L’importanza del perdono nel matrimonio cristiano

La convivenza con il proprio compagno di vita non è sempre rose e fiori, questo si sa. Quando si decide di vivere un rapporto di coppia si deve essere pronti a cercare nel sostegno cristiano un amico e un conforto nei momenti più difficili ma anche nella quotidianità.

“Non tramonti il sole sopra la vostra ira”

La Bibbia dice “Non tramonti il sole sopra la vostra ira”, questo infatti è un importante “consiglio” da assumere tra i coniugi o tra due persone che si amano.

  • Se c’è stata qualche tensione o discussione, è molto importante non mettersi mai a dormire senza prima aver chiarito la questione.
  • Il vero cristiano non giudica o non sta fermo ad aspettare poiché non ritiene di avere alcuna colpa nella discussione.
  • Il vero cristiano fa il primo passo, ammette la sua parte di colpa e si pone in modo positivo verso il proprio compagno, aprendo al dialogo, al confronto e al chiarimento.

Gesù e il perdono

Questo, d’altronde, è quello che insegna Gesù: essere pronti a perdonare e dimenticare le offese che accadono nella convivenza quotidiana, sia in famiglia che nel lavoro. È proprio dal vostro modo di reagire in queste circostanze, che si misura la vostra spiritualità: dovete riuscire a mettere a tacere l’ira e la tensione che si prova in quel momento e a rispondere attraverso un gesto di chiarimento e perdono, come l’abbraccio ad esempio.

Gesù ha perdonato tutti noi, il suo perdono è un dono per noi tutti, e allo stesso modo, diventa un dono per chi si è comportato male nei nostri confronti.

È attraverso il perdono che si dimostra di amare Gesù, dimenticando gli errori dei nostri amici e restando umili nel riconoscere i nostri debiti nei confronti del Signore.

Il perdono è un atto d’amore, poiché bisogna perdonare anche chi sbaglia, e chi in quel momento non si rende conto della sofferenza che causa agli altri.

Dopo una discussione o un litigio, se ci sembra di non riuscire a trovare la forza di perdonare, chiediamo aiuto a Gesù, attraverso la preghiera, poiché senza il suo Cuore, è impossibile perdonare in modo cristiano.
Tutto si può superare insieme a Gesù, invochiamo sempre il suo aiuto per provare a convertire quella persona e per ricevere la capacità di perdonare.

Per riuscire a perdonare bisogna essere umili, senza pregiudizi, giusti. Solo in questo modo si possono discolpare i difetti altrui, mentre coloro che hanno un animo superbo, cercano sempre di individuare i difetti e le debolezze degli altri per giudicarli e in questo modo, non riescono a mantenere una corretta vita spirituale.

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Il perdono lascia il posto alla tenerezza

Il pensiero di Papa Francesco

Anche Papa Francesco ha parlato più volte dell’importanza del saper perdonare. Papa Francesco, infatti, in più occasioni chiarisce il pensiero di Gesù, spiegando che tutti gli uomini possono sbagliare e vivere nel peccato, ma che non bisogna aver vergogna di ammettere lo sbaglio, perché il Signore è sempre pronto a perdonarci se noi siamo in grado di perdonare gli altri.

Infatti, ecco le sue parole: “Ogni gesto di perdono ripara la casa dalle crepe e rinsalda le sue mura. Se impariamo a chiederci subito scusa e a donarci il reciproco perdono, guariscono le ferite, il matrimonio si irrobustisce, e la famiglia diventa una casa sempre più solida, che resiste alle scosse delle nostre piccole e grandi cattiverie”.

E ancora, continua il Papa: “Oggi vorrei sottolineare questo aspetto: che la famiglia è una grande palestra di allenamento al dono e al perdono reciproco, senza il quale nessun amore può durare a lungo.

Senza donarsi e senza perdonarsi l’amore non rimane, non dura. Non si può vivere senza perdonarsi o almeno non si può vivere bene, specialmente in famiglia.

Ogni giorno ci facciamo dei torti l’uno con l’altro. Dobbiamo mettere in conto questi sbagli, dovuti alla nostra fragilità e al nostro egoismo.

Quello che però ci viene chiesto è di guarire subito le ferite che ci facciamo, di ritessere immediatamente i fili che rompiamo nella famiglia. Se aspettiamo troppo, tutto diventa più difficile. E c’è un segreto semplice per guarire le ferite e per sciogliere le accuse: non lasciar finire la giornata senza chiedersi scusa, senza fare la pace tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle… tra nuora e suocera.

  • Se impariamo a chiederci subito scusa e a donarci il reciproco perdono, guariscono le ferite, il matrimonio si irrobustisce, e la famiglia diventa una casa sempre più solida, che resiste alle scosse delle nostre piccole e grandi cattiverie. Non è necessario fare un grande discorso, è sufficiente una carezza ed è finito tutto, e ricomincia.

Ecco il bellissimo pensiero di Papa Francesco sull’importanza del perdono nella vita di coppia. Mettiamo, dunque, da parte l’orgoglio, poiché ci isola e ferisce la coppia, allontanandola.

Imparare ad esercitarsi al perdono anche in tutti gli altri rapporti di famiglia e tra amici

Il vero perdono senza mezze misure

Saper chiedere perdono ci fa essere coscienti della sofferenza che abbiamo procurato alla persona amata, e allo stesso tempo, coscienti dell’importanza di salvare la nostra relazione di coppia.

Quando si perdona, lo si fa per davvero, senza compromessi o ripensamenti, perché si perdona con il cuore e con la grazia di Gesù.

Se riuscirete a perdonare davvero, vi sentirete bene con voi stessi e felici, sentirete la pace e la gioia nel vostro cuore.

  • Un altro aspetto importante del perdono è il dimenticare: non bisogna perdonare e poi, far riemergere tutti i vecchi litigi nelle nuove discussioni. Quando si perdona, si deve dimenticare, chiudere in modo definitivo quella situazione e non utilizzarla mai più, altrimenti non è perdono vero.
  • Non dimenticate di invocare sempre l’aiuto di Gesù nella preghiera per riuscire a perdonare, anche e sopratutto nelle situazioni che vi sembrano più difficili.

Non lasciate che, dopo un litigio, a vincere sia il risentimento, perché il risentimento provoca di nuovo risentimento.
Dopo un litigio, abbracciate il vostro compagno perché un abbraccio può cancellare ogni risentimento e dare nuova forza al vostro rapporto. Quando abbracciamo comunichiamo al nostro partner il desiderio di ricostruire il rapporto, con più forza e voglia di prima, per cui abbracciamoci il più possibile, e facciamolo portando sempre nel cuore l’amore e la fede di Gesù.

 

 Lettere Paoline – Romani  Rm 5,15  

Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di..

 Lettere Paoline – Romani  Rm 11,6  

E se lo è per grazia, non lo è per le opere; altrimenti la grazia non sarebbe più grazia

 Lettere Paoline – 1 Corinzi 1Cor 15,10  

Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato..

 Altre Lettere – Ebrei  Eb 4,16  

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno…

 Altre Lettere – Giacomo  Gc 4,6  

Ci dà anzi una grazia più grande; per questo dice: Dio resiste ai superbi; agli umili invece dà la sua..

 Altre Lettere – 1 Pietro  1Pt 4,10  

Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme..

 Lettere Paoline – Romani  Rm 5,16  

E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio partì da un solo atto per la condanna,..

 Lettere Paoline – 2 Timoteo 2Tm 1,9  

.. alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua graziagrazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall`eternità,..

 Libri Sapienziali – Salmi  Sal 113,9  

.. al tuo nome dà gloria,per la tua fedeltà, per la tua grazia. Ma al tuo nome dà gloria, per la tua fedeltà, per la..

 Libri Sapienziali – Siracide Sir 26,15  

Grazia su grazia è una donna pudica, non si può valutare il peso di un`anima modesta. 

 Libri Storici – Tobia  Tb 8,17  

.. compassione dei due figli unici. Concedi loro, Signore, grazia e salvezza e falli giungere fino al termine della loro..

 Pentateuco – Esodo  Es 33,13  

Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca, e trovi grazia ai tuoi occhi;..

 Pentateuco – Esodo  Es 33,19  

.. e proclamerò il mio nome: Signore, davanti a te. Farò grazia a chi vorrò far grazia e avrò misericordia di chi vorrò..

 Vangeli – Giovanni  Gv 1,16  

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia

 Altre Lettere – Ebrei  Eb 2,9  

.. onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio di tutti. Perché..

 Altre Lettere – Ebrei  Eb 10,29  

.. un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia

 Altre Lettere – Ebrei  Eb 12,15  

vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio. Non spunti né cresca alcuna radice velenosa in mezzo a voi, così che molti ne..

 Altre Lettere – Ebrei  Eb 12,28  

.. in eredità un regno incrollabile, conserviamo questa grazia e per suo mezzo rendiamo a Dio un culto gradito a lui,..

 Altre Lettere – Ebrei  Eb 13,24  

.. capi e tutti i santi. Vi salutano quelli d`Italia. La grazia sia con tutti voi. 

 Altre Lettere – Ebrei  Eb 13,9  

.. è bene che il cuore venga rinsaldato per mezzo della grazia, non di cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro..

 Altre Lettere – Giuda  Gd 1,4  

.. – empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore..

We believe that God is going to move mightily in your life as others from around the world pray in agreement with your request!

O most holy heart of Jesus, fountain of every blessing, I adore you, I love you, and with lively sorrow for my sins I offer you this poor heart of mine. Make me humble, patient, pure and wholly obedient to your will. Grant, Good Jesus, that I may live in you and for you. Protect me in the midst of danger. Comfort me in my afflictions. Give me health of body, assistance in my temporal needs, your blessing on all that I do, and the grace of a holy death. Amen.

La beatificazione dei martiri d’Algeria è un avvenimento la cui portata non è solo religiosa

Nel segno della fraternità

La beatificazione dei martiri d’Algeria è un avvenimento la cui portata non è solo religiosa. Per l’esemplarità di queste figure di donne e uomini che, consapevoli di rischiare la vita, non hanno abbandonato il paese dove avevano scelto di stare e un popolo che consideravano ormai il loro. Rendendo vere le parole di Gesù trasmesse dal vangelo di Giovanni che non c’è amore più grande del dare la vita per i propri amici. Come ha fatto anche Mohammed Bouchikhi, il giovane musulmano ucciso insieme a Pierre Claverie, vescovo di Orano, in anni e in un paese devastati dal terrore e dalla violenza.

Dal pontificato di Benedetto XVI le beatificazioni sono in prevalenza celebrate non più a Roma, come avveniva in precedenza, ma nelle diverse diocesi per esprimere con più evidenza l’incarnazione del cattolicesimo nelle varie parti del mondo e dunque la sua pluralità. Alla celebrazione dei martiri d’Algeria il Papa non solo ha voluto esservi rappresentato dal prefetto della Congregazione delle cause dei santi come suo inviato, ma con un messaggio si è dichiarato sicuro che «questo avvenimento inedito nel vostro paese disegnerà un grande segno di fraternità nel cielo algerino a destinazione del mondo intero».

La fraternità è infatti la chiave di lettura di questa beatificazione che mostra, come ha detto l’inviato papale cardinale Angelo Becciu, che «la Chiesa non desidera altro se non servire il popolo algerino, testimoniando amore verso tutti». Una presenza evangelica, dunque, nel solco di quanti nel tempo hanno percorso questo cammino. Secondo la logica vissuta dal «fratello universale» Charles de Foucauld, di cui proprio in questi giorni esce in traduzione italiana (Effatà) la grande biografia di Pierre Sourisseau. Il 1° dicembre 1916, solo qualche ora prima di essere assassinato nel cuore del deserto, l’«asceta del Sahara» delineato da Montini in un testo del 1953 lasciava in una lettera, senza saperlo, il suo testamento. «Non bisogna mai esitare a chiedere dei posti dove il pericolo, la fatica, la dedizione sono maggiori: lasciamo l’onore a chi lo vorrà, ma il pericolo, la fatica, reclamiamoli sempre» scriveva a Louis Massignon, pioniere dell’amicizia tra cristiani e musulmani, riassumendo la propria vita, così simile ai martiri d’Algeria.

È dunque un segno per tutti, in un tempo d’incomprensioni e di asprezze, la beatificazione di questi martiri, celebrata insieme da cristiani e da musulmani. A testimoniare una volontà di incontrarsi e di procedere insieme nella pace, attendendo la fine della storia umana. Come si legge in una preghiera scritta dall’amico musulmano del vescovo Pierre Claverie, assassinato con lui il 1° agosto 1996: «Nel nome di Dio, il clemente, il misericordioso. Vi dico: la pace sia con voi. Ringrazio chi leggerà il mio quaderno di ricordi. E dico a ciascuno di coloro che ho conosciuto nella mia vita che li ringrazio. Dico che saranno ricompensati nell’ultimo giorno. Chiedo perdono a chi avrò fatto del male, perdono a colui che mi perdonerà nel giorno del giudizio, perdono a chi avrà ascoltato dalla mia bocca una parola cattiva. Mi ricordo di ciò che ho fatto di bene nella mia vita. Che Dio nella sua onnipotenza faccia che io gli sia sottomesso e che egli mi accordi la sua tenerezza».

OGNI VERSETTO DELLA BIBIA E’ UN NUOVO MONDO DA SCOPRIRE

Luca 15 Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

15 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 

I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». 

Allora egli disse loro questa parabola:

«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? 

Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, 

va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. 

Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.

O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? 

E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. 

10 Così, vi dico, c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 

12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 

13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.

14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 

15 Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 

16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.

17 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 

18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;

19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 

20 Partì e si incamminò verso suo padre.

Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 

21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.

 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. 

23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 

24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze;

26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 

27 Il servo gli rispose: E’ tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 

28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. 

29 Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.

30 Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 

31 Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 

32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

FILIPPESI, Capitolo 2 in lingua greca,inglese e latina

1 Εἴ τις οὖν παράκλησις ἐν Χριστῷ, εἴ τι παραμύθιον ἀγάπης, εἴ τις κοινωνία πνεύματος, εἴ τις σπλάγχνα καὶ οἰκτιρμοί, 2 πληρώσατέ μου τὴν χαρὰν ἵνα τὸ αὐτὸ φρονῆτε, τὴν αὐτὴν ἀγάπην ἔχοντες, σύμψυχοι, τὸ ἓν φρονοῦντες, 3μηδὲν κατ’ ἐριθείαν μηδὲ κατὰ κενοδοξίαν, ἀλλὰ τῇ ταπεινοφροσύνῃ ἀλλήλους ἡγούμενοι ὑπερέχοντας ἑαυτῶν,4 μὴ τὰ ἑαυτῶν ἕκαστος σκοποῦντες, ἀλλὰ καὶ τὰ ἑτέρων ἕκαστοι. 5 τοῦτο φρονεῖτε ἐν ὑμῖν ὃ καὶ ἐν Χριστῷ Ἰησοῦ, 6ὃς ἐν μορφῇ θεοῦ ὑπάρχων οὐχ ἁρπαγμὸν ἡγήσατο τὸ εἶναι ἴσα θεῷ, 7 ἀλλὰ ἑαυτὸν ἐκένωσεν μορφὴν δούλου λαβών, ἐν ὁμοιώματι ἀνθρώπων γενόμενος: καὶ σχήματι εὑρεθεὶς ὡς ἄνθρωπος 8 ἐταπείνωσεν ἑαυτὸν γενόμενος ὑπήκοος μέχρι θανάτου, θανάτου δὲ σταυροῦ. 9 διὸ καὶ ὁ θεὸς αὐτὸν ὑπερύψωσεν καὶ ἐχαρίσατο αὐτῷ τὸ ὄνομα τὸ ὑπὲρ πᾶν ὄνομα, 10 ἵνα ἐν τῷ ὀνόματι Ἰησοῦ πᾶν γόνυ κάμψῃ ἐπουρανίων καὶ ἐπιγείων καὶ καταχθονίων, 11 καὶ πᾶσα γλῶσσα ἐξομολογήσηται ὅτι κύριος Ἰησοῦς Χριστὸς εἰς δόξαν θεοῦ πατρός. 1 If anything is meant by encouragement in Christ, by loving sympathy, by common fellowship in the spirit, by feelings of tenderness and pity,2 fill up my cup of happiness by thinking with the same mind, cherishing the same bond of charity, soul knit to soul in a common unity of thought. 3 You must never act in a spirit of factiousness, or of ambition; each of you must have the humility to think others better men than himself, 4 and study the welfare of others, not his own. 5 Yours is to be the same mind which Christ Jesus shewed. 6 His nature is, from the first, divine, and yet he did not see, in the rank of Godhead, a prize to be coveted;[1] 7 he dispossessed himself, and took the nature of a slave, fashioned in the likeness of men, and presenting himself to us in human form; 8 and then he lowered his own dignity, accepted an obedience which brought him to death, death on a cross. 9 That is why God has raised him to such a height, given him that name which is greater than any other name;10 so that everything in heaven and on earth and under the earth must bend the knee before the name of Jesus, 11 and every tongue must confess Jesus Christ as the Lord, dwelling in the glory of God the Father.[2] 1 Si qua ergo consolatio in Christo, si quod solatium caritatis, si qua societas spiritus, si qua viscera miserationis: 2 implete gaudium meum ut idem sapiatis, eamdem caritatem habentes, unanimes, idipsum sentientes, 3 nihil per contentionem, neque per inanem gloriam: sed in humilitate superiores sibi invicem arbitrantes, 4 non quæ sua sunt singuli considerantes, sed ea quæ aliorum. 5 Hoc enim sentite in vobis, quod et in Christo Jesu: 6 qui cum in forma Dei esset, non rapinam arbitratus est esse se æqualem Deo: 7sed semetipsum exinanivit, formam servi accipiens, in similitudinem hominum factus, et habitu inventus ut homo. 8 Humiliavit semetipsum factus obediens usque ad mortem, mortem autem crucis. 9 Propter quod et Deus exaltavit illum, et donavit illi nomen, quod est super omne nomen: 10 ut in nomine Jesu omne genu flectatur cælestium, terrestrium et infernorum, 11et omnis lingua confiteatur, quia Dominus Jesus Christus in gloria est Dei Patris.
12 ὥστε, ἀγαπητοί μου, καθὼς πάντοτε ὑπηκούσατε, μὴ ὡς ἐν τῇ παρουσίᾳ μου μόνον ἀλλὰ νῦν πολλῷ μᾶλλον ἐν τῇ ἀπουσίᾳ μου, μετὰ φόβου καὶ τρόμου τὴν ἑαυτῶν σωτηρίαν κατεργάζεσθε: 13 θεὸς γάρ ἐστιν ὁ ἐνεργῶν ἐν ὑμῖν καὶ τὸ θέλειν καὶ τὸ ἐνεργεῖν ὑπὲρ τῆς εὐδοκίας. 14 πάντα ποιεῖτε χωρὶς γογγυσμῶν καὶ διαλογισμῶν, 15ἵνα γένησθε ἄμεμπτοι καὶ ἀκέραιοι, τέκνα θεοῦ ἄμωμα μέσον γενεᾶς σκολιᾶς καὶ διεστραμμένης, ἐν οἷς φαίνεσθε ὡς φωστῆρες ἐν κόσμῳ, 16λόγον ζωῆς ἐπέχοντες, εἰς καύχημα ἐμοὶ εἰς ἡμέραν Χριστοῦ, ὅτι οὐκ εἰς κενὸν ἔδραμον οὐδὲ εἰς κενὸν ἐκοπίασα. 17 ἀλλὰ εἰ καὶ σπένδομαι ἐπὶ τῇ θυσίᾳ καὶ λειτουργίᾳ τῆς πίστεως ὑμῶν, χαίρω καὶ συγχαίρω πᾶσιν ὑμῖν:18 τὸ δὲ αὐτὸ καὶ ὑμεῖς χαίρετε καὶ συγχαίρετέ μοι. 12 Beloved, you have always shewn yourselves obedient; and now that I am at a distance, not less but much more than when I am present, you must work to earn your salvation, in anxious fear. 13 Both the will to do it and the accomplishment of that will are something which God accomplishes in you, to carry out his loving purpose. 14 Do all that lies in you, never complaining, never hesitating,15 to shew yourselves innocent and single-minded, God’s children, bringing no reproach on his name. You live in an age that is twisted out of its true pattern, and among such people you shine out, beacons to the world, 16 upholding the message of life. Thus, when the day of Christ comes, I shall be able to boast of a life not spent in vain, of labours not vainly undergone.17 Meanwhile, though your faith should prove to be a sacrifice which cannot be duly made without my blood for its drink-offering, I congratulate myself and all of you over that; 18 on your side, you too must congratulate yourselves and me. 12 Itaque carissimi mei (sicut semper obedistis), non ut in præsentia mei tantum, sed multo magis nunc in absentia mea, cum metu et tremore vestram salutem operamini. 13 Deus est enim, qui operatur in vobis et velle, et perficere pro bona voluntate. 14 Omnia autem facite sine murmurationibus et hæsitationibus: 15 ut sitis sine querela, et simplices filii Dei, sine reprehensione in medio nationis pravæ et perversæ: inter quos lucetis sicut luminaria in mundo, 16verbum vitæ continentes ad gloriam meam in die Christi, quia non in vacuum cucurri, neque in vacuum laboravi.17 Sed et si immolor supra sacrificium, et obsequium fidei vestræ, gaudeo, et congratulor omnibus vobis.18 Idipsum autem et vos gaudete, et congratulamini mihi.
19 Ἐλπίζω δὲ ἐν κυρίῳ Ἰησοῦ Τιμόθεον ταχέως πέμψαι ὑμῖν, ἵνα κἀγὼ εὐψυχῶ γνοὺς τὰ περὶ ὑμῶν. 20 οὐδένα γὰρ ἔχω ἰσόψυχον ὅστις γνησίως τὰ περὶ ὑμῶν μεριμνήσει, 21 οἱ πάντες γὰρ τὰ ἑαυτῶν ζητοῦσιν, οὐ τὰ Ἰησοῦ Χριστοῦ 22 τὴν δὲ δοκιμὴν αὐτοῦ γινώσκετε, ὅτι ὡς πατρὶ τέκνον σὺν ἐμοὶ ἐδούλευσεν εἰς τὸ εὐαγγέλιον. 23τοῦτον μὲν οὖν ἐλπίζω πέμψαι ὡς ἂν ἀφίδω τὰ περὶ ἐμὲ ἐξαυτῆς: 24 πέποιθα δὲ ἐν κυρίῳ ὅτι καὶ αὐτὸς ταχέως ἐλεύσομαι.25 Ἀναγκαῖον δὲ ἡγησάμην Ἐπαφρόδιτον τὸν ἀδελφὸν καὶ συνεργὸν καὶ συστρατιώτην μου, ὑμῶν δὲ ἀπόστολον καὶ λειτουργὸν τῆς χρείας μου, πέμψαι πρὸς ὑμᾶς, 26 ἐπειδὴ ἐπιποθῶν ἦν πάντας ὑμᾶς, καὶ ἀδημονῶν διότι ἠκούσατε ὅτι ἠσθένησεν. 27 καὶ γὰρ ἠσθένησεν παραπλήσιον θανάτῳ: ἀλλὰ ὁ θεὸς ἠλέησεν αὐτόν, οὐκ αὐτὸν δὲ μόνον ἀλλὰ καὶ ἐμέ, ἵνα μὴ λύπην ἐπὶ λύπην σχῶ. 28 σπουδαιοτέρως οὖν ἔπεμψα αὐτὸν ἵνα ἰδόντες αὐτὸν πάλιν χαρῆτε κἀγὼ ἀλυπότερος ὦ. 29 προσδέχεσθε οὖν αὐτὸν ἐν κυρίῳ μετὰ πάσης χαρᾶς, καὶ τοὺς τοιούτους ἐντίμους ἔχετε,30 ὅτι διὰ τὸ ἔργον Χριστοῦ μέχρι θανάτου ἤγγισεν, παραβολευσάμενος τῇ ψυχῇ ἵνα ἀναπληρώσῃ τὸ ὑμῶν ὑστέρημα τῆς πρός με λειτουργίας. 19 It is my hope in the Lord Jesus that I shall be sending Timothy to visit you before long; then I shall be able to refresh myself with news of you;20 I have no one else here who shares my thoughts as he does, no one who will concern himself so unaffectedly with your affairs;[3] 21 one and all have their own interest at heart, not Christ’s; 22 his worth is well tried, you must know that he has shared my task of preaching the gospel like a son helping his father.[4] 23 Him, then, I hope to send without delay, when I have had time to see how I stand;24 and I am persuaded in the Lord that I myself shall be coming to you before long.25 Meanwhile, here is Epaphroditus, my brother, my companion in so many labours and battles, your own delegate, who has provided for my needs. I felt that I must send him to you, 26 so great was his longing to see you, and his distress that you should have heard about his illness. 27 Ill he certainly was, and in near danger of death; but God had pity on him, and not only on him but on me too; he would not let me have anxiety added to anxiety. 28 So I am hastening to send him back to you; it will be a happiness for you to see him again, and I shall be anxious no longer.29 Welcome him, then, in the Lord gladly, and do honour to such a man as he is; 30 one who came close to death’s door on Christ’s errand, risking life itself to do me that kindness, which was all your kindness left to be desired. 19 Spero autem in Domino Jesu, Timotheum me cito mittere ad vos: ut et ego bono animo sim, cognitis quæ circa vos sunt. 20Neminem enim habeo tam unanimem, qui sincera affectione pro vobis sollicitus sit. 21 Omnes enim quæ sua sunt quærunt, non quæ sunt Jesu Christi. 22Experimentum autem ejus cognoscite, quia sicut patri filius, mecum servivit in Evangelio. 23 Hunc igitur spero me mittere ad vos, mox ut videro quæ circa me sunt. 24 Confido autem in Domino quoniam et ipse veniam ad vos cito. 25Necessarium autem existimavi Epaphroditum fratrem, et cooperatorem, et commilitonem meum, vestrum autem apostolum, et ministrum necessitatis meæ, mittere ad vos: 26 quoniam quidem omnes vos desiderabat: et mœstus erat, propterea quod audieratis illum infirmatum. 27 Nam et infirmatus est usque ad mortem: sed Deus misertus est ejus: non solum autem ejus, verum etiam et mei, ne tristitiam super tristitiam haberem. 28 Festinantius ergo misi illum, ut viso eo iterum gaudeatis, et ego sine tristitia sim. 29 Excipite itaque illum cum omni gaudio in Domino, et ejusmodi cum honore habetote; 30 quoniam propter opus Christi usque ad mortem accessit, tradens animam suam ut impleret id quod ex vobis deerat erga meum obsequium.

Dio è immenso, troppo, troppo grande per essere compreso da un uomo: ma noi possiamo ben respirare a pieni polmoni il Suo Amore Incommensurabile, anche se ci è molto difficile penetrarlo a fondo: il cuore comprende, mentre l’intelletto estatico tace!

ROMANI

32Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
33O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! 34Infatti,
chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
35O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?
36Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.