22 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
La chiamata alle nozze è universale: Tutti sono chiamati alla
conoscenza del vero Dio e quindi alla vera salvezza. Tutti devono
essere chiamati al banchetto delle nozze dell’Agnello. L’universalità
della chiamata è volontà di Dio manifestata, ma anche comandata:
“Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”.
Nessuno può escludere un altro dal Regno dei Cieli. Ognuno però
può rifiutare di entrare nel Regno di Dio. La fine di quanti rifiutano
è però la morte eterna.
2.
L’appartenenza al regno è nella santità: Chi però entra nel Regno di
Dio non può pensare di vivere come viveva prima. Deve cambiare
abito. Dall’abito della falsità deve passare all’abito della verità. Deve
svestirsi dell’abito dell’idolatria ed indossare l’abito della vera
adorazione di Dio che è obbedienza ad ogni sua Parola.
3.
L’esclusione dal regno è verità della nostra fede: Chi non indossa
l’abito della santità, chi rimane con il suo abito di malizia e di
perversione, di cattiveria e di peccato deve sapere che sarà escluso
dal Regno eterno di Dio. Questa è verità essenziale della nostra fede.
La nostra fede è questa verità. Chi nega questa verità, nega tutta la
verità di Dio. È un maestro di menzogne e di falsità, non certo delle
verità della salvezza.
4.
Le infinite forme della tentazione: Le vie attraverso le quali la
tentazione aggredisce l’uomo sono veramente infinite, senza
numero. Una però è sempre la modalità della tentazione:
nascondere il suo vero volto. Mascherarsi per non essere conosciuta
come tentazione. Assumere le sembianze di un bene più grande al
fine di rovinare l’uomo. La tentazione si può vincere in un solo
modo: con la sapienza, la prudenza, l’accortezza, la fortezza,
l’intelligenza dello Spirito Santo.
5.
L’adulazione, via della tentazione: L’adulazione è la proclamazione
delle virtù o delle qualità di una persona con un fine disonesto, di
inganno. L’adulatore si mostra amico per ingannare, sedurre, trarre
al proprio pensiero, alla propria malvagità. Questa tentazione si
vince crescendo nella grande virtù dell’umiltà e della mitezza del
cuore. Chi è veramente umile non cade in questa tentazione.
6.
Dare a Cesare quel che è di Cesare: Di Cesare è il sopruso, la
malvagità, la cattiveria, l’occupazione, la schiavitù, la negazione ad
ogni uomo dei suoi diritti fondamentali. Di Cesare è l’imposizione e
la forza. A Cesare dobbiamo dare la sottomissione in tutto. La
sottomissione è generata da una sola finalità: quella di non peccare
mai contro nessun uomo. Quella di non fare mai il male ai nostri
fratelli. Ci si sottomette a Cesare per poter amare sempre e di più.
7.
Dare a Dio quel che è di Dio: Di Dio è l’uomo nella sua totalità di
cuore, di anima, di sentimenti, di volontà, di spirito, di corpo. Tutto
l’uomo deve rimanere sempre di Dio, della sua volontà di bene e di
amore, di carità e di giustizia. A Dio si dona la nostra santità, la
nostra obbedienza ad ogni sua Parola. A Lui si dona anche il nostro
corpo crocifisso da Cesare perché Lui ce lo ridoni trasformato,
splendente di gloria, tutto spirituale, immortale.
8.
Il sofisma non è via per giungere alla verità: Il sofisma è la
negazione stessa della verità e anche delle vie per giungere ad una
conoscenza più piena della verità. Con esso si trae dalle premesse ciò
che nelle premesse non è contenuto. Con esso si ingannano i
semplici, i piccoli, quanti non sono addestrati nella conoscenza della
pienezza della verità. Il sofisma ha mille maestri e questi ogni giorno
si servono di esso per spargere sulla terra i veleni della falsità e
dell’inganno.
9.
La Scrittura via perfetta per la conoscenza della verità: Tutto ciò
che Dio ha rivelato è contenuto nella Scrittura. Una frase della
Scrittura non è però la Scrittura. Una frase è come un minuscolo
granello di sabbia nella costruzione di un grande palazzo. Il granello
non è il palazzo. Anche se il palazzo è composto anche di quel
granello di sabbia. Tutte le eresie nascono non perché la Scrittura
sia incapace di parlare, ma perché quanti se ne servono, se ne
servono male, secondo la malvagità del loro cuore, o anche secondo
la non piena purezza di esso.
10.
La risurrezione è chiaramente affermata dalla Scrittura: La
risurrezione è verità contenuta con estrema chiarezza nella
Scrittura Santa dell’Antico Testamento. Ogni passo della Scrittura
conduce verso questa verità. Solo però che bisogna sempre partire
dalla Scrittura nella sua interezza e mai da singole frasi, staccate da
essa e poste in contesti assai differenti.
11.
L’ignoranza della Scrittura è la causa di tutte le menzogne su Dio e
sull’uomo: È giusto conoscere tutta la Scrittura in ogni sua più
piccola affermazione. Chi ama la fede, la vita eterna, la sua salvezza
sappia che è sempre tentato. Come fare per vincere ogni tentazione?
Addentrarsi nella conoscenza della volontà di Dio. Si conosce la
volontà di Dio rivelata, si può respingere ogni tentazione. Questo è
stato sempre il metodo, la via di Gesù Signore.
12.
Quando il male si coalizza: Il male sa che uno da solo è facilmente
vinto. Cosa fa allora per non essere vinto? Si coalizza, si fa
struttura, unisce le forze di tutti. Con queste va all’attacco del bene
per sconfiggerlo. Questa strategia è la sua forza. A questa strategia
si può rispondere in un solo modo: Con una nostra più grande
comunione con Dio, con Cristo Gesù, con lo Spirito Santo. Con un
amore sempre più grande per la Vergine Maria, Madre della
Redenzione. La forza del male è la comunione con gli uomini del
male. La forza del cristiano è la sua forte e indistruttibile comunione
con il Cielo tutto. “Io non sono solo. Il Padre è con me”. “Questa è la
forza che sconfigge il mondo: la nostra fede”.
13.
Tutto è contenuto nella Scrittura: Chi vuole conoscere la verità della
salvezza deve mettere nel cuore un solo pensiero: tutto è contenuto
nella Scrittura. Dalla Scrittura deve sempre partire. Nella Scrittura
però deve sempre ritornare, per ripartire sempre daccapo. È la
Scrittura la fonte della verità. Chi parte e riparte dalla Scrittura, chi
ha la sua casa nella Scrittura, non sarà mai abbattuto dai venti
furibondi della menzogna e della falsità. Si ha però la casa nella
Scrittura se si ha il corpo nella casa della santità. Santità del corpo e
verità della mente sono una cosa sola.
14.
Quanto non è contenuto nella Scrittura è pensiero dell’uomo:
Quanto non è riconducibile alla Scrittura è pensiero dell’uomo.
Quanto non nasce dalla Scrittura è anch’esso pensiero dell’uomo. Il
pensiero dell’uomo non salva perché non è garantito dal Signore. Il
Signore garantisce un solo pensiero: il suo e nessun altro. Tutti
coloro che hanno sostituito la Scrittura con i loro pensieri sono
sempre stati smentiti dalla storia del male che è cresciuto per essi e
attorno ad essi.
15.
I due comandamenti dell’amore non sono uguali: Non sono uguali i
due comandamenti dell’amore, perché le persone che devono essere
amate non sono uguali. Dio e l’uomo non sono uguali. Dio è il
Creatore dell’uomo, il suo Signore, il suo Salvatore, il suo
Redentore. L’uomo è creatura fatta da Dio a sua immagine e
somiglianza. A Dio l’uomo deve ogni obbedienza. L’obbedienza è
solo a Dio, alla sua verità, alla sua Parola, ai suoi Comandamenti. Il
prossimo si deve amare secondo la Legge di Dio, la sua Parola, i suoi
Comandamenti.
16.
I due comandamenti sono simili: Sono questi due comandamenti
simili, perché si tratta di un solo amore: è un amore di perfettissima
obbedienza all’unico Signore e Creatore, Redentore e Salvatore
dell’uomo. È solamente obbedendo a Dio che si ama in pienezza di
verità l’uomo. L’amore non ha il suo principio nel cuore dell’uomo.
Il principio dell’amore è solo nel cuore di Dio. Dio e l’uomo sono
persone in certo senso simili, ma non uguali. Non sono uguali perché
una è Creatore, l’altra creatura. La differenza è sostanziale,
abissale, incolmabile.
17.
Il compimento dato da Cristo Gesù al comandamento dell’amore:
Con Gesù il comandamento dell’amore raggiunge la sua perfezione
nella verità e nel compimento. Non si tratta più di “amare il
prossimo tuo come te stesso”. Si tratta invece di “amarci gli uni gli
altri come Io vi ho amato”. Io è una sola persona. È Gesù. Come
Gesù ha amato noi, consumandosi per amore nostro sulla croce, così
ogni uomo deve amare l’altro uomo: consumandosi di amore per lui,
per tutti.
18.
Di chi è Figlio il Messia di Dio: A questa domanda non può essere
data risposta se non dalla conoscenza piena di tutta la Scrittura. Chi
risponde in modo inesatto, o parziale, a questa domanda, attesta e
manifesta la non piena conoscenza della Scrittura.
19.
Egli è Figlio di Davide, o Signore di Davide: Gesù è vero Figlio di
Davide, perché nato dalla stirpe di Davide, secondo la carne. È però
vero Figlio di Dio perché generato dal Padre nell’eternità, prima del
tempo. La generazione è eterna. Da sempre Dio è Padre, Figlio e
Spirito Santo. La Trinità è essenza di Dio. La nostra fede così
proclama la generazione eterna del Figlio: “Dio da Dio, luce da luce,
Dio vero da Dio vero, della stessa sostanza del Padre, generato non
creato”. Questa verità, anche se in forma arcana e misteriosa è tutta
contenuta nell’Antico Testamento.
20.
La vera dottrina sulla Figliolanza di Gesù: “Il Verbo si fece carne e
venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedemmo la sua gloria, gloria
come di Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità”. La nostra
vera dottrina su Cristo Gesù confessa che la Persona del Verbo,
eterna e generata del Padre, vive nelle due nature: la natura divina
eterna ed increata, che è una ed unica per il Padre, il Figlio e lo
Spirito Santo – non tre nature divine, ma una sola natura divina;
non una sola persona divina, ma tre persone divine – e la natura
umana, completa, perfetta. Queste due nature sono regolate dalla
fede dogmatica sull’Unione Ipostatica. Essa in sostanza insegna che
le proprietà delle due nature non passano da una natura all’altra,
bensì sono assunte dalla Persona, la Persona eterna del Figlio, la
sola ed unica Persona. Dio nasce. Dio muore. Nasce la Persona
divina. Muore la Persona divina sulla croce. Nasce nella sua
umanità. Muore nella sua umanità. Le due nature sono unite alla
Persona divina in modo inseparabile, indivisibile, inconfondibile,
irreversibile. In sintesi assai sintetica è questo il grande mistero di
Cristo Gesù. C’è da dire che oggi sul mistero di Cristo Signore sono
infiniti gli errori che si insegnano. Poiché il mistero non lo si è
neanche studiato, in suo nome si dicono le più svariate falsità ed
eresie.
21.
La morte di Cristo solo frutto della malvagità, della cattiveria, del
peccato dell’uomo: Gesù, dopo il suo ingresso in Gerusalemme, è
stato tentato e messo alla prova in molti modi. Ogni tentativo di
coglierlo in fallo è morto prima ancora di nascere. La sapienza
eterna, ma anche la saggezza umana di Cristo Gesù, nella quale
cresceva ogni giorno, ha saputo rispondere divinamente ad ogni loro
quesito. Mai nulla di male è uscito dalla bocca di Gesù. Mai nulla di
male Egli ha fatto. La sua vita in parole e in opere è un bene
assoluto. Chi vuole uccidere Cristo Gesù da ora in poi lo potrà fare
solo per cattiveria, per malvagità, per durezza del cuore, per
invidia, superbia ed ogni altro peccato che alberga nel cuore
dell’uomo. Solo per peccato perpetrato ai danni del Giusto Gesù
potrà essere condannato a morte e solo per ricatto malvagio e
crudele può essere chiesta la sua crocifissione al pagano. Gesù in
ogni cosa è il Santo, il Giusto, il Vero. È Colui che sa fare solo il
bene, tutto il bene, ad ogni uomo, a tutti gli uomini.