di Dio, e dai beni visibili non riconobbero colui che è, non riconobbero l’artefice, pur considerandone le opere… Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro Signore, perché li ha creati lo stesso autore della bellezza. Se sono colpiti dalla loro potenza e attività, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l’autore… Se tanto poterono sapere da scrutare l’universo, come mai non ne hanno trovato più presto il Creatore?» (Sap 13,1.3-5.9).

«Ciò che di Dio si può conoscere è manifesto agli uomini; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, con la sua eterna potenza e divinità» (Rm 1,19-20).

«Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa» (I Cor 13,12).