26 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Gesù sa cosa sta per compiersi nella sua vita: Manca ancora
qualche giorno è Lui sarà consegnato in mano ai pagani per
essere crocifisso. Lui per questo è venuto a Gerusalemme,
perché si compia ogni profezia che lo riguarda. La sua fine
terrena, nel suo corpo di carne, sta per finire. Possiamo dire
che è già finita.
2.
La vita di Gesù non appartiene ai sommi sacerdoti: Se
leggiamo con attenzione ciò che decidono i sommi sacerdoti,
dobbiamo concludere che le due volontà non coincidono:
quella di Dio e quella degli uomini. Poiché solo una volontà
si deve compiere – quella di Dio – la situazione sfugge di
mano agli uomini e Gesù muore proprio nei giorni in cui i
sommi sacerdoti avevano programmato perché questo non
avvenisse.
3.
La legge dell’amore: Chi detta questa legge è lo Spirito Santo
di Dio. Essa è prima di tutto universale, verso ogni persona.
Non ci sono categorie da amare e categorie da non amare.
Persone che si debbono amare sempre e persone che non si
debbono amare mai. L’amore è un vero mistero. Questo
mistero è sempre santo se è lo Spirito di Dio a suscitarlo nel
nostro cuore.
4.
Il pensiero degli uomini sulla legge dell’amore, invece,
spesso è assai angusto, meschino, ristretto, particolare. È
per una categoria e non per le altre. È per alcuni e non per
tutti. È momentaneo e non perenne. A volte discrimina,
divide, separa, mette gli uni contro gli altri. Il cuore non
mosso dallo Spirito Santo non conosce la vera legge
dell’amore secondo Dio.
5.
Quello di Giuda fu un vero atto di vendita: È lui infatti che
chiede i soldi. Li chiede e li ottiene. Gesù è stato tradito, ma
anche venduto. Questa verità deve essere sempre ricordata
quando si parla del tradimento di Giuda. Se c’è delusione,
come pensa qualcuno, c’è anche sete di denaro e noi lo
sappiamo: “La sete di denaro è la radice di tutti i mali”.
6.
La prudenza di Gesù nell’indicare il luogo nel quale avrebbe
celebrato la Pasqua è grande. Gesù sa cosa sta per fare nel
Cenacolo: sta per istituire l’Eucaristia, il sacramento
dell’amore. Deve essere sicuro che Giuda non porti in quel
luogo santissimo nessuna persona per arrestarlo e per
questo non svela ad alcuno il luogo dove avrebbe celebrato
la Pasqua con i suoi discepoli. Le sue parole sono così
velate e misteriose che solo una volta che si è nel luogo, si
sa dove realmente si è.
7.
Anche la saggezza di Gesù nello svelare il traditore è grande.
Anche in questa circostanza Gesù è sommamente saggio,
prudente, accorto. Lui dice che in mezzo ai Dodici c’è il
traditore, ma non dice chi lui è. Non lo dice perché conosce
la natura dei suoi discepoli. La loro santità ancora è tutta da
costruire. Le reazioni di qualcuno sarebbero potute essere
anche non consone alla santità del luogo e soprattutto del
momento. Invece con la saggezza e la prudenza tutto si
svolge in modo ordinato e nella grande pace.
8.
La nuova alleanza: Con l’Istituzione dell’Eucaristia finisce
l’Antica Alleanza con i suoi infiniti e molteplici sacrifici
animali, inizia la Nuova che si celebra con ogni uomo, in ogni
tempo, con quest’unico mirabile sacrificio: il sacrificio di
Cristo Gesù che è anche comunione al suo Corpo e al suo
Sangue, come sacramento di vita eterna.
9.
L’Eucaristia mistero di semplicità: Se leggiamo l’antica
legislazione sul peccato e sui sacrifici per il peccato notiamo
subito la pesantezza di quella legge e di quelle prescrizioni.
Per ogni peccato c’era il suo sacrificio e le modalità della sua
celebrazione. Ora invece con l’Eucaristia tutto è semplice,
semplicissimo. Un pezzo di pane, qualche goccia di vino e si
celebra l’unico ed eterno sacrificio nel quale ognuno
sancisce e rinnova, vive e fa fruttificare la sua Alleanza con
Dio e con gli uomini.
10.
L’Eucaristia compimento del mistero dell’Incarnazione:
L’Eucaristia – lo possiamo ben dire – è il fine del mistero
dell’Incarnazione ed il suo compimento. È il fine perché
l’Incarnazione tende al sacrificio della croce e al sacramento
della Nuova Cena Pasquale. È anche il compimento, perché è
nell’Eucaristia e per l’Eucaristia che Dio e l’uomo, in Cristo,
diventano una sola vita. Senza l’Eucaristia l’uomo rimane
incompleto. È fuori di sé perché è fuori della sua vita. È fuori
di Dio perché è fuori del mistero dell’Eucaristia.
11.
L’Eucaristia vero sacrificio: È vero sacrificio l’Eucaristia
perché nella sua celebrazione viene attuato l’unico ed eterno
sacrificio offerto al Padre da Cristo Gesù, nel suo vero
Corpo, sulla croce, versando tutto il suo sangue. Non si
ripete il sacrificio. Esso è uno, uno solo, offerto una volta per
tutte sulla croce. Viene attuato, reso presente, è fatto
memoriale vivo dinanzi al Padre, come vero sacrificio. È
sacrificio incruento però e non più cruento.
12.
L’Eucaristia vero sacramento: È il sacramento del Corpo
offerto per noi e del Sangue versato per la Nuova ed Eterna
Alleanza. Mangiando il Corpo e bevendo il Sangue l’uomo
entra nel mistero dell’Alleanza, diviene Alleanza con il suo
Dio. Lui è il suo Dio diventano una sola cosa, una sola vita,
un solo mistero di eternità.
13.
L’Eucaristia vera Nuova Alleanza: è vera Nuova Alleanza
perché è attraverso di essa e per essa, in essa e con essa
che l’uomo diviene una cosa sola, una sola vita con il suo
Dio. In essa e per essa Dio dona tutto se stesso all’uomo,
l’uomo dona tutto se stesso a Dio. È anche in essa e per essa
che l’uomo potrà essere tutto e sempre del suo Dio. È grande
il mistero dell’Eucaristia!
14.
Gesù predice l’abbandono dei discepoli e il rinnegamento di
Pietro: Gesù sa cosa sta per accadere alla sua vita, sa anche
cosa avverrà in questa notte dei discepoli e lo annunzia loro.
Tutti lo abbandoneranno. In più Pietro lo rinnegherà. Dirà di
non conoscerlo. Questa conoscenza degli eventi, nella loro
pienezza di verità, in ogni loro particolare, anche il più
piccolo, ci attesta che Gesù va verso la sua passione con
coscienza, con volontà determinata, con obbedienza pronta.
Lui sa cosa deve vivere e si è già predisposto a farlo nella
più grande obbedienza al Padre suo.
15.
La falsa sicurezza di Pietro: Pietro è tanto sicuro di sé che
non crede alle Parole di Gesù. Si fida più di se stesso che del
suo Maestro. Il suo Maestro si sta sbagliando. Gesù invece
non si sbaglia mai. Gesù non dice cose tanto per dirle. Gesù
dice perché vede. Gesù sta vedendo Pietro mentre è in
procinto di rinnegarlo e glielo annunzia.
16.
Tristezza ed angoscia: Gesù prova tristezza per la
pesantezza del peccato del mondo che fra poco si abbatterà
sopra di Lui. Vive un momento di angoscia a causa della sua
umanità, che pur essendo perfettissima e santissima, è
sempre natura umana e la natura umana aborrisce dalla
morte. L’uomo non è stato fatto per la morte. La morte non
appartiene alla sua natura. Appartiene al peccato che lui ha
introdotto nella sua natura.
17.
La preghiera di comunione: Gesù aveva insegnato ai suoi la
grande forza di esaudimento che risiede nella preghiera di
comunione. Per questo chiede ai discepoli di pregare un po’.
Questi invece si lasciano prendere dal sonno e lasciano che
Gesù preghi da solo. La preghiera di comunione è il più
valido degli aiuti. Con essa possiamo ottenere dal Signore
ogni grazia. È sua promessa.
18.
La preghiera come richiesta di obbedienza pura e santa:
Nella preghiera noi portiamo dinanzi al Signore la nostra
umanità fragile, debole. Portiamo anche la volontà di Dio che
ci chiede un’obbedienza pronta, sollecita, immediata ad ogni
suo comando. Chiediamo che rafforzi la nostra umanità,
donandoci di compiere ogni obbedienza, di fare sempre la
sua volontà. Nella preghiera chiediamo per la nostra umanità
fragile e debole un’obbedienza pura e santa, ma anche più
pura e più santa.
19.
Pregare per non cadere in tentazione: Gesù ci avverte. Anche
se la nostra volontà è forte, anche se il nostro spirito è
pronto per affrontare il buon combattimento della fede,
abbiamo però una carne fragile, debole, inferma. La volontà
da sola non basta a superare la fragilità della carne. Occorre
tanta grazia di Dio. La grazia si ottiene con la preghiera. Chi
prega vince la tentazione. Chi non prega soccomberà sempre
ad essa.
20.
Mistero e violenza: Il mistero del peccato che dimora nella
carne dell’umanità si trasformerà sempre in violenza contro
gli altri uomini. Chi vuole abolire dal suo corpo la violenza
deve togliere necessariamente il peccato. Se il peccato non
si toglie, la violenza imperversa e fruttifica ogni sopruso sia
per il corpo che per lo spirito dei fratelli.
21.
Gesù non è un brigante: Gesù è l’uomo della perfettissima
verità. A quanti sono andati per arrestarlo Gesù dice che Lui
non è un brigante. Eppure loro sono andati per arrestarlo
come se fosse un brigante. Perché c’è questo cambiamento
nell’uomo? Perché oggi vediamo una persona di un modo e
domani di un altro? La ragione è sempre la stessa: il
peccato. Con il peccato nel cuore noi siamo assai
influenzabili. Con il peccato nel nostro cuore, il peccato del
mondo ci conquista e ci fa fare la sua volontà.
22.
Gesù è il Maestro di sempre: Gesù invece è il Maestro di
sempre. Era Maestro ieri, è Maestro anche oggi. Era il Messia
di Dio ieri, è il Messia di Dio anche oggi. Oggi per costoro
Gesù non è più il Messia perché sono stati convinti da altri
che Lui non è il loro Messia. Quando dalla verità passiamo
nella falsità che gli altri ci inculcano è segno che noi non
siamo nella grazia. Solo con la grazia nel cuore la falsità non
ha alcun potere sopra di noi. Senza la grazia, tutti possono
essere trascinati nella falsità. Di questo trascinamento però
si è colpevoli e responsabili.
23.
Il compimento delle Scritture: Con Gesù si compiono tutte le
Scritture. Dal suo concepimento fino all’ultimo respiro sulla
croce quanto è stato scritto del Messia di Dio si è compiuto
in Lui. Poiché solo in Lui tutto si è compiuto, possiamo avere
la certezza: Lui è il Messia di Dio. Chi legge con occhi liberi
l’Antica Scrittura e con gli stessi occhi la vita di Gesù deve
confessare una sola verità: Gesù il Nazareno è il Messia del
Signore. È il Messia del Signore perché in Lui tutte le parole
di Dio si sono avverate, compiute in ogni loro parte. Questa è
verità storica.
24.
Le false accuse contro Gesù non reggono: Queste false
accuse non possono reggere. Lo esige la missione di Gesù
Signore. Nessuno per tutta l’estensione della storia dovrà
pensare ad una sua trasgressione di ordine morale. Neanche
alla più piccola, ad una microscopica violazione della Legge
di Dio. Gesù è il Santissimo in mezzo a noi. Una falsa
testimonianza accolta in un pubblico giudizio avrebbe potuto
gettare in qualche cuore un sospetto. Su Gesù neanche il
sospetto deve esistere, mai.
25.
Testimonianza sotto giuramento: Ora Gesù è chiamato a dire
sotto giuramento chi Lui è. Dinanzi ad una tale richiesta, Lui
non può non dire la verità. Lui è il Santo ed è proprio della
santità la verità. Lui confessa di essere il Figlio dell’uomo, il
Figlio di Dio, il Messia di Dio, il Re di Israele. La sua è una
confessione giurata fatta con piena avvertenza, scienza e
coscienza di essere condannato a morte per questa verità
proclamata. Questo ci fa dire una cosa sola: si sbagliano tutti
coloro che dicono che Gesù è solo un grande uomo. Gesù,
se ha mentito, non è un grande uomo. È un mentitore, un
ingannatore dell’uomo. Gesù invece è vero Dio, è il Figlio di
Dio, è il Santo di Dio e questa verità l’ha proclamata sotto
giuramento, sotto sentenza di morte già emessa.
26.
La condanna a morte: La sentenza di morte pronunciata
dopo la risposta sotto giuramento fatta da Gesù, è solo una
farsa, una pura messa in scena. Gesù era già stato
condannato. Ora si cercava solo un pretesto legale per far sì
che quella sentenza avesse valore giuridico dinanzi al mondo
intero. La storia invece non è così. La sentenza è falsa
perché è vera la testimonianza di Gesù. Sulla verità non si
può condannare mai nessuno.
27.
La perdita dell’umanità: Ora che Gesù è stato condannato è
già spogliato della sua umanità. Un condannato non è più un
uomo. Di lui ognuno può fare ciò che gli pare. Questa è la
legge del peccato che milita nelle nostre membra. Questa
legge è spietata, senza alcuna compassione. Un uomo è
sempre un uomo. È sempre ad immagine di Dio. Gesù vuole
che anche nel carcerato noi vediamo l’immagine di Dio e
secondo questa immagine lo trattiamo.
28.
La perdita della missione: Gesù è spogliato anche della sua
missione. Lui non è il Messia di Dio, non è il Profeta che
doveva venire, non è il Figlio di Dio. Ci si serve della sua
verità per mortificarlo, deriderlo, schiaffeggiarlo, insultarlo.
Veramente Gesù è stato annientato dal peccato del mondo.
Annientato nello spirito prima che sul corpo. Annientato
nell’anima e in tutto il suo essere, la sua vita, la sua
missione.
29.
Di peccato in peccato: Nel rinnegamento di Gesù Pietro
procede di peccato in peccato. Prima dice semplicemente di
non conoscere Gesù. Nel secondo rinnegamento aggiunge il
giuramento. Giura di non sapere chi è Gesù. La terza volta
completa ogni cosa anche con le imprecazioni. Giura ed
impreca di non conoscere il Signore. Quando si apre la porta
del cuore al peccato, sappiamo sempre come cominciamo a
peccare. Non sappiamo mai come finirà il nostro peccato.
Ogni peccato genera nel nostro sangue altri peccati sempre
più grandi. Per questo il cristiano non deve mai aprire la
porta del suo cuore ad alcun peccato. Deve pregare perché
questo mai avvenga.
30.
Le lacrime del pentimento e della conversione: È per grazia
che le lacrime del pentimento si trasformano in lacrime di
conversione. Pietro, toccato dallo sguardo misericordioso di
Gesù, esce fuori e piange amaramente. Ora però sa che di
ogni Parola di Gesù non dovrà mai dubitare. Quanto Gesù
dice si compie infallibilmente. Ora che sa questo, può essere
un suo vero discepolo.
31.
La storia necessaria via della fede: Pietro giunge alla vera
fede in Cristo Gesù passando per la via dolorosa della storia
e la storia per lui è il triplice rinnegamento. Resa fragile dal
peccato di Adamo, la nostra natura umana quasi sempre
passa per questa via dolorosissima prima di giungere alla
purezza della fede. Si può saltare questa via? Si può ad una
sola condizione: crescendo noi in sapienza e grazia davanti a
Dio e agli uomini. Più cresce in noi la grazia, più aumenta la
saggezza dello Spirito Santo e più eviteremo di passare dalla
storia dolorosa per giungere alla fede.