COME E’ POSSIBILE? NON CONOSCO UOMO

Maria, la creatura umile in colloquio col celeste messaggero di Dio: è la prima notizia che abbiamo su di Lei. Umile e sempli­ce, persino «turbata» al saluto dell’Angelo; ma non timida o spau­rita. L’annuncio era stato imprevisto e sconvolgente: madre del Messia, del «Figlio dell’Altissimo». Tutte le attese del suo popolo dovevano dunque attuarsi in Lei. Eppure questa creatura man­sueta, ma intrepida e salda, osa avanzare delle riserve: «Com’è possibile?». Si è molto riflettuto sul vero significato delle parole di Maria. Alludono semplicemente all’assenza di rapporti matrimoniali, e quindi all’impossibilità di una imminente maternità? Oppure c’è qualcosa di più? Senza dubbio un parallelo collega la sterilità di Elisabetta con la verginità di Maria; in tutti e due i casi solo un intervento prodigioso di Dio rende possibile la concezione ma­terna. Ma il parallelo si ferma qui; e nel caso di Maria, non sen­za motivo l’antichissima tradizione cristiana sente il riflesso di un atteggiamento profondo, di una qualche scelta dell’anima. Storicamente, fino a quel tempo la verginità della donna non aveva riscosso alcun apprezzamento nella religiosità di Israele. Ma proprio allora qualcosa stava cambiando, con riflessi perfino sulla vicenda evangelica, centrata sulla figura di un Messia celibe, la cui venuta sarà preparata da un Precursore celibe e annuncia­ta nel mondo da un apostolo celibe, Paolo, maestro di verginità nella Chiesa nascente. Luca stesso ne parlerà come di una con­dizione celestiale (Luca 20,35). Dio certo supererà ogni ostacolo. Ma la piccola creatura ri­mane ferma ai valori profondi della sua spiritualità: «Non cono­sco uomo!». Giustamente i credenti si curveranno con venera­zione sul mistero della verginità di Maria, spiraglio di cielo sulla terra.

Ave, Maria, vergine pura: prega il tuo Figlio perché il fa­scino della verginità evangelica sia sempre vivo nella Chiesa.

TI SALUTO, O PIENA DI GRAZIA

Questa giovane donna portava un nome – Maria – che co­noscevano tutti nel suo villaggio, e che nei secoli diventerà il più diffuso, caro a innumerevoli creature. Eppure l’Angelo del Signore, rivolgendole il suo saluto, la chiamerà con un altro no­me: «Piena di grazia». E’ il nome nuovo, col quale questa creatura è conosciuta davanti a Dio; il nome che scende dal cielo, come dal cielo scenderà il nome del suo bambino («lo chiamerai Gesù»). Non è che un’umile creatura, eppure nella sua modestissima vita cominciano a compiersi cose straordinarie, divine. Nella sua casetta meschina entra l’Angelo del Signore, che, secondo il lin­guaggio biblico, viene a rappresentare la presenza stessa e il messaggio personale dell’Onnipotente. Anche qui i sogni poste­riori vedranno diversamente le cose, fantasticando apparizioni splendenti. Il vangelo invece è semplice, piano, dolcissimo nella sua quotidiana concretezza. L’Angelo «entrando da lei, disse». Entra in quella casetta, passa proprio per la porta come ogni visitatore – un visitatore celeste -,le parla con voce chiara e discreta come una creatura parla a un’altra creatura. Così, attraverso Maria, riprende il dialogo fra cielo e terra, interrotto da millenni. Tra Dio e la sua creatura nasce una nuova familiarità, che fa pensare agli inizi della storia dell’uomo, come la Bibbia la racconta. Allora l’uomo conversava amichevolmente col suo Dio, la sua vita era in pace, egli guardava al futuro con fiducia. Di col­po, per un’amara decisione dell’uomo, il dialogo si è troncato; e la storia umana è diventata cupa, insicura, colma di amarezze. Ma ora, in Maria, per una divina iniziativa, il dialogo amorevole riprende, e la speranza si apre sul mondo. È il mistero della «grazia» divina che comincia a svelarsi attra­verso questa donna che Dio ha scelto.

Ave, Maria, piena di grazia: prega il tuo Figlio perché la grazia del cielo parli anche ai nostri cuori.

LA VERGINE SI CHIAMA MARIA

Con queste semplici parole comincia nei vangeli la storia di Maria. Anzi, attraverso Lei, la storia stessa di Gesù. Tutto é semplicità e modestia. In un piccolo villaggio della Galilea, tanto piccolo da essere praticamente sconosciuto viveva questa giovanissima donna. Umile e semplice l’ambiente come umile e semplice la gente che l’abitava, e tutta la sua parentela. È vero che il suo fidanzato, Giuseppe, modesto artigiano, vanta­va una discendenza davidica. Ma dopo mille anni di storia la di­scendenza dal re Davide si era talmente frazionata e dispersa in infiniti rivoli, da non costituire più un gran vanto, nè offrire privi­legi sociali di alcun genere. Lo sconosciuto paesino galileo di Nazaret è ben lontano da Gerusalemme, la regale metropoli dei tempi antichi. Ma offre lo scenario adatto per la vita schiva, sconosciuta agli uomini, di questa giovinetta, su cui invece si poserà lo sguardo di Dio. Così parla il vangelo. Più tardi invece i cristiani, spinti dall’entusiasmo e anche dalla fantasia, parleranno diversamente. Ne ricorderan­no i genitori, la formazione, andranno a gara per elencarne le virtù. Nel vangelo, niente. Una piccola creatura che vive appartata in uno sconosciuto angolino della terra: questa la madre del futuro Messia, la creatu­ra privilegiata attraverso cui passeranno i divini progetti per sal­vare il mondo. Rivivono in Lei «i mansueti» cantati nei Salmi bi­blici, che per un prodigio di Dio sono misteriosamente destinati a «possedere la terra»; o, se si vuole, vengono anticipati nella sua delicata e schiva figura quei «piccoli» del vangelo, pensando ai quali Gesù «esulterà di gioia nello Spirito Santo» (Luca 10,21). Da secoli il pensiero di Maria è fonte di gioia, perché at­traverso la sua piccolezza si è svelata al mondo la grandezza del­l’amore di Dio.

Ave, Maria, creatura umile e mansueta che Dio ha guar­dato: prega il tuo Figlio perché anche noi sappiamo ritrovarci con gioia fra i piccoli di Gesù.

SAN PAOLO VI – ALLA MADONNA DEL BUON VIAGGIO

ALLA MADONNA DEL BUON VIAGGIO

Al vescovo di Montepulciano (Siena)

per dare inizio all’opera a favore dei viandanti della strada, 22 ottobre 1963.

 

Vergine santa e Madre nostra dolcissima,

che invochiamo col nome

di “Madonna del buon viaggio”,

noi ci affidiamo a te nel momento di affrontare la strada.

Tu conosci i pericoli cui andiamo incontro,

le trepidazioni del percorso,

le consolazioni del ritorno.

Sii tu dunque sempre la nostra guida,

il nostro sostegno, il nostro confronto.

Anche tu nei giorni di tua vita terrena,

provasti i disagi di lunghi viaggi,

nelle contrade di Palestina,

nelle lande assolate d’Egitto,

mossa soltanto da volere di Dio,

fiduciosamente in Lui raccolta

con la tua fede e il tuo amore.

Fa’ che possiamo seguire il tuo esempio luminoso,

affinché il nostro viaggio si compia

nella serenità e nell’ordine,

sia sicuro e tranquillo,

preservato dai pericoli dell’anima e del corpo.

Tienici per mano,

come una madre fa’ coi suoi figlioli:

assistici quando il duro lavoro trae lungo le strade

in un servizio faticoso e monotono:

guidaci anche nello svago turistico,

affinché sia per noi arricchimento di doti umane,

sollievo dello spirito,

incoraggiamento a novello vigore.

E poiché la nostra vita è un viaggio verso il cielo,

dirigi i nostri passi nella via della pace,

e portaci un giorno alla meta finale desiderata,

ove, a te uniti,

con te gioiremo della gioia di Dio,

dolce madre nostra,

Madonna del buon viaggio.

Con Cristo tuo Figlio e Signore nostro.

Amen.

SAN PAOLO VI – RISPOSTA AI NOSTRI PROBLEMI

A CRISTO RISPOSTA AI NOSTRI PROBLEMI

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 19 marzo 1978

 

Cristo, noi siamo sicuri che vale la pena

di impegnare la nostra vita per seguire Te, solo Te,

o pur sapendo che questa nostra decisione

comporterà rinunce, sacrifici, rischi, incomprensioni.

Noi giovani cerchiamo appassionatamente la gioia,

la cerchiamo negli altri, nelle vicende, nelle cose.

Tu ci prometti la Tua gioia piena.

Noi giovani cerchiamo autenticità e aborriamo la doppiezza.

Tu hai smascherato l’ipocrisia di coloro che volevano

strumentalizzare l’uomo, specialmente nei suoi rapporti con Dio.

Noi giovani vogliamo essere considerati per quello che siamo

e non per quello che possediamo.

Tu hai detto: “Guardatevi e tenetevi lontani da ogni cupidigia,

perché se anche uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende

dai suoi beni”.

Noi giovani abbiamo paura della solitudine,

che intristisce il cuore e accentua l’individualismo.

Tu ci partecipi la comunione che esiste tra Te e il Padre,

e dilati il nostro cuore all’amore verso tutti gli uomini,

figli dello stesso Padre.

Noi giovani cerchiamo la libertà dal peccato, che degrada l’uomo,

la libertà dal male, dai condizionamenti sociali,

dalle tenebre dell’ignoranza.

Tu sei “la luce che illumina ogni uomo”,

sei la nostra liberazione.

Noi giovani vogliamo trasformare il mondo,

renderlo più bello, più giusto.

Tu, con la Tua Incarnazione, Passione e Risurrezione

hai rinnovato la realtà e noi stessi: “Se uno è in Cristo

è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate,

ne sono nate di nuove”.

O Cristo sii pertanto al centro del nostro cuore,

per donarci generosamente agli altri;

al centro della nostra intelligenza

per dare una prospettiva cristiana

alla storia e alla cultura;

al centro della nostra vita di cittadini

in una società che ha sempre più bisogno della forza

e delle idee di noi giovani.

Amen.

Daily Light on the Daily Path

July 9

Morning

I have caused thine iniquity to pass from thee, and I will clothe thee with change of raiment. Zech. 3:4

Blessed is he whose transgression is forgiven, whose sin is covered. Psa. 32:1

We are all as an unclean thing. Isa. 64:6

I know that in me (that is, in my flesh,) dwelleth no good thing: for to will is present with me; but how to perform that which is good I find not. Rom. 7:18

As many of you as have been baptized into Christ have put on Christ. Gal. 3:27

Ye have put off the old man with his deeds; and have put on the new man, which is renewed in knowledge after the image of him that created him. Col. 3:910

Not having mine own righteousness which is of the law, but … the righteousness which is of God by faith. Phil. 3:9

Bring forth the best robe, and put it on him. Luke 15:22

The fine linen is the righteousness of saints. Rev. 19:8

I will greatly rejoice in the LORD, my soul shall be joyful in my God; for he hath clothed me with the garments of salvation, he hath covered me with the robe of righteousness. Isa. 61:10

Evening

The day shall declare it. I Cor. 3:13

Judge nothing before the time, until the Lord come, who both will bring to light the hidden things of darkness, and will make manifest the counsels of the hearts: and then shall every man have praise of God. I Cor. 4:5

Why dost thou judge thy brother? or why dost thou set at nought thy brother? for we shall all stand before the judgment seat of Christ. So then every one of us shall give account of himself to God. Let us not therefore judge one another any more. Rom. 14:101213

God shall judge the secrets of men by Jesus Christ. Rom. 2:16

The Father judgeth no man, but hath committed all judgment unto the Son: and hath given him authority to execute judgment also, because he is the Son of man. John 5:2227

The Great, the Mighty God, the LORD of hosts, is his name, great in counsel, and mighty in work: for thine eyes are open upon all the ways of the sons of men: to give every one according to his ways, and according to the fruit of his doings. Jer. 32:1819

The Cost of the Gospel

July 9, 2020
Thursday of the Fourteenth Week of Ordinary Time
Readings for Today

Saint Augustine Zhao Rong and Companions, Martyrs—Optional Memorial

Peter Paul Rubens [Public domain], via Wikimedia Commons

Without cost you have received; without cost you are to give.  Matthew 10:8b

What is the cost of the Gospel?  Can we put a price on it?  Interestingly, we should put two prices on it.  The first price is how much it should cost us to receive it.  The second price is how much we “charge,” so to speak, to give the Gospel.

So how much should the Gospel cost us?  The answer is that it’s of infinite value.  We could never afford it monetarily speaking.  The Gospel is priceless.

As far as how much we should “charge” to give the Gospel to others, the answer is that it’s free.  We have no right to charge or expect anything so as to give away something that we do not own.  The saving message of the Gospel belongs to Christ and He offers it freely.

Let’s start with the second half of the Scripture above.  “Without cost you are to give.”  This tells us that we are to offer the Gospel to others free of charge.  But this action of freely giving the Gospel brings with it a sort of hidden requirement.  The giving of the Gospel requires that we give of ourselves.  And that means we must give of ourselves freely.  What’s the justification for giving everything of ourselves freely?  The justification is that we have received everything “without cost.”

The simple fact is that the Gospel is all about a total free gift to us which requires a total free gift of ourselves to others.  The Gospel is a person, Jesus Christ.  And when He comes and lives in us freely, we must then become a total and free gift to others.

Reflect, today, on both your complete receptivity of the Gospel as well as your complete willingness to give.  May your understanding and reception of this glorious gift of God transform you into a gift for others.

Lord, may my heart be open to You in a total way so that I may receive You as the Living Gospel.  As I receive You, may I in turn give You to others in my very person.  Jesus, I trust in You.

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Freely have you received – freely give

Daily Reading & Meditation

 Thursday (July 9):  Freely have you received – freely give
Scripture:  Matthew 10:7-15

7 And preach as you go, saying, `The kingdom of heaven is at hand.’ 8 Heal the sick, raise the dead, cleanse lepers, cast out demons. You received without paying, give without pay. 9 Take no gold, nor silver, nor copper in your belts, 10 no bag for your journey, nor two tunics, nor sandals, nor a staff; for the laborer deserves his food. 11 And whatever town or village you enter, find out who is worthy in it, and stay with him until you depart. 12 As you enter the house, salute it. 13 And if the house is worthy, let your peace come upon it; but if it is not worthy, let your peace return to you. 14 And if any one will not receive you or listen to your words, shake off the dust from your feet as you leave that house or town. 15 Truly, I say to you, it shall be more tolerable on the day of judgment for the land of Sodom and Gomorrah than for that town.

Meditation: Do you believe that the Gospel has power to change your life and the lives of others? Jesus gave his disciples a two-fold commission to speak in his name and to act with his power. The core of the Gospel message is quite simple: the kingdom (or reign) of God is imminent! What is the kingdom of God? It is that society of men and women who freely submit to God and who honor him as their Lord and King. In the Lord’s prayer we pray for God to reign in our lives and in our world: May your kingdom come and your will be done on earth as it is in heaven.

Doing the works which Jesus did
Jesus also commissioned his disciples to carry on the works which he did – bringing the healing power and mercy of God to the weary and oppressed. The Gospel has power to set people free from sin, sickness, fear, and oppression. The Lord Jesus will free us from anything that keeps us from loving him and our neighbor with joy and confidence.

Sharing generously what God has given to each one of us
Jesus said to his disciples: Freely you have received, freely give. What they have received from Jesus they must now pass on to others without expecting a favor in return, whether it be in the form of a gift or payment. They must show by their attitude that their first interest is in serving God, not receiving material gain. They must serve without guile, full of charity and peace, and simplicity. They must give their full attention to the proclamation of God’s kingdom and not be diverted by other lesser things. They must travel light – only take what was essential and leave behind whatever would distract them – in order to concentrate on the task of speaking the word of God. They must do their work, not for what they can get out of it, but for what they can give freely to others, without expecting special privileges or reward. “Poverty of spirit” frees us from greed and preoccupation with possessions and makes ample room for God’s provision. The Lord wants his disciples to be dependent on him and not on themselves.

Support the work of the Gospel with your resources
Secondly, Jesus said: the worker deserves his sustenance. Here we see a double-truth: the worker of God must not be overly-concerned with material things, but the people of God must never fail in their duty to give the worker of God what he or she needs to sustain themselves in the Lord’s service. Do you pray for the work of the Gospel and do you support it with your material and financial resources?

Jesus ends his instructions with a warning: If people reject God’s invitation and refuse his word, then they bring judgment and condemnation on themselves. When God gives us his word there comes with it the great responsibility to respond. Indifference will not do. We are either for or against God in how we respond to his word. God gives us his word that we may have life – abundant life in him. He wills to work in and through each of us for his glory. God shares his word with us and he commissions us to speak it boldly and simply to others. Do you witness the truth and joy of the Gospel by word and example to those around you?

“Lord Jesus, may the joy and truth of the Gospel transform my life that I may witness it to those around me. Grant that I may spread your truth and your light wherever I go. “

Psalm 80:1-3, 15-17

1 Give ear, O Shepherd of Israel, you who lead Joseph like a flock! You who are enthroned upon the cherubim, shine forth
2 before Ephraim and Benjamin and Manasseh! Stir up your might, and come to save us!
3 Restore us, O God; let your face shine, that we may be saved!
15 the stock which your right hand planted.
16 They have burned it with fire, they have cut it down; may they perish at the rebuke of your countenance!
17 But let your hand be upon the man of your right hand, the son of man whom you have made strong for yourself!

Daily Quote from the early church fathers: The gift of power to reign with the Lord, by Hilary of Poitiers (315-367 AD)

“All the power possessed by the Lord is bestowed upon the apostles! Those who were prefigured in the image and likeness of God in Adam have now received the perfect image and likeness of Christ. They have been given powers in no way different from those of the Lord. Those once earthbound now become heaven-centered. They will proclaim that the kingdom of heaven is at hand, that the image and likeness of God are now appropriated in the company of truth, so that all the holy ones who have been made heirs of heaven may reign with the Lord. Let them cure the sick, raise the dead, cleanse the lepers and cast out devils. Whatever impairment Adam’s body had incurred from being goaded on by Satan, let the apostles wipe away through their sharing in the Lord’s power. And that they may fully obtain the likeness of God according to the prophecy in Genesis, they are ordered to give freely what they freely have received (Matthew 10:8). Thus a gift freely bestowed should be freely dispensed.” (excerpt from commentary ON MATTHEW 10.4)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite:  copyright (c) 2020 Servants of the Word, source:  dailyscripture.servantsoftheword.org, author Don Schwager