Alexandrina accoglie le legnanze di Gesù e fa da sua portavoce

«Figlia mia, chiedi, dì al mio cardinale, al mio caro Cerejeira (carcimale di Lisbona e Patriarca del Portogallo) scelto da me per tanto alto com­pito, che parli al suo popolo: chieda, chieda ai prelati che facciano altrettanto: si faccia molta orazione, molta penitenza per tanto tempo!

Vi sia grande vigilanza nella Chiesa, vi sia grande vigilanza nella Nazione: Salazar (capo del governo), Salazar, allerta! Vi è veleno da ogni parte.

Vi sia vigilanza nelle Nazioni: da ogni parte tentano di svilupparsi le fiamme (del male)…

E’ tanto il veleno che si diffonde!…

Agguati pieni di falsità si tramano.

Io vorrei, figlia mia, che le mie lacrime ca­dessero sul mondo intero come in un’altra ora sulla città ingrata (Gerusalemme).

Grida, grida e chiedi che gridino in tuo nome

– perchè è in nome di Gesù – che si faccia orazione, molta orazione e continua penitenza.

Che questo grido sia come la campana forza­ta da mani umane a scampanare senza tregua…»

Gesù insiste contro il peccato della carne.

Singhiozzando continuò:

«Guarda il mio divino Cuore squarciato: è il peccato, è il piacere della carne; è il peccato, è il mondo.

Il mio divin Cuore chiede amore; i crimini del mondo, le iniquità, richiedono, esigono ripa­razione.

La esigono i peccati di lussuria, le iniquità degli sposi e delle anime pie consacrate a me; la esigono le vanità: a quale scopo tanto sperpero? Questo sperpero grida al Cielo. Ciò che si spreca in vanità estinguerebbe la fame a tutti gli affamati, vestirebbe tutti gli ignudi.

Dillo al mondo, figlia mia! Diffondi le mie lagnanze.

Satana si è incarnato nella vanità, nella lussu­ria, nella disonestà. Vi è Satana nella donna e nell’uomo di oggi che vivono senza pudore una vita provocante.

Avanti, avanti, o uomini del potere!

La impurità è una finestra aperta che dà entrata a tutti i peccati mortali.

Ah, tanta innocenza perduta, tanta vita rubata al Cielo prima della sua esistenza sulla terra!

Ah, quanta iniquità umana! Io sono ferito persino da un grande numero di anziani, di vec­chi. Che orrore, che orrore! Tutto è fango.

La catena più forte e che lega più anime a Satana è la carne, è l’impurità.

Solo la catena del più grande amore e della più grande purezza può spezzarla e strappare le anime dagli artigli di Satana.

Mai l’umanità vide, mai il Cielo contemplò tale incendio di vizi, malvagità e crimini! Mai si peccò così.

Tutta la riparazione è poca.

Non vi sono giusti sulla terra per estinguere tanta iniquità, tanta gravità di crimini.

Questa è una lagnanza piena di amore del mio divin Cuore al tuo.

E’ necessario un freno, freno che leghi gli uomini pazzi per il peccato, pazzi per le passio­ni.

Si pongano freni alle passioni, ai divertimen­ti, ai balli, ai cinematografi, alle case di peccato!

Sia il freno dell’amore.

Se vi sarà purezza, se vi sarà amore, verrà dal Cielo la compassione.

Se non sarà così, l’umanità sarà salva con dolore, solo con dolore: fuoco e guerra, dolore e sangue.»

«E’ prossima l’ora della pace

(diario del 7-4-45).

Se il mondo, e più ancora il Portogallo, sapranno essere grati per la grazia che fu loro data, la pace sarà duratura. Io regnerò tra gli uomini: fra di loro ci sarà sempre la mia pace divina.

Se non mi saranno grati, se non faranno ora­zione e penitenza, se non si rialzeranno dai loro crimini, presto tutto il mondo sentirà cadergli addosso non il fuoco delle armi ma il fuoco della giustizia divina, non la distruzione fatta dagli uomini, ma la distruzione che proviene dal potere e dalla maestà di Dio.

E’ Gesù l’implorante, è Gesù il mendicante.

Chiedo amore per amore. Voglio essere amato perchè il mio Eterno Padre perdoni. Egli è adirato, adirato contro la terra; la sua indigna­zione è giusta, è santa, è divina…

Da’ retta, o mondo crudele!…

O uomini, è il Signore che vi chiama, è il Signore della terra e del Cielo, il Signore che ha creato tutto, il Signore a cui dovete rendere conto di tutta la vostra vita.

Non tardate, non indugiatevi a guardare nulla.

Presto, presto! L’ora è grave. Grida, grida, figlia mia:

batti, sveglia il mondo! Esso è impazzito nei vizi, si è addormentato nel fango melmoso. Grida presto:

sta per essere tardi per la riconciliazione.»

(Gesù è in croce) Ad una pioggia di insulti mormorava:

«Non vi smuove il mio amore e il vedermi inchiodato sulla croce.

Vi smuova almeno il timore dell’inferno, castigo eterno che è preparato per voi.

Attenzione, attenzione, peccatori, attenzione!

Ascoltate la voce del Signore.

Ascoltate, ascoltate ciò che si ode da lontano, ma un lontano che incalza, un lontano che si avvicina, un lontano che è rapido nel venire.

Ascoltate: sono fragori prodotti dalla giustizia del Signore.

Si faccia orazione, si faccia penitenza: vi sia emenda di vita!

E’ grande, molto grande, infinitamente gran­de la misericordia del Signore; è severa,infinita­mente severa la sua giustizia.

Egli è misericordia infinita, è severità infinita.

Badate, badate, state attenti: Gesù perdona, il Signore vuole perdonare, il Signore vuole il vostro pentimento.

Gesù verrà a giudicarvi. Allerta, allerta! Il Signore vi avverte: non peccate, non peccate!

E’ severa, molto severa la giustizia di Dio.

Io sono triste, molto triste, figlia mia, per il giorno della giustizia di mio Padre: il giorno dell’ira, il giorno dell’ira si avvicina, figlia mia! Guai al mondo, guai al Portogallo, se non saprà trarre profitto dalle grazie di Gesù!

Io sono triste, triste, molto triste, sposa mia. Tanti inviti, tanti avvertimenti! E la povera uma­nità non dà retta! Sono ore, sono giorni di lacri­me, di molte lacrime e non di allegria, di falsa allegria.»

Non può mancare l’intervento di Maria

«Vengo a chiederti, figlia mia, ciò che in mio nome venne a chiedere a Fatima mia Madre benedetta: penitenza, orazione, emenda di vita.

I peccatori corrono verso l’abisso della perdi­zione eterna.

Conducili tutti a me, per mezzo dell’interven­to di mia Madre benedetta…

Và, messaggera di Gesù e di Maria! Quando parlo io, parla Lei con me; quando parla Lei,

parlo io pure: i suoi desidéri sono i miei, i miei sono i suoi.

Chiama il mondo, chiamalo a me: invitalo ad amare il mio divin Cuore e quello di mia Madre benedetta.

Chiedi alle madri che La imitino nella sua missione di educatrice e di’ ai giovani e alle gio­vani che La imitino nella sua modestia, purezza e candore. Consiglia ai padri la fedeltà e l’auto­rità caritativa di San Giuseppe.

Di’ al mondo che non pecchi, che sia puro.»