DOTTRINA – Fra’Crispino Lanzi

LO SPIRITO SANTO

(Gv. 14, 16 ss.)

Sull’esempio degli Apostoli riuniti in preghiera nel Cenacolo insieme a Maria SS., imploriamo, attraverso l’intercessione della Vergine, chiamata “Arpa dello Spirito Santo”, una forte effusione dello Spirito su di noi e sul mondo.

1. OGGI LO SPIRITO SANTO È IL GRANDE SCONOSCIUTO: In una recente inchiesta, su cento cattolici interpellati, soltanto dodici hanno saputo rispondere correttamente alla domanda: Chi è lo Spirito Santo?

S. Gregorio Nazianzeno, paragonando lo Spirito S. a una grande fiaccola, esclama: “Per quanto tempo ancora terremo la grande fiaccola nascosta sotto il moggio? sotto la tavola? È ora di collocare la lampada (lo Spirito S.) sul candelabro perché faccia luce in tutte le chiese, in tutte le anime, in tutto il mondo”.

Egli è l’artefice della nostra salvezza: infatti, secondo le attribuzioni divine, l’opera della salvezza è iniziata dal Padre, è realizzata da Gesù ed è applicata a noi dallo Spirito Santo. Quindi senza lo Spirito non ci si salva.

Chi è lo Spirito Santo? È l’Amore del Padre e del Figlio mandato nei nostri cuori, dice la Bibbia, affinché possiamo con gioia gridare: “Abbà, Padre!”; “Gesù è il Signore!”; “Gesù è venuto nella carne” cioè è Dio che si è fatto uomo! (1). Questo “Amore” del Padre e del Figlio è Sostanza, è Persona: è la terza Persona della SS. Trinità. Questo “Amore”, come dice la Bibbia, è Gioia, è Libertà, è Conforto, è il Consolatore, è Forza, è Vita, è Acqua viva, è Fuoco che brucia le scorie e la spazzatura, è Vento impetuoso di grazia.

2. LO SPIRITO SANTO NELLA BIBBIA è ricordato frequentemente: Nell’Antico Testamento più spesso è nominato in maniera velata, e a volte chiaramente, come quando Gioeleprofetizza una grande effusione dello Spirito, che S. Pietro applicherà alla Pentecoste: “Io effonderò il mio Spirito su ogni mortale, i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri anziani avranno sogni; i vostri giovani, visioni. Anzi in quei giorni pure sui servi e sulle serve effonderò il mio Spirito” (2).

Sublime è Isaia nell’annunciare gli effetti della venuta dello Spirito S.: “In noi sarà effuso uno Spirito dall’alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto, e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace; frutto del diritto, una perenne sicurezza. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace” (3).

Il Vangelo e le Lettere ne parlano molto. Gli Atti ne parlano moltissimo: sono come il Vangelo dello Spirito S.; incantevole è il racconto della Pentecoste: “Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatté gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (4). Gli Apostoli sono trasformati: inondati di luce e di forza, da uomini vili e di testa dura, diventano saggi, coraggiosi come leoni, talmente forti da affrontare con gioia le persecuzioni, il carcere, le torture e la morte: tutti hanno subìto un atroce martirio!

3. LO SPIRITO S. NELLA VITA DI GESU’: Lo Spirito prepara la venuta di Gesù nel mondo: Il precursore Giovanni è “pieno di Spirito S. fin dal seno di sua madre”. Elisabetta è ricolma di Spirito S. il Quale le rivela che la Madonna ha concepito e porta in seno Cristo Dio e perciò la chiama “madre del Signore”. Zaccaria pervaso di Spirito S. riacquista la favella e proclama il cantico profetico del “Benedictus”. Giuseppe viene informato che l’Incarnazione di Dio in Maria è opera dello Spirito Santo. Simeone va al tempio perché ispirato dallo Spirito S. e gioisce vedendo il Salvatore e lo stringe tra le braccia. Maria Vergine dallo Spirito Santo è resa piena di grazia” e poi Madre di Dio (5).

Lo Spirito accompagna Gesù in tutta la sua vita di annunciatore della “lieta notizia” (o Vangelo). È presente fin dall’inizio: al battesimo nel Giordano (6). Conduce Gesù nel deserto (7). Gesù incomincia a predicare “con la potenza dello Spirito” (8). È nel nome dello Spirito che Gesù scaccia i demoni (9). È lo Spirito che lo condurrà all’immolazione sul Calvario (10).

Gesù comanderà di battezzare “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito S. (e questa costituisce la dichiarazione più chiara che lo Spirito S. è persona divina poiché perdona i peccati e infonde la grazia).

4. LO SPIRITO SANTO NELLA NOSTRA VITA: L’abbiamo ricevuto in germe nel Battesimo che è stato la nostra Pasqua di risurrezione, e l’abbiamo ricevuto in pienezza nella Cresima che è stata la nostra Pentecoste nella quale è disceso su di noi con la stessa sua infinita potenza con cui discese sugli Apostoli; e se non ha prodotto in noi gli stessi effetti di trasformazione, segno che l’abbiamo tenuto bloccato, non l’abbiamo lasciato agire.

Lo Spirito è “il dolce ospite dell’anima nostra” come afferma S. Paolo: “Non sapete che voi siete tempio di Dio e che lo Spirito S. abita in voi?… il tempio di Dio è sacro e questo tempio siete voi” (11). “Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito S. che è in voi? Siete stati comprati a caro prezzo! Glorificate Dio nel vostro corpo” (12). Lo Spirito venendo in noi ha divinizzato la nostra anima: ci ha portato le virtù teologali: fede, speranza, carità. Ha infuso in noi i suoi doni che sono stimoli, disposizioni permanenti e aiuti costanti ad agire bene; essi sono: “spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore” (13). Ci ha pure donato i carismi, ordinari e straordinari, come afferma il Vaticano II: “Lo Spirito S. dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine, grazie speciali (o carismi)… utili alle necessità della Chiesa” (14).

Inoltre lo Spirito ci elargisce i suoi frutti: “Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sè” (15).

5. I NOSTRI DOVERI VERSO LO SPIRITO S. Li esprime molto bene S. Paolo:

a) “Non vogliate spegnere lo Spirito S. (16): Si spegne lo Spirito quando si commette peccato grave. S. Agostino ammonisce: “Lo Spirito S. è venuto ad abitare in voi; non fatelo allontanare; non escludetelo mai dal vostro cuore. È un ospite buono: vi ha trovati vuoti e vi ha riempiti; vi ha trovati affamati e vi ha saziati; vi ha trovati assetati e vi ha dissetati”.

b) “Non vogliate rattristare lo Spirito S. (17): Lo rattristiamo con il peccato veniale, con la indocilità, con la indifferenza, tenendolo bloccato, impedendogli di agire in noi. È “acqua viva”, permettiamo che scorra in noi, che ci lavi, ci purifichi. È “fuoco”, lasciamo che divampi, bruci i nostri difetti e ci infiammi di amore a Dio e ai fratelli. È “vento impetuoso”, permettiamogli che gonfi le vele della nostra anima e la spinga fino alle vette della santità.

c) “Riempitevi di Spirito S.” (18): S. Paolo esclama: “Non ubriacatevi di vino (aggiungiamo: neppure di droga, di piaceri illeciti, di ingordigia, di vanità, di mediocrità spirituale), ma siate ricolmi di Spirito S. intrattenendovi tra voi con inni, salmi, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il cuore”.

Queste parole ci danno la percezione di partecipare alle ferventi assemblee del “Rinnovamento nello Spirito” (o Movimento Carismatico) che è uno degli ultimi Movimenti ecclesiali sorti nella Chiesa (ed è già il più numeroso, contando oltre 100 milioni di membri). È sorto tra i Professori e studenti universitari d’America; è diffuso nei 5 continenti, approvato ed elogiato dal Papa, da celebri Cardinali e da eminenti personalità. Il programma è semplice e vale per tutti: Fare viva esperienza dello Spirito S.; inebriarsi dello Spirito d’Amore, come raccomandò Paolo VI con le parole di S. Ambrogio: “Lieti beviamo la sobria (cioè assennata) ebrezza dello Spirito”.

Paolo VI aggiunse: “Nulla è più necessario di questo che vediamo suscitato dallo Spirito Santo” (19).

S. Agostino insiste: “Sia Lui (lo Spirito S.) a inebriarvi davvero. Chi si rallegra nel Signore e canta a Lui con grande esultanza, non somiglia forse a chi è ebbro? Mi piace quest’ebrezza. Lo Spirito è bevanda ed è luce”. Questa ebrezza ci porterà a “crescere verso il Capo che è Cristo” (20), a riconoscere la signoria di Gesù, e a costruire, gioiosamente e con grande impegno, il regno di Dio in noi, nella Chiesa e nel mondo.

S. Luigi de Montfort ci ricorda che lo Spirito S., quando vede che un’anima dà molto spazio alla Vergine Santa, Egli vola in quell’anima e la ricolma dei suoi doni, la conduce a grande santità e opera in lei sorprendenti meraviglie (21).

ESEMPIO. Il Venerabile Giacomino Gaglione (1896-1962), francescano secolare, fondatore del gruppo “Volontari della Sofferenza“, nacque a Marcianise di Caserta, primogenito di dieci figli.

A 16 anni, allegro, svelto, robusto, sportivo, è colpito da poliartrite acuta. Immobilizzato su di una sedia di ferro, per due anni si lamenta, grida, impreca.

Desidera chiedere a P. Pio la guarigione e perciò viene condotto a S. Giovanni Rotondo. Ma lui stesso attesterà: “Vedere P. Pio e dimenticare il motivo per cui ero andato fu un tutt’uno. P. Pio mi fece un’operazione chirurgica: mi mise un’altra testa al posto di quella che avevo prima”. Con questa nuova testa si abbandona completamente e per sempre allo Spirito S. come molle argilla nelle mani del vasaio. Lo Spirito S. farà di lui un capolavoro di santità in una incessante sofferenza.

Ogni giorno faceva la S. Comunione, la meditazione e recitava la Liturgia delle ore e il S. Rosario. Considerava la sua malattia come “il più grande dono di Dio”. Fra continue atroci sofferenze era sempre contento; e ripeteva: “Una sola amarezza può versarsi nella mia consolazione: il timore di poter guarire”.

Suo programma: sorridere sempre al dolore e tutto offrire a Gesù per la conversione dei peccatori. Docilissimo allo Spirito S., ha portato santamente questa croce per oltre 50 anni nella perfetta letizia francescana.

Il P. Pio, alla notizia della sua morte, ha detto: “Con Gesù sulla croce, con Gesù nel santo paradiso”.

È lo Spirito S. che compie queste meraviglie in chi si abbandona alla sua opera santificatrice.

PROPOSITO. Ecco il consiglio del Card. Mercier: “Ogni giorno parla così al divino Spirito: “O Spirito Santo, anima dell’anima mia, io ti adoro, illuminami, guidami, fortificami, consolami: dimmi ciò che debbo fare; io ti prometto di assoggettarmi a tutto ciò che desideri da me e di accettare tutto ciò che permetterai, fammi soltanto conoscere la tua volontà”.

Se farai questo, la tua vita si svolgerà felice e serena… e giungerai alla porta del paradiso carico di meriti. Questa sottomissione allo Spirito S. è il segreto della santità.

(1) Gal. 4,6; 1 Cor. 12, 3

(2) Gl. 3, 1 s.

(3) Is. 32, 15

(4) At. 2, 1-4

(5) Cfr. Lc. 1 e 2

(6) Mt. 3, 16 ss.

(7) Mt. 4, 1

(8) Lc. 4, 14

(9) Mt. 12, 28

(10) Ebr. 9, 11-14.

(11) I Cor. 3, 16 s.

(12) I Cor. 6, 19 s.

(13) Is. 11, 2

(14) L.G. 12

(15) Gal. 5, 22

(16) I Tess. 5,19

(17) Ef. 4, 3

(18) Ef. 5, 18 ss.

(19) Pentecoste 1975

(20) Ef. 4, 15

(21) Cfr. Tratt. 20 e 26