4 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Il fatto che all’inizio della missione di Gesù siano state poste le
tentazioni non è senza significato: all’inizio della missione dell’uomo
e della donna sulla nostra terra c’è stata la tentazione, all’inizio
della missione di salvezza c’è un’altra volta la tentazione.
2.
C’è un parallelismo mirabile – antitetico però – tra Cristo e Adamo:
Adamo tentato, cadde; Cristo Gesù tentato, vinse ogni genere di
tentazione.
3.
Solo chi vince ogni genere di tentazione può costruire il regno di
Dio: vincere la tentazione è rimanere nel regno di Dio; cadere in
essa è passare nell’altro regno, in quello del principe di questo
mondo.
4.
Gesù è il Vincitore. Lui è anche il distruttore del regno del principe
di questo mondo: Gesù può edificare perfettamente il regno del
Padre suo.
5.
Gesù non può trasformare le pietre in pane per ragioni di volontà:
Nulla che è in Lui può nascere dalla sua volontà; tutto ciò che è in
Lui deve provenire dalla Volontà del Padre.
6.
Se Gesù avesse mutato le pietre in pane non sarebbe stato dalla
Volontà del Padre: come Adamo avrebbe anche Lui deciso il bene e
il male per la sua vita. Bene e male, giusto ed ingiusto, utile e non
utile devono essere in Lui stabiliti sempre dalla Volontà del Padre.
7.
Se invece si fosse gettato dal pinnacolo del tempio, anche questo suo
gesto non sarebbe venuto dalla Volontà del Padre: non sarebbe
venuto dalla Volontà rivelata di Dio – il diavolo aveva stravolto il
senso della rivelazione – ma non sarebbe venuto dalla Volontà
attuale del Padre, la sola che deve governare la vita di Cristo Gesù.
8.
Cristo Gesù è sempre governato dalla volontà attuale del Padre: è
questa la grande verità che accompagna la sua vita.
9.
La verità attuale del Padre gli è donata dallo Spirito Santo che si è
posato sopra di Lui: Gesù vive in perfetta comunione di verità e di
amore con lo Spirito Santo di Dio.
10.
La terza tentazione è un invito esplicito perché Cristo Gesù lasci
totalmente la volontà del Padre: è questa la tentazione dell’idolatria.
Essa avrebbe segnato la caduta totale di Cristo Gesù nella falsità.
11.
Cristo Gesù non è venuto nel mondo per comandare: Egli è venuto
per obbedire, per servire, per dare la vita in riscatto per i molti.
12.
L’ultima tentazione è tentazione contro lo stesso mistero della
salvezza: si pensa sempre poco sulla redenzione vicaria di Cristo
Gesù.
13.
Gesù è annunziato come la Luce che viene per illuminare il mondo:
la luce di Cristo è la verità e la carità del Padre che fa brillare su
ogni uomo.
14.
Gesù è venuto per instaurare sulla terra il regno di Dio: Lui non è
venuto per creare un nuovo uomo morale. Lui è venuto per formare
il regno del Padre suo. La legge del regno è una sola: fare di tutti gli
uomini un solo corpo, una sola vita, un solo servizio di carità,
nell’obbedienza alla Volontà del Padre.
15.
L’opera di Gesù non finisce con Lui: la scelta dei discepoli, di quanti
dovranno continuare la sua opera ha questo significato e questa
finalità.
16.
Gesù predica: Egli annunzia i misteri del regno. Egli invita ogni
uomo ad accogliere in lui il regno come compimento del suo stesso
mistero.
17.
Gesù insegna: Egli spiega i misteri perché siano perfettamente
compresi. La comprensione del mistero del regno si deve sempre
aggiungere alla sua predicazione.
18.
In Gesù il miracolo è dato sempre come segno: Il miracolo non è
fine, è invece manifestazione della presenza del regno in mezzo agli
uomini.
19.
La fama è necessaria alla predicazione e all’insegnamento: essa
attesta che c’è una fonte di verità e di carità alla quale ci si può
dissetare.
20.
Dove non c’è fama è cattivo segno: è segno che non c’è una sorgente
santa, dalla quale sgorga il buon nutrimento spirituale per gli
uomini.
21.
L’insegnamento dei misteri del regno deve essere sempre
accompagnato dalla nostra opera che concretamente, in realtà,
edifica il regno di Dio: Se manca l’opera l’insegnamento è falso,
inutile.
22.
L’unità tra dire il regno e fare il regno deve essere sempre
indissolubile: ogni divisione tra dire e fare, ci fa falsi annunciatori,
ma anche falsi edificatori del regno di Dio nel cuore degli uomini.