Pregate con il cuore – di Padre Petar

Pregate con il cuore – di Padre Petar


La preghiera è felice incontro con Dio, il quale ha sempre tempo per noi e ci aspetta. Questo è un piacevole colloquio tra l’uomo e Dio. Ogni persona desidera incontrarsi con Dio, unirsi a lui nell’amore, in lui trovare la pace, felicità e gioia di vivere. Per questo la preghiera è felice ricongiungimento tra l’uomo e Dio nella luce della fede, della speranza e dell’amore. La preghiera era e rimane espressione della manifestazione dei bisogni più profondi dell’anima, la quale proprio per sua natura cerca il Dio Creatore per potersi inchinare, per dimostrare la sua stima, devozione ed amore, per ringraziarlo per il bene che ci dà e per riparare i peccati. Pregare vuoi dire essere cosciente della propria limitatezza e debolezza, insicurezza e incertezza. Perciò si chiede aiuto al Padre Onnipotente. Questo vuoi dire “creare la luce”, nella quale chiederemo a Dio la forza che ci illumina e purifica, ci rafforza e incoraggia per sostenerci nella nostra vita quotidiana. Pregare vuoi dire staccarsi da tutto quello che ci faceva dipendenti. Trovare il tempo stare a tu per tu con Dio. Con lui parlare come con il Padre che ci ama e aspetta con ansia, che ci consola e rende felici. Questa è quella bella unione con Dio nell’amore e nella fiducia. Pregare vuoi dire essere cosciente e credere che con Dio si può parlare, unirsi a lui ed essere nell’unione del suo amore. Ci può essere qualcosa di più bello e più utile, più necessario, più salutare, più umano, dell’uomo che inginocchiato, con le mani congiunte espone al Padre Creatore la propria fedeltà e lealtà, amore e riconoscenza per le grazie ricevute? Questo vuoi dire pregare e nella preghiera sentire grande gioia e felicità! Un vero credente sa che senza preghiera la sua anima non può vivere. Per questo non è necessario parlare del bisogno della preghiera. Si pone la domanda: come pregare oggi? Bisogna pregare con il cuore. Così ci insegna la Madonna da più di seimilacinquecento giorni. Ma cosa vuoi dire? Non pregare per abitudine! Pregare con il cuore vuol dire prima di tutto pregare con amore e con umiltà. Vuol dire pregare con tutto il proprio essere: con il corpo e con l’anima, con il cuore puro. Vuol dire aprirsi completamente a Dio. A lui donare il primo posto nella propria vita. Donarsi completamente a lui. Avere così tanta fiducia in lui e da lui aspettare solo il bene. Questo vuol dire pregare raccolto e umile, con dedizione e fiducia, costantemente e con devozione. Secondo gli insegnamenti ed i messaggi della Madonna, pregare con il cuore vuoi dire sperimentare la preghiera come un incontro con Dio. Tutto ciò significa unirsi con Gesù in modo da sentire e sperimentare la bellezza e la grandezza della grazia che Dio ci dà. Anche questo significa ricevere grandi grazie. Pregare con il cuore significa permettere a Dio di eliminare ogni impedimento. Alcuni di questi messaggi ce lo mostrano con la massima chiarezza: “Cari figli! Vi invito alla preghiera sincera del cuore, così che la vostra preghiera sia un incontro con il Signore. Date al Signore il primo posto nel lavoro e nella vita quotidiana!” (25.12.1987). “Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera del cuore. Durante questo tempo di grazia, desidero che ognuno di voi si unisca a Gesù. Senza la preghiera incessante, non poteter sentire la bellezza e la grandezza che Dio vi offre. Perciò, figlioli, tutto il tempo, riempite il vostro cuore anche con le piccole preghiere. lo sono con voi e veglio incessantemente su ogni cuore che si dona a me!” (25.2.1989). “Vi invito nuovamente alla preghiera del cuore. Che la preghiera, o cari figli, sia nutrimento quotidiano per voi, soprattutto in questi giorni, in cui il lavoro dei campi vi affatica a tal punto da non poter pregare col cuore. Pregate, e così potrete superare ogni stanchezza. La preghiera sarà per voi gioia e riposo!” (30.5.1985). “Oggi vi invito alla preghiera fatta con il cuore, e non per abitudine. Alcuni vengono, ma non desiderano progredire nella preghiera. Perciò voglio ammonirvi quale mamma: pregate affinché in ogni istante la preghiera prenda i lsopravvento nei vostri cuori” (25.5.1985). “Cari figli! Questa parrocchia che ho scelto, è una parrocchia speciale, che si distingue dalle altre. Io do grandi grazie a tutti quelli che pregano con il cuore.” (6.2.1986). “Cari figli! Oggi vi invito a pregare con tutto il cuore e a cambiare in giorno la vostra vita.” (13.11 1986). “Cari figli !… Volgete i vostri cuori alla preghiera e chiedete che lo Spirito Santo si effonda su di voi.” (9.5.1986). “Cari figli!… In questo tempo la pace é minacciata in un modo particolare e chiedo da voi di rinnovare il digiuno e la preghiera nelle vostre famiglie. Cari figli, io desidero che voi capiate la serietà della situazione e che molto di quello che accadrò dipende dalla vostra preghiera“. (25.7.1991).
Dio esaudisce ogni preghiera. Non è una rarità sentire qualcuno che dice. “Ho chiesto a Dio qualcosa e non ha esaudito la mia preghiera”. Ho pregato per la salute di mia madre, di mio padre, di un figlio e non ho ricevuto la grazia che avevo chiesto.. Ho pregato di passare un esame e invece non l’ho passato. Allora se Dio ha sentito la mia preghiera, perché non mi ha dato nessuna risposta positiva…? Se Dio è “il Dio dell’amore e della grazia” perché non lo dimostra e non esaudisce il mio desiderio? Lamentele di questo genere le possiamo sentire ovunque. Che cosa possiamo dire su ciò? Molti pensano che Dio sia sempre al nostro servizio come se fosse un pronto soccorso e ogni volta che chiediamo qualcosa pretendiamo che sia subito esaudito. Noi diciamo un’Ave Maria, un Padre Nostro o facciamo celebrare una S.Messa e in cambio Dio dovrebbe restituirci subito il favore. Come se fosse uno scambio di merci. Ci siamo mai chiesti, perché Dio non ha esaudito la nostra preghiera? Forse ci ricordiamo di Dio solo quando abbiamo bisogno di qualcosa, quando siamo ammalati, quando le nostre forze ci tradiscono, e non possiamo ottenere ciò che desideriamo. Quando stiamo bene ci dimentichiamo di Dio e di pregare. Ci siamo mai chiesti : “Se quello che chiediamo a Dio, sia veramente per il nostro bene, per il bene della nostra anima? Forse questo non fa bene a noi perché ci porterebbe alla nostra condanna; poiché Dio sa di che cosa abbiamo bisogno”. Forse abbiamo pregato in stato di peccato mortale, umilmente o con superbia? Forse Dio non ci ha dato quello che abbiamo chiesto, però ci ha dato qualcos’altro. Quanta gente prega per la salute, però Dio non le dà la guarigione ma le dà la forza per sopportare il dolore. Forse Dio non esaudisce le nostre preghiere perché pretendiamo che Dio faccia la nostra volontà e non la sua. Quando preghiamo Dio per qualsiasi necessità allora la nostra preghiera deve essere umile in modo che alla fine di ogni preghiera si dica “sia fatta la tua volontà e non la mia”. Solo allora anche se le nostre preghiere non sono state esaudite, in realtà sono state esaudite, perché era la volontà di Dio e non la nostra. Se non ci ha dato quello che abbiamo chiesto, lo ha fatto per via della nostra salvezza spirituale.
Quali sono le condizioni affinché Dio esaudisca le nostre preghiere? Per capirci, è chiaro che Dio è sempre pronto a sentire la nostra preghiera. Anche prima di chiederlo, egli sa di cosa abbiamo bisogno. La Sacra scrittura conferma questo: “Chiamami ed io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci”, (Ger. 33,3) dice il Signore. “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto.” (Mt 7,78) Ma è necessario ricordare che Dio è onnipotente e onnisciente. Egli sa tutto e tutto può. La sua potenza, la sottolinea anche san Paolo: “A colui che per la forza che opera in noi, ha potere di fare molto di più di quanto chiediamo o immaginiamo” (Ef 3.20). Affinché le preghiere vengano esaudite, è necessario adempiere a delle condizioni specifiche. Prima di tutto è necessario avere una forte fede. “E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, l’otterrete” (Mt 21,22). Dobbiamo credere che Dio può esaudire tutto quello che chiediamo. “Senza fede è impossibile piacere a Dio. Chi si avvicina a Dio deve credere che egli esiste ed è giusto con quelli che lo cercano” (Ger. 11,6). E’ necessario pregare con il cuore puro. Questa è una condizione molto importante. Quando siamo in peccato grave, Dio non sente le nostre preghiere, poiché con il peccato abbiamo interrotto il legame con Lui. Inoltre non abbiamo alcun merito davanti a Dio. Perché Dio possa sentire la nostra preghiera, è necessario togliere gli ostacoli. E’ assolutamente necessario pentirci completamente dei nostri peccati e riconoscerli in confessione. E poi, quando in seguito decidiamo di proteggerci dai peccati, Dio volentieri ci perdona e ci dà di nuovo la grazia, che abbiamo perso peccando. E’ necessario vivere nella comunione con Dio. La comunione si manifesta nella ricerca e nell’adempimento della volontà di Dio. Volontà di Dio è permettere allo Spirito Santo di guidarci e dentro di noi realizzare l’opera della salvezza. Gesù dice: “E quanto chiederete nel mio nome lo farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio” (Giovanni 15,7). Gesù nel Getsemani ha pregato: “Padre mio, se è possibile passi da me questo calice. Però non come voglio io, ma come vuoi tu.” (Mt 26,39) Fidarsi di Dio e pregare che sia fatta la sua volontà sia con noi sia con coloro per i quali preghiamo, è la condizione migliore perché Dio esaudisca la nostra preghiera. E’ necessario essere grati a Dio per tutto, ed allora egli esaudisce la nostra preghiera. Signore, ti ringrazio per la grazia che mi hai dato, di poter pregare per quello di cui ho bisogno. Tu sai bene, cosa è meglio per me e per la salvezza eterna, idem per i mie fratelli e sorelle. “Non angustiatevi in nulla, ma in ogni necessità, con la supplica e con la preghiera di ringraziamento, manifestate le vostre richieste a Dio!” (Fil 4,6). E’ necessario avere pazienza. Quando chiediamo a Dio qualcosa, noi desideriamo che Dio ce la dia subito. Dimentichiamo sempre che non possiamo sapere cosa in un determinato momento è meglio per noi. Per questo è necessario aver pazienza e lasciare che Dio decida quando ci regalerà qualcosa. Se Dio dovesse esaudire tutte le nostre richieste, nel momento in cui le chiediamo, sicuramente saremmo delusi. Noi in fondo siamo molto limitati per quello che riguarda il futuro. Per questo è meglio lasciare fare a Dio. Tutto quello che chiediamo, lo chiediamo in nome di Cristo. “Se mi chiederete qualcosa nel mio nome, io lo farò:’ (Gv 14,1314). Sempre nella preghiera ringraziamo Dio, lo glorifichiamo, chiediamo giustizia, amore, pace, e più precisamente il regno di Dio e la Sua gloria; in altre parole, la volontà di Dio. Allora da Dio riceveremo tutto quello che chiediamo. Dio, in effetti, non può rifiutare la nostra richiesta in quanto abbiamo adempiuto tutte le condizione richieste. Abbiamo quasi dimenticato di dire cosa ci insegna la Madonna, cioè che Dio esaudirà ogni nostra preghiera se preghiamo con amore e con il cuore.

Dio esaudisce le preghiere del cuore. Branimir è un convinto credente. Questo fatto non lo ha mai nascosto. Quando parlava con la gente, ha sempre richiamato l’attenzione sulle cose più importanti della vita. Una volta era in viaggio, alloggiava in un albergo. Quando a una giovane che lo serviva chiese se avesse tempo, ogni giorno, per la preghiera. “Sapete, qui c’è cosi tanto da fare che trovo appena il tempo per mangiare, come posso allora trovare il tempo per la preghiera?” “Se mi permette le insegno una preghiera che ha solo due parole: Gesù, salvami!” Questa preghiera la troviamo nella Sacra scrittura, Matteo 4,30. “Prova a dirla, pregando una volta il mattino e una volta la sera!”. La ragazza promise di pregare. Qualche mese dopo, il nostro amico, di nuovo alloggia nello stesso albergo. Ha saputo che la ragazza ha abbandonato il lavoro, ha chiesto il suo indirizzo ed ha trovato il tempo per andarla a trovare. “Oh, amico”, ha esclamato la ragazza riconoscendolo, “sapete cosa ha fatto la vostra preghiera?! Per quindici giorni ho ripetuto ogni mattina e ogni sera la preghiera come avevo promesso. Poi mi sono chiesta: cosa vuoi dire tutto questo? Voi mi avete detto che questa preghiera si trova nella Sacra Scrittura e cosi me la sono procurata. Leggendo ho imparato due cose: prima di tutto che veramente ho bisogno della salvezza, e poi che Gesù ha realizzato la salvezza. Adesso non devo più ripetere quella preghiera in quanto è stata esaudita. Ogni giorno e ogni momento dico: “Signore, grazie in quanto mi hai ascoltato!” E ancora, continuo a ringraziare il Signore in quanto l’ha mandata da me. Abbiamo tempo per pregare e leggere la Parola di Dio? Forse non sentiamo il bisogno, in quanto non ci sentiamo colpevoli. E’ necessario pregare Dio ogni giorno e così egli ci farà conoscere la nostra situazione peccaminosa. Egli questo lo farà sicuramente. Certamente potremo vivere ciò che ha vissuto questa ragazza. “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Infatti chi chiede riceve; che cerca trova; a chi bussa sarà aperto.” (Mt 7,78). Anche questo esempio ci conferma quanto continua a dire la Madonna, e ci insegna che Dio esaudisce ogni nostra preghiera, se preghiamo con amore e con il cuore. Confessatevi ogni mese! La confessione è il sacramento nel quale Dio ci perdona tutti i nostri peccati dei quali ci pentiamo, e decidiamo con l’aiuto di Dio di non peccare più. La confessione é il sacramento della grazia e della salvezza. Può essere come una resurrezione spirituale. È un gioioso incontro del piccolo uomo peccatore col grande fratello misericordioso Gesù Cristo, presente nella sua Chiesa. Il cristiano si accosta alla confessione perché, alla luce della fede, consapevole delle proprie azioni, o almeno delle sue intenzioni, sa di non essersi accostato come un fratello né a Dio, né al Padre. Cosciente quindi di aver violato l’amore, si accosta alla confessione perché si duole del proprio comportamento e desidera, con la grazia, il perdono e l’assoluzione, riconquistare l’amicizia di Dio in Cristo. Nel sacramento della penitenza, il cristiano in un certo senso rinasce e acquisisce nuovamente la santità battesimale più o meno distrutta dal peccato. Chi si salva tra i cristiani, generalmente lo fa grazie a questo sacramento. Chi invece cade, lo fa perché cade in questo sacramento. La confessione è una grande grazia, un prezioso dono del Risorto ai suoi discepoli. Dio ci richiama sempre a sé e quando noi decidiamo di tornare a lui, pentendoci dei nostri peccati, egli ci perdona volentieri e ci guida all’incontro eterno. “Siamo tutti peccatori e siamo tutti feriti dal peccato. Le ferite hanno bisogno di cure e medicine, il malato deve guarire. Questa è la confessione, è la medicina e la convalescenza che guarisce il nostro cuore ferito. Il Signore Dio è il medico e guaritore e l’intermediario è il sacerdote, il confessore (P Jakov Bubalo). Il nostro Salvatore ha posto la confessione come condizione del perdono. Il pentimento è la condizione fondamentale della confessione. Ma cos’è? Pianto? Spargimento di lacrime? Sospirare? No, tutto ciò non conta. L’essenza della confessione è innanzitutto la convinzione che il peccato ci allontana da Dio, ci fa perdere una vita di grazia, ci allontana dalla strada della salvezza e offende la bontà divina. Quest’ammissione deve portare ad un rammarico nel cuore, ad un pentimento nel vero senso della parola; esso può essere duplice a seconda del nostro pentimento. È perfetto, quando ci pentiamo per aver infinitamente violato la bontà del Padre e tradito l’amore col quale siamo stati amati. Questo pentimento consente un’immediato perdono del peccato e per questo viene definito perfetto. Quello imperfetto è il pentimento derivante dalla paura della punizione divina o del diavolo. Il vero pentimento è impensabile senza la volontà e la ferma decisione di abbandonare il peccato. La decisione è parte integrante del pentimento ed è un suo essenziale fattore. L’astensione dal peccato nella volontà, intenzione e decisione, deve essere radicale. Alcuni non lo comprendono e dicono che questo gesto non può essere compiuto perché sono sicuri di commettere nuovamente peccato. Si conoscono perché hanno promesso molte volte, ma hanno sbagliato di nuovo. Capiamo! Non si vuole la certezza di non cadere mai più, ma la promessa di lottare contro il peccato, la disponibilità a fuggire le occasioni che conducono regolarmente al peccato. Questa volontà deve essere visibile nella confessione. Il sacerdote deve vederla: questo sarà sufficiente per una confessione valida e Dio ci darà quindi la forza per lottare. Se ci opponiamo, cadremo di nuovo. Ma, nel momento della confessione la volontà c’è stata, e questo vuol dire che ci siamo confessati correttamente. Alcuni dicono: non mi confesso perché non mi voglio illudere. Ho promesso tante volte e sono ricaduto nel peccato. Questo è completamente sbagliato. Chi si pente sinceramente, non si inganna. Le cadute sono lo specchio della nostra debolezza e della nostra natura fragile. La confessione quindi serve a rafforzare il nostro spirito e illude solo quanti non si pentono realmente. Chi invece lo fa, merita sempre il perdono. Siatene convinti! Alcuni si confessano sacrilegamente. Questo è tremendo, meglio allora non confessarsi, piuttosto che farlo in questo modo. Si commette sacrilegio quando alcuni peccati gravi vengono volontariamente taciuti durante la confessione, quando non vengono ammessi e riconosciuti pur avendoli commessi. Basterà ricordare che nulla può essere taciuto a Dio perché egli conosce tutti i nostri peccati, meglio di noi stessi. L’esame di coscienza possiamo seguirlo così: Sono in pace con tutti…? Vivo con qualcuno nel litigio… Perché…? Perdono al prossimo come Dio perdona a me…? Chi è per me Dio…? Credo in Dio fortemente…? Dubbio, discredenza, incredenza… L’idololatria, la pratica dell’occultismo e della magia e un grande peccato… Lo stesso sono la bestemmia, il giuramento e il nominare il nome di Dio invano…Amo Dio più di tutto e il mio prossimo più di me stesso..? Lavoro di domenica e nei giorni festivi…? Tralascio facilmente la Santa Messa e la preghiera quotidiana…? Mi confesso almeno due volte all’anno…? Faccio digiuno…? Rispetto i genitori e gli anziani…? Ho picchiato o ucciso qualcuno…? Ho chiacchierato di qualcuno…? Ho parlato male di qualcuno. . . Ho rubato oppure ho mentito, ho testimoniato falso…? Ho spinto un altro al peccato…? Ho imbrogliato qualcuno oppure sono rimasto debitore di qualcuno…? Mi ubriaco, fumo troppo, danneggio alla mia salute…? Ho commesso atti impuri? Ho parlato di queste cose…? Sono peccati gravi anche i discorsi, gli sguardi, i pensieri e i desideri impuri… ? Masturbazione, L’aborto…? Ho letto i libri pornografici. . guardo i film porno….? Sono prepotente, invidioso, tirchio…? Sono geloso, cattivo, lazzarone e irresponsabile al lavoro. ..? Mi arrabbio facilmente…? Quale è il mio difetto principale…? Lo combatto…? Sono distratto quando prego…? Amo me stesso…? Amo Dio…? Credo che Lui mi vuole bene . .? Mi prendo cura dei miei bambini…? Leggo la stampa religiosa e i buoni libri…?

Mio Dio, non dimenticarti di me

Mio Dio, non dimenticarti di me,
quando io mi dimentico di te. 

Non abbandonarmi, Signore,
quando io ti abbandono. 

Non allontanarti da me,
quando io mi allontano da te. 

Chiamami se ti fuggo,
attirami se ti resisto,
rialzami se cado. 

Donami, Signore, Dio mio,
un cuore vigile 
che nessun vano pensiero porti lontano da te,
un cuore retto 
che nessuna intenzione perversa possa sviare,
un cuore fermo 
che resista con coraggio ad ogni avversità,
un cuore libero 
che nessuna torbida passione possa vincere. 

Concedimi, ti prego, una volontà che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi, 
una vita che ti piaccia, 
una perseveranza che ti attenda con fiducia 
e una fiducia che alla fine giunga a possederti. 

S. Tommaso d’Aquino

Frammenti di Cielo

S.  Agostino ha detto:

“Nutri la tua anima con la lettura biblica: essa ti preparerà un banchetto spirituale”.

“La preghiera muore, quando il desiderio si raffredda”.

S. Tommaso d’Aquino ha detto:

“La preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non sa, ma per spingere verso Dio l’animo di chi prega.”

S. Girolamo ha detto:

“Chi è assiduo nella lettura della Parola di Dio, quando legge si affatica, ma in seguito è felice perché gli amari semi della lettura producono in lui i dolci frutti.

“Studiamo ora che siamo sulla terra quella Realtà la cui conoscenza resterà anche quando saremo in cielo”.

“Preghi? Sei tu che parli allo Sposo. Leggi? E’ lo Sposo che parla a te”.

S. Ignazio di Loyola ha detto:

“Pregare è seguire Cristo che va tra gli uomini, quasi accompagnandolo”.

S. Caterina da Bologna ha detto:

La preghiera è l’estatica contemplazione dell’ Altissimo, nella sua infinita bellezza e bontà: uno sguardo semplice e amoroso su Dio”.

S. Giovanni Crisostomo ha detto:

“L’uomo che prega ha le mani sul timone della storia”.

S. Giovanni Damasceno ha detto:

“La preghiera è un’elevazione della mente a Dio”.

S. Ignazio d’Antiochia ha detto:

Procurate di riunirvi più frequentemente per il rendimento di grazie e per la lode a Dio. Quando vi radunate spesso le forze di satana sono annientate ed il male da lui prodotto viene distrutto nella concordia della vostra fede.

S. Bernardo di Chiaravalle ha detto:

“I tuoi desideri gridino a Dio. la preghiera è una pia tensione del cuore verso Dio.”

Tertulliano ha detto:

L’unico compito della preghiera è richiamare le anime dei defunti dallo stesso cammino della morte, sostenere i deboli, curare i malati, liberare gli indemoniati, aprire le porte del carcere, sciogliere le catene degli innocenti. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti. (L’orazione, cap. 29)

Charles de Focauld ha detto:

“Bisogna lodare Dio. Lodare è esprimere la propria ammirazione e nello stesso tempo il proprio amore, perchè l’amore è inseparabilmente unito ad un’ammirazione senza riserve.

Dunque, lodare significa struggersi ai suoi piedi in parole di ammirazione e d’amore. Significa ripe-tergli che Egli è infinitamente perfetto, infinitamente amabile, infinitamente amato.

Significa dirgli che Egli è buono e che l’amiamo”.

Maestro Eckhart ha detto:

“Perchè preghiamo?.. Perchè Dio nasca nell’anima e l’anima rinasca in Dio…Un essere tutto intimo, tutto raccolto ed uno in Dio: questa è la Grazia, questo significa “Iddio con te”.

S.Teresa di Gesù ha detto:

L’orazione mentale non è altro, per me, che un intimo rapporto di amicizia, un frequente tratteni-mento, da solo a solo, con Colui da cui sappiamo d’essere amati. (Vita 8,5)

… la porta per cui mi vennero tante grazie fu soltanto l’orazione. Se Dio vuole entrare in un’anima per prendervi le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha altra via che questa, perché Egli la vuole sola, pura e desiderosa di riceverlo. (Vita 8,9)

Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando.

…nel cominciare il cammino dell’orazione si deve prendere una risoluzione ferma e decisa di non fermarsi mai, né mai abbandonarla. Avvenga quel che vuole avvenire, succeda quel che vuole succede-re, mormori chi vuole mormorare, si fatichi quanto bisogna faticare, ma piuttosto di morire a mezza strada, scoraggiati per i molti ostacoli che si presen-tano, si tenda sempre alla méta, ne vada il mondo intero. (Cammino di perfezione 21,4)

Pensate di trovarvi innanzi a Gesù Cristo, conversate con Lui e cercate di innamorarvi di Lui, tenendolo sempre presente. (Vita 12,2)

La continua conversazione con Cristo aumenta l’amore e la fiducia. (Vita 37,5)

Buon mezzo per mantenersi alla presenza di Dio è di procurarvi una sua immagine o pittura che vi faccia devozione, non già per portarla sul petto senza mai guardarla, ma per servirsene ad intrattenervi spesso con Lui ed Egli vi suggerirà quello che gli dovete dire.

Se parlando con le creature le parole non vi mancano mai, perché vi devono esse mancare parlando con il Creatore? Non temetene: io almeno non lo credo! (Cammino di perfezione 26,9)

Non siate così semplici da non domandargli nulla! (Cammino di perfezione 28,3)

Chiedetegli aiuto nel bisogno, sfogatevi con Lui e non lo dimenticate quando siete nella gioia, parlandogli non con formule complicate ma con spontaneità e secondo il bisogno. (Vita 12,2)

Cercate di comprendere quali siano le risposte di Dio alle vostre domande.Credete forse che Egli non parli perché non ne udiamo la voce? Quando è il cuore che prega, Egli risponde. (Cammino di perfezione 24,5)

A chi batte il cammino della preghiera giova molto un buon libro.

Per me bastava anche la vista dei campi, dell’acqua, dei fiori: cose che mi ricordavano il Creatore, mi scuotevano, mi raccoglievano, mi servivano da libri. (Vita 9,5)

Per molti anni, a meno che non fosse dopo la Comunione, io non osavo cominciare a pregare senza libro. (Vita 4,9)

E’ troppo bella la compagnia del buon Gesù per dovercene separare! E’ altrettanto si dica di quella della sua Santissima Madre. (Seste Mansioni 7,13)

… fate il possibile di stargli sempre accanto. Se vi abituerete a tenervelo vicino ed Egli vedrà che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per contentarlo, non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non ve lo potrete togliere d’attorno.

L’avrete con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio. Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico? (Cammino di perfezione 26,1)

Poiché Gesù vi ha dato un Padre così buono, procurate di essere tali da gettarvi fra le sue braccia e godere della sua compagnia.

E chi non farebbe di tutto per non perdere un tal Padre? Quanti motivi di consolazione! Li lascio alla vostra intuizione! In effetti, se la vostra mente si mantiene sempre tra il Padre e il Figlio, interverrà lo Spirito Santo ad innamorare la vostra volontà col suo ardentissimo amore. (Cammino di perfezione 27, 6-7)

Quelli che sanno rinchiudersi nel piccolo cielo della loro anima, ove abita Colui che la creò e che creò pure tutto il mondo, e si abituano a togliere lo sguardo e a fuggire da quanto distrae i loro sensi, vanno per buona strada e non mancheranno di arrivare all’acqua della fonte.

Essendo vicinissimi al focolare, basta un minimo soffio dell’intelletto perché si infiammino d’amore, già disposti come sono a ciò, trovandosi soli con il Signore, lontani da ogni oggetto esteriore. (Cammino di perfezione 28,5.8)

Per cominciare a raccogliersi e perseverare nel raccoglimento, si deve agire non a forza di braccia ma con dolcezza. Quando il raccoglimento è sincero, l’anima sembra che d’improvviso s’innalzi sopra tutto e se ne vada, simile a colui che per sottrarsi ai colpi di un nemico, si rifugia in una fortezza.

Dovete saper che questo raccoglimento non è una cosa soprannaturale, ma un fatto dipendente dalla nostra volontà e che noi possiamo realizzare con l’aiuto di Dio. (Cammino di perfezione 28,6; 29,4)

Sapevo benissimo di avere un’anima, ma non ne capivo il valore, né chi l’abitava, perché le vanità della vita mi avevano bendati gli occhi per non lasciarmi vedere.

Se avessi inteso, come ora, che nel piccolo albergo dell’anima mia abita un Re così grande, mi sembra che non l’avrei lasciato tanto solo…e sarei stata più diligente per conservami senza macchia. (Cammino di perfezione 28,11)

Non si creda che nuoccia al raccoglimento il disbrigo delle occupazioni necessarie.

Dobbiamo ritirarci in noi stessi, anche in mezzo al nostro lavoro, e ricordarci di tanto in tanto, sia pure di sfuggita, dell’Ospite che abbiamo in noi, per-suadendoci che per parlare con Lui non occorre alzare la voce. (Cammino di perfezione 29,5)

Il Signore ci conceda di non perdere mai di vista la sua divina presenza! (Cammino di perfezione 29,8)

Quando un’anima… non esce dall’orazione fermamente decisa a sopportare ogni cosa, tema che la sua orazione non venga da Dio. (Cammino di perfezione 36,11)

Quando un’anima si unisce così intimamente alla stessa misericordia, alla cui luce si riconosce il suo nulla e vede quanto ne sia stata perdonata, non posso credere che non sappia anch’essa perdonare a chi l’ha offesa.

Siccome le grazie ed i favori di cui si vede inon-data le appariscono come pegni dell’amore di Dio per lei, è felicissima di avere almeno qualche cosa per testimoniare l’amore che anch’ella nutre per lui. (Cammino di perfezione 36,12)

La preghiera non è qualcosa di statico, è un’amicizia che implica uno sviluppo e spinge a una trasformazione, a una somiglianza sempre più forte con l’amico. (da L’amicizia con Cristo, cap VII)

Detti dei Padri del deserto:

L’importanza della preghiera del mattino

Non appena ti levi dopo il sonno, subito, in primo luogo, la tua bocca renda gloria a Dio e intoni cantici e salmi, poiché la prima preoccupazione, alla quale lo Spirito si apprende fin dall’aurora, esso continua a macinarla, come una mola, per tutto il giorno, sia grano sia zizzania. Perciò sii sempre il primo a gettar grano, prima che il nemico getti la zizzania.

Pregare prima di ogni cosa

Un anziano diceva: “Non far nulla senza pregare e non avrai rimpianti”

Detti di S. Isidoro

“Chi vuole essere sempre unito a Dio, deve pregare spesso e leggere spesso, perché nella preghiera siamo noi che parliamo a Dio, ma nella lettura della Bibbia è Dio che parla a noi”.

“Tutto il progresso spirituale si basa sulla lettura e sulla meditazione: ciò che ignoriamo, lo impariamo con la lettura; ciò che abbiamo imparato, lo conser-viamo con la meditazione.”

“La lettura della Bibbia ci procura un duplice vantaggio: istruisce la nostra intelligenza e ci introdu-ce all’amore per Iddio distogliendoci dalle cose vane.”

“Nessuno può capire il senso della Bibbia, se non acquista consuetudine e familiarità con essa mediante la lettura”.

Detti di S. Pacomio

Mettiamo freno all’effervescenza dei pensieri che ci angosciano e che salgono dal nostro cuore come acqua in ebollizione, leggendo le Scritture e ruminandole incessantemente…e ne sarete liberati .

Detti di Arisitide l’Apologeta

“E’ per la preghiera dei cristiani che il mondo sta in piedi”.

Detti di Evagrio Pontico

“La preghiera è sorgente di gioia e di grazia”.

“Quando, dedicandoti alla preghiera, sei giunto al di sopra di ogni altra gioia, allora veramente hai trovato la preghiera.

Detti di Giovanni Climaco

“La preghiera è sostegno del mondo, riconciliazione con Dio, misura del progresso spirituale, giudizio del Signore prima del futuro giudizio”.

Detti di Barsanufio

“Anche tu, mentre resti tra gli uomini, aspettati tribolazioni, rischi e urti alla sensibilità. Ma se raggiungi il porto del silenzio, per te preparato, non avrai più paura”

“Osserva, fratello, quanto siamo meschini: parliamo soltanto con le labbra e le nostre azioni mostrano che siamo differenti da ciò che diciamo”

“Evita la collera quanto puoi, non giudicare nessuno e specialmente quelli che ti mettono alla prova. Pensandoci bene, capirai che sono loro che ti conducono alla maturità”

“Mi hai scritto chiedendo che pregassi per i tuoi peccati. Ti dirò la stessa cosa: Prega per i miei”

Detti di S. Serafino di Sarov

Seminare la gioia è importante: aiuta lo spirito dell’uomo a restare davanti al volot di Dio

L’amore per le chiacchiere è anche amore per la pigrizia. Se non capisci te stesso cosa puoi insegnare agli altri ? taci, taci sempre, ricordati costantemente della presenza di Dio e del suo amore.

Il digiuno non consiste solo nel mangiare raramente, ma nel mangiare poco. Non ha senso che chi digiuna, dopo aver atteso con impazienza l’ora del pasto, si precipiti aconsumare il cibo con voracità corporale e mentale.

Insegnare è facile come scagliare pietre dal’alto di un campanile. Mettere in pratica quello che si insegna invece è difficile come portare pietre in cima al campanile.

Non seguiamo la via dello scoraggiamento: Cristo ha vinto ogni cosa.

Come il ferro si abbandona all’incudine così io affido la mia volontà a Dio.

Il fine della vita cristiana è uno solo: è ottenere lo Spirito Santo. La preghiera, il digiuno, le veglie, l’elemosina e ogni altra buona azione, fatta in nome di Cristo, sono solo mezzi per ottenere lo Spirito Santo.

La salit verso il Regno richiede pazienza e generosità. Non si vince facilmente l’attaccamento alle vanità di questo mondo.

“Vegliate e pregate per non cadere in tentazione” Mt 26,41, cioè per non essere privati dello spirito di Dio; le veglie e la preghiera infatti ci aprono alla sua grazia.

Tutti possono pregare! Il ricco e il povero, il forte e il debole, il sano e il malato, il santo e il peccatore. La preghiera è sempre a nostra disposizione, più di ogni altra cosa.

Quando in un cuore discende lo Spirito Santo è bene essere assolutamente silenziosi da sentire chiaramente la sua voce e capire la luce che ci dona.

E’ impossibile per il demonio far perire una persona a meno che smetta di invocare la Madre di Dio.

Acquista e conserva la pace interiore e migliaia intorno a te troveranno la salvezza.

La pace si acquista attraverso le tribolazioni. Chi vuole amare di Dio deve superare molte prove.

Nulla aiuta di più la pace interiore che il silenzio: il dialogo icessante con se stessi e il silenzio con gli altri.

Non bisogna mai esagerare in nulla, ma fare in modo che il nostro amico, il corpo, rimanga fedele e partecipi alla nostra vita interiore.

Bisogna essere pazienti verso se stessi e sopportare le proprie mancanze come si sopportano quelle degli altri, ma bisogna anche non lasciarsi prendere dalla pigrizia e sforzarsi di sempre migliorare.

Davanti alle nostre mancanze non arrabbiamoci, non aggiungiamo un male ad un altro male, ma conserviamo la pace interiore, e dedichiamoci con coraggio a convertirci. La virtù non è una pera che si mangia in un solo boccone.

Dobbiamo attenderci gli attacchi del demonio. Come possiamo sperare che ci lascierà tranquilli se ha tentato anche nostro Signore Gesù ?

Se Dio abbandonasse l’uomo a sé stesso, il diavolo sarebbe pronto a ridurlo in polvere come un chicco di grano sotto la macina.

Guardati dallo spirito di scoraggiamento, perché di qui nasce ogni male.

Per custodire la pace bisogna fuggire la tristezza e conservare sempre lo spirito allegro: nella tristezza non c’è alcun giovamento. Quando il corpo è indebolito dalla malattia è un segno della misericordia di Dio…la malattia indebolisce le passioni e l’uomo rientra in se stesso.

Il Signore ha creato il corpo non le malattie, ha creato l’anima non il peccato. Se perdiamo l’amore di Dio diventiamo preda di numerosi mali.

Dobbiamo trattare il prossimo con dolcezza, stando attenti a non offenderlo in alcun modo. Quando voltiamo le spalle a qualcuno o lo offendiamo, è come se mettessimo una pietra sul nostro cuore.

Giudica te stesso, allora cesserai di giudicare gli altri.

Non bisogna mai vendicarci di un’offesa, qualunque essa sia, al contrario dobbiamo perdonare di tutto cuore a chi ci ha offesi, anche se il nostro cuore si oppone. Dio ci chied inimicizia solo col serpente che fin da principio ha indotto l’uomo in tenatazione e l’ha cacciato dal paradiso.

Se credi di essere staccato dalla tua volontà, ma conservi l’attaccamento a qualcosa, vuol dire che non sei staccato da nulla; nemmeno da quelle cose da cui ti credevi libero.

I peccati degli altri sono in profondità anche i nostri.

O Divina Provvidenza

O Divina Provvidenza!

Nulla è più amabile e adorabile di Te, che maternamente alimenti l’uccello dell’aria e il fiore del campo: i ricchi e i poverelli!

Tu apri le vie di Dio e compi i grandi disegni di Dio nel mondo! In Te ogni nostra fiducia, o Santa Provvidenza del Signore, perché tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi!

Col divino aiuto, non ti voglio più indagare, non ti voglio più legare le mani: non ti voglio più storpiare; ma solo voglio interamente abbandonarmi nelle tue braccia, sereno, tranquillo.
Fa’ che ti prenda come sei, con la semplicità del bambino, con quella fede larga che non vede confini! Divina

Provvidenza!
Da’ a me povero servo e ciabattino tuo, e alle anime che pregano e lavorano in silenzio e sacrificio di vita intorno ai poverelli, da’ ai cari benefattori nostri quella latitudine di cuore, di carità che non misura il bene col metro, né va con umano calcolo: la carità che è soave e dolce, che si fa tutta a tutti: che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri silenziosamente: la carità che edifica e unifica in Gesù Cristo, con semplicità e candore.

O Santa Divina Provvidenza!
Ispiratrice e madre di quella carità che è la divisa di Cristo e dei suoi discepoli: anima tu, conforta e largamente ricompensa in terra e in cielo quanti, nel nome di Dio, fanno da padre, da madre, da fratelli, da sorelle agli infelici.

San Luigi Orione

Gesù eccoti il mio cuore

Affrettati, o Gesù, eccoti il mio cuore.
L’anima mia è povera e nuda di virtù, le paglie di tante mie imperfezioni ti pungeranno e ti faranno piangere. Ma, o mio Signore, è tutto quello che ho.
Mi commuove la tua povertà, mi intenerisce, mi strappa le lacrime.
Gesù abbellisci l’anima mia con la tua presenza, adornala con le tue grazie, brucia queste paglie e cambiale in soffice giaciglio per il tuo santissimo corpo di neonato.
Gesù, ti aspetto. Molti ti rifiutano. Fuori spira un vento glaciale, vieni nel mio cuore.
Sono povero, ma ti riscalderò più che posso. Almeno voglio che ti compiaccia del mio grande desiderio di farti buona accoglienza, di volerti un gran bene, di sacrificarmi per te.

Preghiera a San Giuseppe Moscati per un ammalato grave

Tante volte mi sono rivolto a te, o medico santo, e tu mi sei venuto incontro. Ora ti prego con sincero affetto, perché il favore che ti domando richiede un tuo particolare intervento (nome) si trova in gravi condizioni e la scienza medica può fare ben poco. Tu stesso hai detto: «Che cosa possono fare gli uomini? Che cosa possono opporre alle leggi della vita? Ecco la necessità del rifugio in Dio». Tu, che hai risanato tante malattie ed hai soccorso tante persone, accogli le mie suppliche e ottienimi dal Signore di vedere esauditi i miei desideri. Concedimi anche di accettare la santa volontà di Dio e una fede grande per accogliere le disposizioni divine. Amen.

Padre di bontà

Padre di bontà, padre di amore, ti benedico ti lodo e ti ringrazio perché per amore ci hai dato Gesù.

Grazie Padre, perché alla luce del tuo Spirito comprendiamo che Lui è la luce, la verità, il Buon Pastore, che è venuto perché noi abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza.
Oggi, Padre, mi voglio presentare davanti a te come tuo figlio.
Tu mi conosci per nome. Volgi i tuoi occhi di Padre amoroso sulla mia vita. Tu conosci il mio cuore e le ferite della mia vita. Tu conosci tutto quello che avrei voluto fare e che non ho fatto; quello che ho compiuto io e il male che mi hanno fatto gli altri. Tu conosci i miei limiti, i miei errori e il mio peccato.

Conosci i traumi e i complessi della mia vita. Oggi, Padre, ti chiedo, per l’amore verso il tuo figlio Gesù Cristo, di effondere sopra di me il tuo Santo Spirito, perché il calore del tuo amore salvifico penetri nel più intimo del mio cuore. Tu che sani i cuori affranti e fasci le ferite, guarisci qui ed ora la mia anima, la mia mente, la mia memoria e tutto il mio spirito. Entra in me, Signore Gesù, come entrasti in quella casa, dove stavano i tuoi discepoli pieni di paura. Tu apparisti in mezzo a loro e dicesti: “Pace a voi”. Entra nel mio cuore e donami la pace; riempimi d’amore. Noi sappiamo che l’amore scaccia il timore. Passa nella mia vita e guarisci il mio cuore. Sappiamo, Signore Gesù, che tu lo fai sempre, quando te lo chiediamo; ed io lo sto chiedendo con Maria, nostra Madre, che era alle nozze di Cana quando non c’era più vino e tu rispondesti al suo desiderio cambiando l’acqua in vino. Cambia il mio cuore e dammi un cuore generoso un cuore affabile, pieno di bontà, un cuore nuovo. Fa spuntare in me i frutti della tua presenza. Donami i frutti del tuo Spirito che sono amore, pace e gioia. Che scenda su di me lo spirito delle beatitudini, perché possa gustare e cercare Dio ogni giorno,vivendo senza complessi e senza traumi insieme agli altri, alla mia famiglia, ai miei fratelli. Ti rendo grazie, o Padre, per quello che oggi stai compiendo nella mia vita. Ti ringrazio con tutto il cuore, perché mi guarisci, perché mi liberi,perché spezzi le mie catene e mi doni la libertà. Grazie, Signore Gesù, perché sono tempio del tuo Spirito e questo tempio non si può distruggere, perché è la casa di Dio. Ti ringrazio, Spirito Santo, per la fede, per l’amore che hai messo nel mio cuore. Come sei grande, Signore, Dio Trino ed Uno! Che Tu sia benedetto e lodato, o Signore!

AMEN.

Padre Emiliano Tardiff

Spirito Santo, insegnami a pregare

Spirito Santo, vieni in aiuto alla mia debolezza e insegnami a pregare.
Senza di te, Spirito del Padre, non so cosa devo chiedere, né come chiederlo.
Tu vieni in mio soccorso e prega il Padre per me, con sospiri che nessuna parola può esprimere.
Spirito di Dio, tu conosci il mio cuore: prega in me come il Padre vuole.
Spirito Santo, vieni in aiuto alla mia debolezza e insegnami a pregare.
Amen

Preghiera di Papa Francesco alla Santa Famiglia

Gesù, Maria e Giuseppe,
a voi, Santa Famiglia di Nazareth,
oggi, volgiamo lo sguardo
con ammirazione e confidenza;
in voi contempliamo
la bellezza della comunione nell’amore vero;
a voi raccomandiamo
tutte le nostre famiglie.

Santa Famiglia di Nazareth,
scuola attraente del santo Vangelo:
insegnaci a imitare le tue virtù
con una saggia disciplina spirituale,
donaci lo sguardo limpido
che sa riconoscere l’opera della Provvidenza
nelle realtà quotidiane della vita.

Santa Famiglia di Nazareth,
custode fedele del mistero della salvezza:
fa’ rinascere in noi la stima del silenzio,
rendi le nostre famiglie cenacoli di preghiera
e trasformale in piccole Chiese domestiche,
rinnova il desiderio della santità,
sostieni la nobile fatica
del lavoro, dell’educazione,
dell’ascolto, della reciproca comprensione
e del perdono.

Santa Famiglia di Nazareth,
ridesta nella nostra società la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
bene inestimabile e insostituibile.
Ogni famiglia sia dimora accogliente
di bontà e di pace
per i bambini e per gli anziani,
per chi è malato e solo,
per chi è povero e bisognoso.

Gesù, Maria e Giuseppe
voi con fiducia preghiamo,
a voi con gioia ci affidiamo.

Da ricco che eri, Signore Gesù

Signore Gesù, da grande e ricco che eri, ti sei fatto piccolo e povero. Tu hai scelto di nascere fuori di casa in una stalla, di essere fasciato in poveri panni, di essere deposto in una mangiatoia tra un bue e un asinello. Abbraccia l’anima mia, quel divino presepio, premi le labbra sui piedini di Gesù. Baciali tutti e due. Medita le veglie dei pastori, contempla il coro degli Angeli e canta insieme a loro con la bocca e con il cuore: «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà».