CHRISTUS VIVIT – 12 – 21 – DEL SANTO PADRE FRANCESCO

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Nel Nuovo Testamento

12. Racconta una parabola di Gesù (cfr Lc 15,11-32) che il figlio “più giovane” volle andarsene dalla casa paterna verso un paese lontano (cfr vv. 12-13). Ma i suoi sogni di autonomia si trasformarono in libertinaggio e dissolutezza (cfr v. 13) e sperimentò la durezza della solitudine e della povertà (cfr vv. 14-16). Tuttavia, fu capace di ripensarci per ricominciare (cfr vv. 17-19) e decise di alzarsi (cfr v. 20). È tipico del cuore giovane essere disponibile al cambiamento, essere in grado di rialzarsi e lasciarsi istruire dalla vita. Come non accompagnare il figlio in questa nuova impresa? Il fratello maggiore, però, aveva già un cuore vecchio e si lasciò possedere dall’avidità, dall’egoismo e dall’invidia (cfr vv. 28-30). Gesù elogia il giovane peccatore che riprende la buona strada più di colui che crede di essere fedele ma non vive lo spirito dell’amore e della misericordia.

13. Gesù, l’eternamente giovane, vuole donarci un cuore sempre giovane. La Parola di Dio ci chiede: «Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova» (1 Cor 5,7). Al tempo stesso, ci invita a spogliarci dell’«uomo vecchio» per rivestirci dell’uomo «nuovo» (cfr Col 3,9.10).[1] E quando spiega cosa significa rivestirsi di quella giovinezza «che si rinnova» (v. 10), dice che vuol dire avere «sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro» (Col 3,12-13). Ciò significa che la vera giovinezza consiste nell’avere un cuore capace di amare. Viceversa, ad invecchiare l’anima è tutto ciò che ci separa dagli altri. Ecco perché conclude: «Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto» (Col 3,14).

14. Notiamo che a Gesù non piaceva il fatto che gli adulti guardassero con disprezzo i più giovani o li tenessero al loro servizio in modo dispotico. Al contrario, chiedeva: «Chi tra voi è più grande diventi come il più giovane» (Lc 22,26). Per Lui, l’età non stabiliva privilegi, e che qualcuno avesse meno anni non significava che valesse di meno o che avesse meno dignità.

15. La Parola di Dio dice che i giovani vanno trattati «come fratelli» (1 Tm 5,1) e raccomanda ai genitori: «Non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino» (Col 3,21). Un giovane non può essere scoraggiato, la sua caratteristica è sognare grandi cose, cercare orizzonti ampi, osare di più, aver voglia di conquistare il mondo, saper accettare proposte impegnative e voler dare il meglio di sé per costruire qualcosa di migliore. Per questo insisto coi giovani che non si lascino rubare la speranza e ad ognuno ripeto: «Nessuno disprezzi la tua giovane età» (1 Tm 4,12).

16. Tuttavia, nello stesso tempo ai giovani si raccomanda: «Siate sottomessi agli anziani» (1 Pt 5,5). La Bibbia invita sempre ad avere un profondo rispetto per gli anziani, perché possiedono un patrimonio di esperienza, hanno sperimentato i successi e i fallimenti, le gioie e i grandi dolori della vita, le speranze e le delusioni, e nel silenzio del loro cuore custodiscono tante storie che possono aiutarci a non sbagliare e a non essere ingannati da falsi miraggi. La parola di un anziano saggio invita a rispettare certi limiti e a sapersi dominare al momento giusto: «Esorta ancora i più giovani a essere prudenti» (Tt 2,6). Non va bene cadere nel culto della gioventù, oppure in un atteggiamento giovanile che disprezza gli altri per i loro anni o perché sono di un’altra epoca. Gesù diceva che la persona saggia sa estrarre cose nuove e cose antiche dal suo tesoro (cfr Mt 13,52). Un giovane saggio si apre al futuro, ma è sempre capace di valorizzare qualcosa dell’esperienza degli altri.

17. Nel Vangelo di Marco compare una persona che, quando Gesù gli ricorda i comandamenti, afferma: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza» (10,20). Lo diceva già il Salmo: «Sei tu, mio Signore, la mia speranza, la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza. […] Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito e oggi ancora proclamo le tue meraviglie» (71,5.17). Non bisogna pentirsi di spendere la propria gioventù essendo buoni, aprendo il cuore al Signore, vivendo in un modo diverso. Nulla di tutto ciò ci toglie la giovinezza, bensì la rafforza e la rinnova: «Si rinnova come aquila la tua giovinezza» (Sal 103,5). Per questo S. Agostino si lamentava: «Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova! Tardi ti ho amato!».[2] Tuttavia quell’uomo ricco, che era stato fedele a Dio nella sua giovinezza, lasciò che gli anni gli portassero via i sogni, e preferì rimanere attaccato ai propri beni (cfr Mc 10,22).

18. Invece, nel Vangelo di Matteo appare un giovane (cfr Mt 19,20.22) che si avvicina a Gesù per chiedere di più (cfr v. 20), con quello spirito aperto tipico dei giovani, alla ricerca di nuovi orizzonti e grandi sfide. In realtà, il suo spirito non era così giovane, perché si era già aggrappato alle ricchezze e alle comodità. Con la bocca affermava di volere qualcosa di più, ma quando Gesù gli chiese di essere generoso e di distribuire i suoi beni, si rese conto che non era capace di staccarsi da ciò che possedeva. Alla fine, «udita questa parola, il giovane se ne andò, triste» (v. 22). Aveva rinunciato alla sua giovinezza.

19. Il Vangelo ci parla anche di alcune giovani prudenti che erano pronte e attente, mentre altre vivevano distratte e addormentate (cfr Mt 25,1-13). Infatti, si può trascorrere la propria giovinezza distratti, volando sulla superficie della vita, addormentati, incapaci di coltivare relazioni profonde e di entrare nel cuore della vita. In questo modo si prepara un futuro povero, senza sostanza. Oppure si può spendere la propria giovinezza coltivando cose belle e grandi, e in questo modo preparare un futuro pieno di vita e di ricchezza interiore.

20. Se hai perso il vigore interiore, i sogni, l’entusiasmo, la speranza e la generosità, davanti a te si presenta Gesù come si presentò davanti al figlio morto della vedova, e con tutta la sua potenza di Risorto il Signore ti esorta: «Ragazzo, dico a te, alzati!» (Lc 7,14).

21. Indubbiamente ci sono molti altri testi della Parola di Dio che possono illuminarci su questa stagione della vita. Ne analizzeremo alcuni nei prossimi capitoli.