FONTE DI VITA : VERSETTI DELLA BIBBIA

«Il Signore scruta i cuori e penetra in ogni intimo pensiero; se lo ricercherai, ti si farà trovare; se invece l’abbandonerai, egli ti rigetterà per sempre» (1 Cr 28, 9).

«U Signore sarà con voi, se voi sarete con lui; se lo ricercherete, si lascerà trovare da voi, ma se lo abbandonerete, vi abbandonerà» (2 Cr 15,2).

«Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e ve­drò il volto di Dio?» (Sai 41,2-3).

«O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua glo­ria» (Sai 62,2-3).

«Cercate il Signore con cuore semplice. Egli infatti si lascia trova­re da quanti non lo tentano, si mostra a coloro che non ricusano di cre­dere in lui. I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio… La sapienza non entra in un’anima che opera il male né abita in un corpo schiavo del peccato» (Sap 1,1-4).

«La Sapienza (= il Signore) facilmente è contemplata da chi l’ama e trovata da chiunque la ricerca. Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano. Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta» (Sap 6,12-14).

«La mia anima anela a te di notte, al mattino il mio spirito ti cer­ca» (Is 26,9).

«Darò loro un cuore capace di conoscermi, perché io sono il Si­gnore; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio, se torneranno a me con tutto il cuore» (Ger 24, 7).

«Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il cuore; mi lascerò trovare da voi, dice il Signore» (Ger 29, 13-14).

«Così dice il Signore: cercate me e vivrete!» (Am 5,4).

«Ecco verranno giorni – dice il Signore Dio — in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d’ascoltare la parola del Signore» (Am 8,11).

LETTURE DALL’UFFICIO DELLE LETTURE

Versetto
V. Ritornate al Signore, vostro Dio:
R. egli è buono e perdona.

Prima Lettura
Dalla lettera agli Ebrei 7, 11-28

Il sacerdozio eterno di Cristo
Se la perfezione ci fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico — sotto di esso il popolo ha ricevuto la legge — che bisogno c’era che sorgesse un altro sacerdote alla maniera di Melchisedek, e non invece alla maniera di Aronne? Infatti, mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un mutamento della legge. Questo si dice di chi è appartenuto a un’altra tribù, della quale nessuno mai fu addetto all’altare. E` noto infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda e di questa tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio.
Ciò risulta ancor più evidente dal momento che, a somiglianza di Melchisedek, sorge un altro sacerdote, che non è diventato tale per ragione di una prescrizione carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile. Gli è resa infatti questa testimonianza:
Tu sei sacerdote in eterno
alla maniera di Melchisedek. (Sal 109, 4).
Si ha così l’abrogazione di un ordinamento precedente a causa della sua debolezza e inutilità — poiché la legge infatti non ha portato nulla alla perfezione — e l’introduzione di una speranza migliore, grazie alla quale ci avviciniamo a Dio.
Inoltre ciò non avvenne senza giuramento. Quelli infatti diventavano sacerdoti senza giuramento; costui al contrario con un giuramento di colui che gli ha detto:
Il Signore ha giurato e non si pentirà:
tu sei sacerdote per sempre. (Sal 109, 4).
Per questo, Gesù è diventato garante di un’alleanza migliore.
Inoltre, quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo; egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore.
Tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; egli non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso. La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti all’umana debolezza, ma la parola del giuramento, posteriore alla legge, costituisce il Figlio che è stato reso perfetto in eterno.

Responsorio   Cfr. Eb 5, 5. 6; 7. 20. 21
R. Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse: * Tu sei sacerdote per sempre, al modo di Melchisedek.
V. I figli di Levi diventavano sacerdoti senza giuramento; Gesù al contrario con un giuramento di colui che gli ha detto:
R. Tu sei sacerdote per sempre, al modo di Melchisedek.

Seconda Lettura
Dal trattato «Sulla fede: a Pietro» di san Fulgenzio di Ruspe, vescovo.
(Cap. 22, 62; CCL 91a, 726. 750-751)

Egli offrì se stesso per noi
Nei sacrifici delle vittime materiali, che la stessa santissima Trinità, solo vero Dio del Nuovo e Vecchio Testamento, comandava venissero offerti dai nostri padri, veniva prefigurato il graditissimo dono di quel sacrificio con cui l’unico Figlio di Dio avrebbe offerto misericordiosamente se stesso per noi.
Egli, infatti, secondo l’insegnamento dell’Apostolo «ha dato se stesso per noi offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore» (Ef 5, 2). Egli è vero Dio e vero pontefice, che è entrato per noi nel santuario non con il sangue di tori e di capri ma con il suo sangue. E questo stava a significare allora quel pontefice che ogni anno entrava nel Santo dei santi con il sangue delle vittime.
Questi è dunque colui che in sé solo offrì tutto quello che sapeva essere necessario per il compimento della nostra redenzione, egli che è al tempo stesso sacerdote, sacrificio, Dio e tempio: sacerdote, per mezzo del quale siamo riconciliati, sacrificio che ci riconcilia, Dio a cui siamo riconciliati, tempio in cui siamo riconciliati. Tuttavia come sacerdote, sacrificio e tempio era uomo e solo, perché Dio operava queste cose in quanto uomo. Invece come Dio non era una Persona sola perché il Verbo realizzava le medesime cose con il Padre e lo Spirito Santo. Credi dunque con fede saldissima e non dubitare affatto che lo stesso Unigenito Dio, Verbo fatto uomo, si è offerto per noi in sacrificio e vittima a Dio in odore di soavità; a lui, insieme al Padre e allo Spirito Santo, al tempo dell’Antico Testamento venivano sacrificati animali dai patriarchi, dai profeti e dai sacerdoti; e a lui, ora, cioè al tempo del Nuovo Testamento, con il Padre e lo Spirito Santo con i quali è un solo Dio, la santa Chiesa cattolica non cessa di offrire in ogni parte della terra il sacrificio del pane e del vino nella fede e nell’amore.
Nelle antiche vittime materiali venivano significati e la carne di Cristo che egli, senza peccato, avrebbe offerto per i nostri peccati, e il suo sangue che avrebbe versato in remissione dei nostri peccati. In questo sacrificio poi c’è il ringraziamento e il memoriale della carne di Cristo, offerta per noi, e del sangue che lo stesso Dio sparse per noi.
Di questo sangue san Paolo dice negli Atti degli Apostoli: «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistato con il suo sangue» (At 20, 28). In quei sacrifici si rappresentava con figure ciò che sarebbe stato donato a noi. In questo sacrificio invece si mostra all’evidenza ciò che ci è stato già donato. In quei sacrifici veniva preannunziato il Figlio di Dio che doveva essere ucciso per gli empi, in questo lo si annunzia già ucciso per gli empi, secondo quanto attesta l’Apostolo: «Mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito» (Rm 5, 6) e «quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo» (Rm 5, 10).

Responsorio   Cfr. Col 1, 21-22; Rm 3, 25
R. Voi un tempo eravate stranieri e nemici, con la mente intenta alle opere cattive; ora Dio vi ha riconciliati con il sacrificio del corpo di Cristo, *
per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto.
V. Dio lo ha stabilito come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue,
R. per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto.

TEMI DI MISTICA CRISTIANA

Che cos’è la mistica? Per comprenderla partiamo da una riflessione sul termine stesso. Esso deriva dal verbo greco “muw”, che racchiude in sé un duplice significato: “a) sono chiuso dentro; b) sto calmo, mi quieto, sto silenzioso, cesso“.

Già da qui possiamo intuire come la mistica sia una sorta di introduzione nel mistero divino, un collocarvisi dentro, un fare, in buona sostanza, un tutt’uno con lui. Ma in quale modo? Ed ecco che ci soccorre la seconda parte del significato. Essa ci invita a fare silenzio dentro di noi, spogliandoci dalla frenesia e dalle urgenze quotidiane, per creare in noi una sorta di mare calmo, che ci immerge nell’affascinante mondo del silenzio interiore.

OGNI CROCE E’ PER NOI UN GRANDE DONO DI DIO

Gli ebrei raccolsero le pietre per lapidare Gesù. Gesù rispose loro: “Ti ho mostrato molte buone opere di mio Padre. Per quale di questi stai cercando di lapidarmi? ” Giovanni 10: 31–32

Mentre ci avviciniamo alla Settimana Santa e al Venerdì Santo, iniziamo a vedere che l’odio cresceva verso Gesù. Proprio come abbiamo visto nella riflessione di ieri, questo non ha senso. Odiare Gesù e desiderare di lapidarlo a morte è un atto della più grande irrazionalità. Ma è quello che è successo. A poco a poco, quelli che erano contro Gesù crebbero in audacia fino a quando arrivò quel giorno ultimo, quando lasciò la sua vita per noi e accettò volentieri la sua morte.

Nelle prossime due settimane è bello affrontare questa irrazionalità e persecuzione a testa alta. È bello vedere l’odio di così tanti e nominarlo per quello che è. No, non è un pensiero piacevole, ma è realtà. È il mondo in cui viviamo. Ed è una realtà che tutti dovremo affrontare nella nostra vita.

Quando affrontiamo il male e la persecuzione, dovremmo farlo come fece Gesù. Lo affrontò senza paura. Lo affrontò con la verità e non accettò mai le menzogne ​​e le calunnie che così tanti gli lanciavano contro.

Il fatto è che più ci avviciniamo a Dio, maggiore sarà la persecuzione e l’odio che incontreremo. Ancora una volta, questo potrebbe non avere senso per noi. È facile pensare che se siamo vicini a Dio e lottiamo per la santità, tutti ci ameranno e ci loderanno. Ma non è stato così per Gesù e nemmeno per noi.

Una chiave per la santità è che nel mezzo della persecuzione, della sofferenza, delle difficoltà e del dolore, siamo fermi nella verità. È sempre allettante pensare che dobbiamo fare qualcosa di sbagliato quando le cose non vanno per il verso giusto. È facile essere confusi dalle bugie e dalle calunnie che il mondo ci lancia quando cerchiamo di difendere il bene e la verità. Una cosa che Dio vuole da noi, nel mezzo delle nostre croci, è purificare la nostra fede e decidere di rimanere saldi nella Sua Parola e Verità.

Quando affrontiamo una croce o qualche persecuzione può essere come essere colpiti alla testa. Potremmo sentirci come se fossimo confusi e potremmo lasciarci prendere dal panico e dalla paura. Ma questi sono i tempi, più di ogni altro, in cui dobbiamo essere forti. Dobbiamo rimanere umili ma profondamente condannati per tutto ciò che Dio ci ha detto e ci ha rivelato. Questo approfondisce la nostra capacità di fidarci di Dio in tutte le cose. È facile dire che ci fidiamo di Dio quando la vita è facile, è difficile fidarsi di Lui quando la croce che affrontiamo è piuttosto pesante.

Rifletti, oggi, sul fatto che, qualunque sia la tua croce, è un dono di Dio in quanto desidera rafforzarti per uno scopo più grande. Come diceva ripetutamente San Giovanni Paolo Magno durante il suo pontificato, “Non aver paura!” Affronta le tue paure e lascia che Dio ti trasformi in mezzo a loro. Se lo fai, scoprirai che le tue più grandi lotte nella vita si rivelano in realtà le tue più grandi benedizioni.

Signore, mentre ci avviciniamo alla commemorazione della tua stessa sofferenza e morte, aiutami a unire le mie croci alle tue. Aiutami a vedere nella mia lotta quotidiana la tua presenza e forza. Aiutami a vedere lo scopo che hai per me nel mezzo di queste sfide. Gesù io credo in te.