3 – BRANI DEL VANGELO MEDITATI

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8, 18-22)
In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò
di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvicinò
e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada
». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e
gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo
non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi discepoli
gli disse: «Signore, permettimi di andare prima
a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi,
e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».
Parola del Signore

Meditiamo la Parola
Il brano del vangelo di Matteo riprende quello del
vangelo di Luca. Gesù coglie l’occasione, con questi
due incontri, per spiegare quali siano le esigenze per
seguirlo. Allo scriba che dice di volerlo seguire ovunque,
il Signore pone di fronte la realtà della vita che
conduce: senza dimora e senza conforti. E al discepolo
che prima di andare con lui vuol recarsi a seppellire
il padre, Gesù risponde con parole che sembrano
dure: “lascia che i morti seppelliscano i loro
morti”, cioè lascia che chi non ha ancora conosciuto
la Vita in Dio, rimanga ad occuparsi delle cose terrene.
Chi desidera realmente seguire Gesù non può prescindere
dal doversi misurare con nuovi parametri di
vita. Il vangelo richiede sacrifici, richiede impegni
spesso inimmaginabili, perché richiede di vivere diversamente
dal mondo, dove gli uomini cercano le sicurezze
materiali, si aggrappano alle parole, alle persone,
alle emozioni. L’esistenza evangelica invece, vive
solo della Parola di Dio, vive di spirito e non più di
materia, di divino e non più di terreno.