23 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
La cattedra di Mosè: Mosè è l’uomo che ha dato la Legge di Dio al
popolo del Signore ai piedi del Sinai. Mosè è anche colui che ha
condotto il popolo dell’Alleanza nel deserto, perché imparasse che
“non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca
di Dio”. Sulla sua cattedra, sul suo insegnamento della Legge, ora si
sono assisi i farisei e i dottori della legge. Sono loro i continuatori
della missione di Mosè. Con quali risultati? Con uno solo: aver
ridotto il loro insegnamento della Legge ad uno strumento di
ipocrisia e di ambiguità, di falsità e di menzogna, di inganno e di
disorientamento generale, universale.
2.
Insegnamento ed esemplarità: Uno in quanto è maestro in quanto
può essere imitato. L’esemplarità perfetta è la corona di chi insegna.
Se all’insegnamento manca l’esemplarità, se colui che insegna non
può essere imitato, significa che la sua vita non è vera luce nel
Signore, la sua vita è tenebra. Se è tenebra la luce delle opere è
anche tenebra la luce della Parola da essi insegnata. Gesù non vuole
che si entri in contrapposizione con questa tenebra. Vuole invece
una obbedienza perfetta. Nell’obbedienza è il Padre nostro celeste
che ci libera dalla falsità e ci fa camminare di verità in verità, di luce
in luce, di luce imperfetta in luce sempre più perfetta.
3.
Dio nostro unico Padre: Dio è il nostro unico Padre perché è Lui la
sorgente, la fonte di ogni verità, santità, carità, giustizia,
misericordia, pietà, conoscenza, bontà, comunione, compassione.
Tutto è da Lui. Tutto si vive in Lui. Tutto si vive per Lui. Lui è la
vita dalla quale ogni altra vita ha origine: o per generazione eterna
(solo il Figlio suo Unigenito), o per processione eterna (solo lo
Spirito Santo) o per creazione (ogni cosa esistente al di fuori di Dio).
Dio è tutto, è il tutto e dona tutto. Noi non eravamo, non esistevamo.
Siamo da Lui per creazione. Esistiamo per Lui per divina ed eterna
carità.
4.
Gesù nostro unico Maestro: È Lui il nostro unico Maestro, perché
solo Lui conosce il Padre, Dio. Solo Lui ce lo può rivelare. Solo Lui
ci può ammaestrare secondo verità nella conoscenza del suo mistero
e della sua volontà. Quanti sono senza Cristo Gesù non conoscono il
vero Dio. Possono adorare Dio, ma non secondo pienezza di verità e
di conoscenza. Non conoscendo Dio perfettamente, neanche loro si
conoscono e non conoscono neanche gli uomini. Ogni visione
distorta su Dio diviene visione distorta sull’uomo e sul suo mistero.
Quanti non conoscono Cristo, rifiutano di conoscerlo, sono assai
limitati nella conoscenza di se stessi, perché sono assai scarsi nella
conoscenza di Dio. Neanche il creato si conosce secondo verità da
quanti non conoscono Cristo Signore. Ogni errore sulla creazione
nasce da un errore sul Creatore di ogni cosa ed anche dell’uomo.
5.
Noi tutti fratelli gli uni degli altri: Noi tutti siamo fratelli. Siamo gli
uni dagli altri, perché così ha stabilito, voluto il nostro Signore e
Creatore. Ognuno è stato ricolmato di un suo dono, sia materiale
che spirituale. Donando ed accogliendo il dono degli altri noi
diveniamo, cresciamo, camminiamo verso la Patria celeste, siamo in
grado di amare i fratelli in pienezza di grazia e di verità. Chi non è
anche dagli altri è poverissimo. Spiritualmente è assai meschino.
Materialmente può niente.
6.
Abbassamento e innalzamento: Il superbo è dagli altri, ma asserviti,
schiavizzati, sottomessi alla sua falsità, alla sua menzogna, alla sua
arroganza di potere spirituale, ministeriale, sacro o anche politico,
militare, civile, sociale. Chi si innalza sopra i fratelli dal Signore è
abbassato. Chi invece si sottomette per amore ai fratelli, anche al
loro arbitrio e falsità, menzogna ed arroganza, dal Signore viene
innalzato, liberato, posto in alto, a volte su questa terra, sempre nel
suo regno di luce e di gloria.
7.
La chiave della scienza: Questa chiave è una sola. Essa è la perfetta,
santa, vera, giusta, opportuna, prudente, sapiente, intelligente
conoscenza del mistero di Dio nel quale è racchiuso ogni altro
mistero e quindi anche la sua conoscenza. È questa chiave che apre
il regno di Dio al mondo intero. Chi non possiede questa scienza, il
regno non lo apre, lo chiude. Lo chiude per se stesso, lo chiude per
quanti sono di buona volontà, lo nasconde a tutti coloro che hanno
bisogno di vederlo per decidersi ad entrare in esso.
8.
L’inutilità della missione: Chi non possiede la vera scienza di Dio,
chi non si serve di essa con sapienza e intelligenza, prudenza e
fortezza nello Spirito Santo, ogni missione che compie, la compie
inutilmente, vanamente. Lavora per il niente. Anzi molto di più che
per il niente: lavora per la Geenna del fuoco. A stento riesce ad
attrarre qualcuno a sé. Una volta che è stato attratto lo fa divenire
un figlio della geenna il doppio di lui. Gesù non può essere smentito.
Gesù è verità eterna nel cielo e sulla terra.
9.
La peccaminosità della missione: Quando la missione non si compie
in pienezza di verità e di carità, essa non è più una missione di
salvezza, di redenzione. È una missione peccaminosa. Attrarre una
persona per farne uno che si incammina verso la perdizione eterna è
cosa altamente riprovevole. Meglio lasciare l’altro nella sua
ignoranza. L’ignoranza è via di salvezza, perché nell’ignoranza Dio
ci giudicherà secondo la nostra coscienza non formata nella
conoscenza della più pura e santa verità. Ecco le parole di Gesù a
sostegno di questa verità: “Il servo che, conoscendo la volontà del
padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà
molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose
meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto,
molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”
(Lc 12,47-48).
10.
L’evidenza di ogni insegnamento falso: La storia sempre ci mette
dinanzi all’evidenza dei nostri fallimenti. Questi sono tutti dovuti
alla falsità dei nostri insegnamenti, ammaestramenti nella
predicazione, nella catechesi, nella teologia, in ogni altra forma
attraverso la quale noi doniamo agli altri la Parola di Dio, ma non
secondo pienezza di carità e di verità. Anziché perderci nel voler
inventare altre forme di falsità per attrarre qualcuno nella rete del
regno, dobbiamo pensare di fare una cosa sola: lasciarci
ammaestrare da Dio, avvolgere interamente dalla sua verità, andare
dai fratelli con questa verità di Dio. Loro che sanno discernere la
verità dalla falsità, vedono la bontà della nostra offerta e si
lasceranno attrarre da essa. Noi possiamo ingannare noi stessi. Il
popolo del Signore non si può ingannare. Il popolo del Signore a
volte non si accosta alla verità, ma sempre si allontana da coloro che
gli somministrano falsità spacciandola per verità di Dio. Il popolo
del Signore non si inganna, non si illude. Esso sente la nostra falsità
e da noi si allontana. Diviene pecora smarrita senza pastore.
Difficilmente si lascerà condurre da un falso pastore.
11.
Il non legale reso legale: Dio prescrive nei suoi ordinamenti di non
aggiungere nulla a quanto Lui non ha stabilito. La peggiore
corruzione della sua Parola avviene con il rendere legale ciò che
legale non è. Questa corruzione è talmente diffusa, è così capillare
che sovente la Parola di Dio è come sommersa sotto una montagna
di queste cose non legali rese legali dal capriccio degli uomini o dalla
loro pretesa pietà. Questa corruzione serve a scoraggiare quanti si
accostano alla fede. Questa corruzione è vera invenzione di satana e
di ogni suo seguace. Essa è sempre il frutto di quanti non amano né
Dio e né i fratelli.
12.
Il legale reso non legale: Ma Dio aveva anche stabilito che nulla deve
essere tolto alla sua Legge, ai suoi Comandi. È questa l’altra
tremenda corruzione: si toglie ogni valore ai Comandamenti di Dio,
ci si abbandona all’immoralità senza freni e mentre si compiono
queste cose ci si maschera di ipocrisia e ci si presenta dinanzi al
mondo con un altro volto. L’abito è pulito, mentre il cuore è sporco.
Le forme esterne sono brillanti. L’interno è pieno di ogni
trasgressione dei Comandamenti. Da una parte si condanna chi non
vive quanto noi abbiamo stabilito che gli altri debbano vivere – non
Dio – , dall’altra siamo proprio noi i più grandi trasgressori dei
Comandamenti e della Legge. Già Isaia aveva denunciato questa
trasformazione della Parola del Signore: “Uno sacrifica un bue e poi
uccide un uomo, uno immola una pecora e poi strozza un cane, uno
presenta un’offerta e poi sangue di porco, uno brucia incenso e poi
venera l’iniquità. Costoro hanno scelto le loro vie, essi si dilettano dei
loro abomini; anch’io sceglierò la loro sventura e farò piombare su di
essi ciò che temono, perché io avevo chiamato e nessuno ha risposto,
avevo parlato e nessuno ha ascoltato. Hanno fatto ciò che è male ai
miei occhi, hanno preferito quello che a me dispiace” (Is 66,3-4).
13.
Esterno ed interno del bicchiere: L’ipocrisia è imbroglio, inganno,
illusione. Essa lava l’esterno dell’uomo, mentre lascia l’intero nel suo
marciume spirituale. A volte si abbellisce il culto, le cerimonie, si
fanno bellissime funzioni, ma Dio non è nel cuore. Dio non è
conosciuto. Dio è ignorato. È ignorato e non conosciuto, perché si
ignora e non si conosce la sua santa Legge. Si uccide un uomo con la
menzogna e la falsità e poi si offre al Signore il migliore incenso, i
ceri più luminosi, i fiori più odorosi e incantevoli, i canti più
melodiosi. Dio non ha chiesto queste cose. Dio ha chiesto la
rettitudine, la misericordia, la giustizia, l’osservanza della sua
parola.
14.
Simili a sepolcri imbiancati: Questa verità Gesù la traduce con una
immagine assai chiara ed evidente. Chi va in un cimitero vede belle
lapidi, bei fiori, tombe bene ornate, pulite, candide, marmi
scintillanti. Tutto questo però è al di fuori. Al di dentro però c’è solo
putridume. Questa è la situazione dell’ipocrita. Ora come può un
ipocrita portare al vero Dio, se il suo cuore è ricolmo di ogni falsità
morale? La via che conduce al Signore è una sola: la santità. La
santità è portare nella nostra vita la verità di Dio.
15.
Peccando, si diviene solidali con il peccato del mondo: Chi pecca,
diviene solidale con il peccato del mondo. È come se desse forza e
potenza a tutto il peccato precedentemente commesso. Il peccato di
prima riceve maggiore energia dal peccato che segue. È questo il
motivo per cui ognuno si deve impegnare a togliere ogni forza al
peccato del mondo. Questa forza si toglie in un solo modo: non
commettendo mai il peccato.
16.
Serpenti e razza di vipere: Il serpente e la vipera sono sempre pronti
a mordere e a nascondersi. Attaccano e fuggono. Avvelenano e si
allontano per continuare a mordere, ad avvelenare, ad uccidere. La
loro sordità non è soltanto naturale. È soprattutto spirituale, di
volontà. Costoro vogliono non vedere. Si oppongono ad ogni ascolto
della verità di Dio. Anzi la combattono. Per non sentire Cristo Gesù
hanno già deciso di ucciderlo. Per loro vale la Parola proferita da
Cristo Gesù in occasione della guarigione del cieco nato: “Gesù
allora disse: Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché
coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi.
Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli
dissero: Siamo forse ciechi anche noi? Gesù rispose loro: Se foste
ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il
vostro peccato rimane” (Gv 9,39-41).
17.
La giusta relazione con i veri profeti: La verità di un uomo si
riconosce nella sua relazione con i veri profeti del Dio vivente. Chi
accoglie il vero profeta e ne segue gli insegnamenti attesta che la sua
ricerca di Dio è vera e che il suo insegnamento percorre vie di
giustizia. Può anche non conoscere perfettamente Dio perché
nessuno glielo ha mai presentato, il suo cuore però è sincero e la sua
ricerca vera. Quando invece ci si oppone accanitamente contro i veri
profeti del Dio vivente è segno che la falsità e la menzogna sono così
fortemente radicati in noi da non lasciare più alcuna speranza né di
conversione, né di salvezza. Il vero profeta è la prova della nostra
verità. Lui riflette come in uno specchio la nostra immagine:
immagine di verità, immagine di falsità; immagine di giustizia,
immagine di ingiustizia; immagine di santità, immagine di peccato.
Il vero profeta è la prova infallibile di ciò che ognuno è dinanzi a
Dio.
18.
L’ipocrisia è via di morte: L’ipocrisia non è mai via di vita. Essa è
sempre via di morte. È via di morte perché l’ipocrita ha ucciso la
verità di Dio nel suo cuore. Avendola uccisa nel suo cuore, non c’è
alcuna possibilità che possa impiantare la verità nel cuore dei suoi
fratelli. La storia conferma questa verità e attesta la nostra falsità.
19.
La volontà dell’uomo impedisce il compimento della volontà di Dio:
Dio vuole la salvezza del mondo, di ogni uomo. Dinanzi a questa
volontà salvifica universale di Dio l’uomo può porsi come ostacolo e
impedire che uomini si salvino. Di tutti coloro che si perdono perché
si è posto come diga, ostacolo, impedimento, ombra a che la volontà
di Dio giungesse nei loro cuori, lui ne è responsabile. I farisei e i
dottori della legge sono responsabili della cecità di Gerusalemme e
della sua susseguente distruzione. Tanto può l’ipocrisia di un cuore.
20.
L’immagine della gallina: In Isaia questa immagine significa
protezione, salvezza, redenzione. A motivo del loro pentimento e
della loro conversione Dio ha potuto nuovamente essere un Padre
per Israele. Ha potuto proteggere e guidare la loro storia. Ora Dio
niente può più fare per Gerusalemme. La sua cecità attualmente è
senza alcuna possibilità di conversione. Per questo è giunto il tempo
della fine.
21.
Quando la casa di Dio sarà lasciata deserta: Dio lascerà deserta la
sua casa, il suo tempio nel momento stesso in cui Gesù con la sua
morte in croce effonde lo Spirito Santo, divenendo il Nuovo Tempio
di Dio. Da quell’Istante l’Antico Tempio non è più la Casa di Dio
sulla nostra terra. La Casa di Dio è Cristo ed ogni cristiano che è
corpo santo di Cristo Gesù.
22.
La vera via della fede: La vera via della fede è una sola: Cristo
Gesù, riconosciuto è confessato come il vero Messia di Dio. Dove
questa fede non brilla nei cuori, lì neanche c’è vera via per accedere
al Signore. Si può anche adorare Dio, ma il Dio adorato non è nella
pienezza della sua verità. Si adora un Dio non vero, o non
pienamente vero, quando la verità di Cristo Gesù non è posta nei
cuori.
23.
La salvezza ha una sola via: Come la fede, anche la salvezza ha una
sola via: Cristo Gesù il Nazareno, Crocifisso e Risorto. Chi non
approda a questa mai, mai potrà approdare alla vera salvezza.
Anche questa verità è attestata dalla storia. Lo manifesta la
concezione errata che si ha dell’uomo. Solo il vero Dio ci rivela il
vero uomo. Dove il vero Dio non esiste, neanche esiste il vero uomo.
Dove esiste un uomo non perfettamente vero, è segno che lì manca la
vera adorazione, la vera conoscenza di Dio.
24.
Dio ha una sola Casa: Questa Casa ha un solo nome: Cristo Gesù. È
in Cristo che Dio abita corporalmente con la pienezza della sua
divinità. Questa Casa ha un solo nome: il cristiano che è membro
vivo del corpo di Cristo Signore. È questa la nuova Casa di Dio nel
mondo. È in questa Casa che ogni uomo dovrà incontrare Dio. Si
dovrà compiere per ogni cristiano quanto avvenne con i Magi:
“Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano
visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il
luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono
una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con
Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro
scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in
sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al
loro paese” (Mt 2.9-12). Ogni uomo, dall’Oriente all’Occidente, dal
Settentrione al Mezzogiorno, deve potersi recare presso la Casa
dove abita Dio, per adorarlo. Ogni cristiano deve essere questa Casa
santa di Dio.