Digiunare significa aprirsi al Signore

… Il digiuno è obbligatorio per tutti noi, secondo il Vangelo, come la preghiera. Gesù ha detto che i suoi digiunavano.

Quando i farisei sono andati da Gesù hanno detto: guarda, i discepo­li di Giovanni digiunano, ma i tuoi non digiunano. Gesù ha detto: fin­ché lo Sposo è con loro non devono digiunare, quando sarà tolto lo­ro lo Sposo, allora digiuneranno.

Gesù è stato tolto, ma è Risorto e noi viviamo « già e non ancora », in questa tensione del Regno di Dio. Siamo in attesa, aspettiamo. La Chiesa prega che il Signore venga e il digiuno tra le altre cose ha una dimensione escatologica.

Io aspetto: per un giorno voglio non mangiare; aspetto il mio Signo­re. Questa è una dimensione escatologica e il Signore ha parlato per i suoi discepoli.

C’è un modo speciale del maligno che si può scacciare solo con la preghiera e con il digiuno. I discepoli non potevano fare niente per­ché non hanno digiunato.

Ho detto questo come principio generale. Io non so chi può nella Chiesa proibire la preghiera e il digiuno ai cristiani. Se la prassi del­la Chiesa è ridotta al minimo, questo è secondo la situazione: come, per esempio, mangiare un’ora prima della Comunione. Tanti voleva­no comunicarsi prima di andare al lavoro, ma dovevano mangiare. Se non mangiavano, non potevano mangiare niente tutto il giorno. Allora la Chiesa ha detto: facciamo così. Gesù ha mangiato e ha fatto la Comunione con gli Apostoli subito dopo la Cena; la Chiesa ha fat­to una prassi, ne ha introdotto un’altra, può introdurne anche un’al­tra… Il digiuno è la stessa cosa. C’era un boom in questi ultimi anni. Tanta gente non poteva digiunare e la prassi è diventata un po’ su­perficiale.

La Madonna adesso dice: «digiunate». Concretizza di nuovo questo principio generale del Vangelo, di tutti i profeti, di tutti i Santi che hanno digiunato. La Madonna stessa ha digiunato sicuramente, cre­do due volte la settimana, perché nella Chiesa primitiva si digiunava due volte. E se la Madonna dice: «digiunate», non dice niente di nuovo. Invita al rinnovamento di una prassi.

Il digiuno è connesso con la fede. Digiunare non significa aver fame: digiunare significa aprirsi al Signore.

Uno che digiuna si apre, uno che digiuna è aperto, diventa un pove­ro nello spirito come la Madonna. E un povero non può mai dire ad un altro « non ho bisogno di te », perché ha bisogno di lui. Io non ho niente. Lui ha qualche cosa, materialmente parlando. lo non posso dire: « Non ho bisogno di te. Perché devo chiedere ogni giorno? ».

Un povero nello spirito non può diventare ateo, perché vede che ha bisogno del Signore e, allora, se la Madonna comincia adesso una nuova scuola della fede, in questo mondo pieno di ateismo, deve in­vitare al digiuno perché il digiuno ci aiuta ad aprirci, a diventare tra­sparenti, proprio a lasciare posto, anche nel corpo, per la Parola. I Santi Padri della Chiesa digiunavano e dicevano che il digiuno è la preghiera del corpo. Allora il corpo si prepara, anche col digiuno, ad accettare il Signore. E questo è al servizio della fede.

Allora, generalmente parlando, se vedo concretamente una persona che digiuna e vedo che ci sono conseguenze non buone, si deve cer­care un altro modo. Ma dire che la tradizione è passata o che non si digiuna, non è vero. Dire che mangiare un giorno a pane e acqua sia dannoso, non lo credo.

Domandatelo ai medici: un medico vi dirà che stare un giorno senza mangiare è un bene per l’organismo. Fare siesta, dare siesta allo stomaco…

Solo nella prassi religiosa abbiamo paura di restare senza vitamine? Ci sono tanti che hanno abbondanza di vitamine e non sanno che co­sa farne.

Se noi cristiani abbiamo paura di avere un po’ di fame un giorno, che cosa pensiamo di quelli che muoiono di fame, ogni giorno nel mondo?

Avere un po’ di fame un giorno: si sentirà un po’ meglio la loro voce. La Madonna non vuole che noi restiamo senza vitamine, ma vuole un’armonia nella nostra vita. Digiunando si riceve un nuovo senso anche per il tempo, per discernere le cose importanti dalle cose non importanti. Tanti, dopo aver cominciato a digiunare, hanno visto che non c’è bisogno ogni sera di stare davanti alla televisione.

Per una sera non aver mangiato, non aver fumato, non aver bevuto in una casa tante volte significa salute per la casa.

Da una statistica: in Francia si guarda la televisione 18 ore la setti­mana, cioè tre ore al giorno: ma se cominciate a digiunare non fare­te così.

(P Slavko Barbarie – 21 febbraio 1985)