21 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Gesù conosce le profezie che lo riguardano: Gesù conosce le
profezie, perché conosce la volontà eterna del Padre sulla sua
Persona. Egli è nel seno del Padre e del Padre conosce ogni cosa. Lui
non conosce per apprendimento umano. Conosce per unità di
Natura Eterna e per Comunione Eterna, nello Spirito Santo, con la
Volontà del Padre. Questo fa sì che Cristo sia l’unico e il solo che
conosca in pienezza la volontà del Padre e in pienezza la riveli. Tutti
gli altri possiedono qualche scintilla di conoscenza. Il paragone,
anche se inadeguato, tra Cristo e gli altri è questo: Cristo è il sole
quando brilla a mezzodì, tutti gli altri sono una piccolissima scintilla
in una notte oscura e piena di caligine.
2.
Gesù adempie ogni profezia: Non solo Gesù conosce tutta la volontà
del Padre che lo riguarda, la volontà del Padre Egli la compie in
ogni suo più piccolo particolare. Niente che è stato scritto su di Lui
deve rimanere inadempiuto. Tutto ciò che è stato scritto Lui lo
adempie in ogni sua parte, sempre. Di ciò che è scritto non tralascia
neanche una sola parola.
3.
La gente acclama Gesù come vero Messia: La folla non ha dubbi.
Vedendo Gesù seduto sull’asina, mentre si sta dirigendo verso
Gerusalemme, lo riconosce come il Messia di Dio e come tale lo
acclama. Come tale anche lo accoglie. Lo attesta il fatto dei rami che
vengono agitati in segno di esultanza e di gioia ed anche dei mantelli
che vengono stesi lungo la via in segno di grandissimo onore. A Gesù
si conferisce un onore più grande di quello conferito ad un qualsiasi
re di questo mondo.
4.
Gesù è riconosciuto come il profeta che doveva venire: Il profeta è
quello profetizzato da Dio a Mosè. È il profeta che tutti dovranno
ascoltare. La salvezza di tutti è nella sua Parola. La folla vive oggi
questa fede, questa verità. Vivendo questa vede e questa verità, vede
in Gesù il suo Salvatore, vede l’Uomo dalla Parola che salva.
5.
Gesù purifica il tempio: La verità dell’uomo è nella verità del suo
culto. La purificazione del culto è purificazione dell’uomo. Un culto
impuro, immondo attesta che esso viene offerto da un uomo impuro,
immondo. Un culto di vera preghiera, nella verità dell’ascolto della
Parola di Dio, attesta e manifesta il cammino di santità di un uomo.
Nessuno che voglia aiutare un uomo a divenire nuovo potrà mai
lasciare che viva con un culto di illusione e di falsità, di peccato e di
sola esteriorità.
6.
Gesù riceve la lode dalla bocca dei bambini e dei lattanti: I sommi
sacerdoti e i farisei vorrebbero far tacere il mondo intero.
Vorrebbero che Gesù facesse tacere il mondo intero. C’è un
momento per il silenzio e c’è un momento per gridare la verità. Ora
è questo momento. Ora non si può impedire a nessuno di tacere.
Ora si deve lasciare che ogni uomo gridi la verità. Non gridano la
verità i sommi sacerdoti e i farisei, la grideranno i bambini, i
lattanti. Ma la verità oggi deve essere gridata. La verità oggi non si
può tenere nascosta.
7.
Gesù è il vero Maestro: Egli insegna con i gesti e con la parola:
L’insegnamento è tanto più efficace, quanto più rimane impresso nel
cuore e nella mente. Gesù maledice un fico. Questo secca. I discepoli
rimangono sconvolti. Gesù si serve di questo loro sconvolgimento
per scrivere nei loro cuori una verità che di sicuro rimarrà
indelebile per sempre: Con la fede si spostano anche le montagne.
Con la fede che si trasforma in preghiera nulla è impossibile per
ogni discepolo di Gesù.
8.
L’unità che sempre deve regnare tra fede e preghiera: C’è una
verità che mai deve venire meno nel nostro cuore: l’unità
inscindibile tra fede e preghiera. Il discepolo di Gesù deve essere
uomo dalla grande fede. Deve però trasformare la sua fede in
costante preghiera. La sua forza è in questa unità. Dove questa unità
non regna, lì c’è un discepolo assai debole, povero, piccolo.
9.
Gesù uomo sommamente e divinamente prudente: Gesù sa che sta
vivendo l’ora più delicata della sua vita terrena. Siamo a pochi
giorni del compimento della sua stessa vita. Sa che i sommi sacerdoti
e gli anziani del popolo lo vogliono morto che sono pronti a sfruttare
ogni sua parola ed ogni suo gesto per emettere una condanna a
morte con esecuzione immediata per lapidazione. Sapendo tutto
questo con somma cura, saggezza, prudenza, lungimiranza di
Spirito Santo cammina tra le insidie che loro gli pongono senza
lasciarsi mai cogliere in fallo da essi. Dalla sua accortezza ogni
discepolo di Gesù deve imparare.
10.
La stoltezza ed insipienza dei sommi sacerdoti e degli anziani del
popolo: Sommi sacerdoti ed anziani del popolo sono stati costituiti
per operare il discernimento tra il vero che viene da Dio e il falso
che viene dagli uomini. Dicendo loro che non sanno in nome di chi
operava Giovanni il Battista, se in nome di Dio o in nome degli
uomini, si dichiarano incapaci di operare quel sano e santo
discernimento necessario per guidare il popolo di Dio sempre sulla
via della verità e della giustizia che discendono dal cielo. Si
dichiarano ciechi, insipienti, stolti, inetti, degli incapaci
nell’assolvere la loro missione. Loro non possono guidare il popolo
del Signore. Non possono perché sono privi di ogni discernimento di
sapienza, di verità, di giustizia, di santità.
11.
Il vero compimento della volontà di Dio: Si compie la volontà di Dio,
facendola, realizzandola, attuandola tutta nella nostra vita. Non si
compie la volontà di Dio a parole, si compie nei fatti e nella verità di
una vita trasformata dalla Parola del Signore. Si compie in una
conversione senza più ritorno nel peccato, nel male, nella menzogna,
nell’ingiustizia, nell’egoismo. Si compie abbandonando per sempre
la falsità ed entrando nella verità della divina Parola.
12.
Le prostituite e i pubblicani precedono nel regno dei cieli sommi
sacerdoti e anziani del popolo: Costoro precedono perché si sono
convertiti. Hanno abbandonato la via del male e sono ora sulla via
del bene. È per conversione che si entra nel regno di Dio e tutti
abbiamo bisogno di vera e reale conversione. Chi crede di stare
bene, stia attento a non precipitare per sempre nel baratro del male
e della falsità senza più ritorno. È questo il rischio che corrono
sommi sacerdoti e anziani del popolo. Loro si credono convertiti e
non lo sono. Pensano di conoscere Dio e non lo conoscono.
13.
Gli affidatari della vigna: La vigna di Dio non è stata abbandonata a
se stessa. Dio sempre l’ha affidata a delle persone affinché se ne
prendessero cura e la facessero fruttificare. Gli affidatari si devono
ricordare sempre di una sola cosa: la vigna non è loro, è del
padrone. Loro devono custodirla, coltivarla, farla crescere e
maturare frutti secondo le norme, le regole, le disposizioni date loro
dal padrone. Gli affidatari non sono autonomi nella gestione della
vigna. Essi sono sempre dipendenti dalla volontà del padrone. È in
questa dipendenza, che si chiama obbedienza, che è possibile far
fruttificare la vigna del padrone.
14.
La malvagità degli affidatari: Gli affidatari sono malvagi quando
pensano che la vigna sia di loro proprietà e gestiscono ogni cosa
secondo la loro volontà e non più secondo la volontà del padrone.
Questa malvagità impoverisce la vigna, addirittura la fa seccare.
Questa malvagità toglie ogni ossigeno di vita alla vigna fin dalle
radici e la vigna secca, non produce più. Non è più buona neanche
per il fuoco.
15.
La cattiveria degli affidatari: Oltre che malvagi gli affidatari sono
anche cattivi quando rifiutandosi di obbedire al padrone, compiono
azioni di male contro quei servi come loro che il padrone manda per
ricordare loro quali sono gli impegni che essi devono rispettare.
Questa cattiveria giunge fino all’uccisione di Cristo Gesù, il Figlio
unigenito del Padre. Con questa uccisione la loro cattiveria
raggiunge il sommo del male, di ogni male.
16.
Gesù vero Figlio del Padre, ucciso fuori le mura di Gerusalemme,
fuori della vigna: Gesù è vero Figlio del Padre. È Figlio per
generazione eterna. È Figlio consustanziale, cioè della stessa
sostanza del Padre. Questa verità è solo sua. Tutti gli altri, ogni altro
uomo è figlio di Dio per creazione, o per generazione da acqua e da
Spirito Santo.
17.
Gesù pietra scartata dai costruttori: Gesù è pietra scartata dai
costruttori perché gettata fuori di Gerusalemme e issata sulla croce.
Gesù non è stato creduto nella sua verità eterna. È stato condannato
come nemico di Dio, come un suo bestemmiatore. I costruttori che
hanno scartata questa pietra sono i sommi sacerdoti e gli anziani del
popolo.
18.
Gesù vera pietra angolare: Gesù invece è vera pietra angolare. È la
pietra di stabilità di tutto l’edificio di Dio: del suo popolo, della sua
Chiesa, della sua creazione, del suo universo. È Pietra angolare fin
dall’eternità. Non solo. È anche Gesù pietra di morte per la morte e
pietra di vita per la vita. Chi crede in Lui avrà la vita eterna. Chi
non crede, è già condannato perché non ha creduto nell’Unigenito
del Padre. Non ha creduto nella sua salvezza.
19.
Il mistero dell’ora di Gesù: Gesù non può morire quando lo
vogliono i sacerdoti. Gesù non è soggetto alla volontà degli uomini.
Gesù deve morire nell’ora stabilita dal Padre e quest’ora è una sola:
mentre nelle case di tutti i figli del popolo dell’Antica Alleanza si
uccide l’Agnello della Pasqua. Gesù è l’Agnello della Nuova Pasqua.
Il Suo Sangue è il Sangue della Nuova Alleanza. Per questo motivo
sulla vita di Gesù aleggia perennemente la volontà del Padre. Il
Padre lo custodisce perché ogni cosa si compia secondo quando è
stato stabilito fin dall’eternità.