PARLAMI DI DIO – 4 – Il tuo destino è l’eternità, non questo mondo che passa

La tua vita è come il fiore del campo che spunta al mattino e appassisce la sera (cf Sal 89, 5-6). L’uomo nasce, vive e muore, ma il suo destino è l’eternità. La sua vita umana è così poco considerevole da non sembrare che un sogno. «L’uomo è come un soffio, i suoi giorni come ombra che passa» (Sal 143, 4).

Eri poco fa un ragazzino, e ora sei un adulto o un anziano: I tuoi giorni sono volati, e voleranno ancora. Hai sofferto, hai faticato per tante cose, ma ora quasi non le ricordi più, e continui ad affaccendarti senza tregua per il tuo breve futuro: un futuro che fuggirà via come il vento. Che ne sarà di te? A che cosa sei destinato? La tomba dirà forse l’ultima parola su una vita spesa per il niente?

Stolto è colui che non riflette: devi orientare la tua esistenza verso il suo vero fine e non vivere come se non dovessi mai morire, come se dovessi tu solo rimanere per sempre sulla terra. Nella vita ti poni tanti problemi, e forse trascuri di pensare al tuo vero problema: quello del tuo futuro.

Ti accontenti di pensare agli anni che verranno, eppure vedi ogni giorno la gente che muore, chi in un modo e chi in un altro. Forse pensi che, quando toccherà a te, allora ci penserai, allora programmerai la tua nuova vita? Se credi questo sbagli, perchè questa breve esistenza che vivi è tutta una preparazione a quella futura, quella dopo la morte, e ogni cosa che pensi o compi ha un suo grande valore, in positivo o negativo: è qui, sulla Terra, che decidi della tua eternità, se sarà felice o miserabile.

Tutto questo ci è stato rivelato da Dio, e una moltitudine di santi, che hanno anche avuto visioni e apparizioni, ce lo hanno confermato: come potresti non tenerne conto?

Fra tutti gli stordimenti e le distrazioni della vita sei solo davanti al tuo destino. Non sei creato per il tempo ma per l’eternità; sei destinato a partecipare alla immutabilità ed eternità di Dio. Scopo del tempo è quello di prepararti alla beatitudine eterna.

Dio ti ha chiamato a esistere a sua immagine e somiglianza (cf Gn 1, 26-27), ha seminato nel tuo animo l’aspirazione all’infinito e all’eterno. Sei capace di Dio, e perché ti appaghi delle creature? Puoi aspirare all’eternità, e perché ti attacchi a oggetti passeggeri? Riconosci finalmente il tuo destino, e, deposto ogni peso che ti intralcia, dirigiti con gioia verso di esso!

Dio ti ha promesso la vita beata senza fine con gli angeli, l’eredità incorruttibile, la gloria eterna, la dolcezza del suo volto, la dimora santa nei cieli, e, dopo la risurrezione, la fine del timore della morte. Perchè non credi a questa Rivelazione che moltissimi sapienti ritengono certa, e che inoltre è scolpita in te, nel tuo profondo?

Quando tu avrai conseguito queste promesse, e sarà tra poco, avrai raggiunto il fine per cui sei stato creato, ti inabisserai nel sommo bene che è Dio, conoscerai quello che egli conosce, amerai quello che egli ama e godrai quello che egli gode; il tuo cuore sarà colmo di felicità, non cercherai più nulla, non domanderai più nulla: ti perderai e ti ritroverai nell’eternità!