SAN PAOLO VI – ATTO DI FEDE NEL CRISTO

ATTO DI FEDE NEL CRISTO

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 3 aprile 1977

 

Noi riconosciamo in Gesù di Nazareth il Messia, cioè il Cristo.

Noi accettiamo, anzi noi esaltiamo il Messia, il Messia!

Il Cristo salvatore nell’umile Gesù

che nacque a Betlemme,

che fino ai trent’anni visse a Nazareth come modesto artigiano,

e che poi fu presentato e battezzato da Giovanni al Giordano,

e cominciò a predicare il Regno di Dio,

a fare miracoli strepitosi,

a diffondere messaggi straordinari,

a risuscitare perfino i morti.

Gesù è il Messia,

è il Cristo,

è il Re inviato da Dio,

è il Figlio dell’uomo

ed è il Figlio di Dio!

Noi riconosciamo in Te, Gesù, il Messia,

l’inviato da Dio, anzi il Verbo di Dio fatto uomo,

che si mette al centro della nostra vita,

al cardine dei nostri desideri.

Noi abbiamo scoperto la nostra ora messianica,

abbiamo capito che la soluzione vera della vita

è quella offerta dal Tuo Vangelo, dalla Chiesa che lo predica.

Noi esprimiamo nel cuore e nell’azione la nostra adesione

al Tuo duplice invito: essere con Te figli di Dio,

cioè uomini illuminati sul senso della vita e del mondo,

e così divinamente salvati,

ed essere poi con Te figli dell’uomo,

cioè fratelli di quanti condividono la sorte di questa nostra

esistenza ed hanno bisogno di essere amati, serviti, curati.

Noi abbiamo compreso la verità, la bellezza, la forza della fede,

che Tu offri alla nostra singola personalità e alla famiglia umana,

alla società intera a cui apparteniamo.

Noi agitiamo con verità l’ulivo della giustizia e della pace.

Tu sei nostro, o Cristo.

Non temiamo più.

Neanche la croce, la Tua Croce che Tu ci destinerai.

La vita, la vera vita, ci è così domani assicurata!

Amen.

 

SAN PAOLO VI – LA SCELTA DI CRISTO MESSIA

LA SCELTA DI CRISTO MESSIA

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 11 aprile 1976.

 

Noi oggi, Signore, facciamo eco alle acclamazioni di Gesù,

riconosciuto come Cristo, come Salvatore e Signore,

il Gesù del Vangelo che inaugura e apre

a buon diritto il regno della salvezza.

Sei Tu, o Cristo, che ponendoti sulla via torrenziale

della civiltà, la divarichi in due diverse

e spesso opposte correnti:

da una parte, la Tua, la corrente della pace

e della fratellanza universale fra gli uomini Tuoi seguaci;

dall’altra la corrente della violenza, della divisione

e della lotta, e alla fine della guerra.

Da una parte la corrente dei “poveri di spirito”,

dei cercatori del regno di Dio,

dei credenti nella vita eterna;

dall’altra la corrente degli egoisti

e dei cercatori del regno della terra,

degli uomini che solo nel tempo hanno la loro fiducia.

Da una parte la corrente che fa dell’amore a Dio

e al prossimo la legge suprema della vita

individuale e sociale:

dall’altra la corrente che fa della forza

e della rivoluzione aggressiva e sopraffattrice

la ragione cieca dei destini dei popoli.

Da una parte la corrente della fede e della verità

e perciò della libertà;

dall’altra parte la corrente delle mille e sfrenate opinioni,

che violando i diritti delle coscienze

esteriormente si impone…

Due concezioni del mondo, della verità, della vita.

Noi abbiamo già scelto, e scelto secondo sapienza

e secondo fortuna, fin dal giorno del nostro Battesimo,

impegnando la nostra vita a questa professione globale

e felice: noi saremo cristiani!

Saremo di Cristo,

saremo con Cristo,

in questa vita e in quella futura!

Ed oggi, agitando le nostre palme, con rinnovata coscienza,

con più forte energia, confermiamo la nostra scelta,

la nostra promessa: sì, noi saremo cristiani!

Due sentimenti riempiono allora i nostri cuori:

il coraggio e la gioia!

Amen.

SAN PAOLO VI – IL CRISTO DELLE PALME

IL CRISTO DELLE PALME

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 23 marzo 1975

 

Noi, giovani del nostro tempo,

vogliamo oggi riconoscere che

Tu, Gesù, sei il Salvatore, il Maestro,

la Guida e l’Amico della nostra vita.

Sei Tu, Tu solo, che conosce in profondità

il nostro essere, il nostro destino:

Sei Tu, Tu solo, che può estrarre dalla nostra

oscura coscienza la nostra vera personalità;

Sei Tu, Tu solo, che autorizza con efficacia

beatificante, ad aprire il dialogo trascendente

col mistero religioso e a rivolgere

al Dio infinito e inaccessibile

il confidente discorso di figli

ad un dolcissimo e verissimo

“Padre nostro”, che stai nei cieli;

Sei Tu, Tu solo, che sai tradurre

il nostro rapporto religioso

in rapporto sociale autentico,

cioè a fare dell’amore a Dio

il fondamento incomparabile e fecondo

dell’amore al nostro prossimo,

cioè agli uomini;

e ciò tanto più quanto più

questo nostro interesse per il bene altrui

è gratuito e universale,

e quanto più gli uomini,

ormai in Cristo qualificati fratelli,

sono nel bisogno, nella sofferenza,

e perfino nell’ostilità.

Tu: il Cristo delle Palme.

Un Cristo riscoperto. Un Cristo acclamato.

Un Cristo umilmente e fermamente creduto,

non nella perpetua e pigra penombra del dubbio,

ma nella limpida luce della dottrina,

che la Chiesa maestra di verità ci propone.

Un Cristo incontrato nell’adesione esultante

alla sua parola e alla sua misteriosa presenza

ecclesiale e sacramentale.

Un Cristo vissuto nella fedeltà semplice

e lineare al suo Vangelo, sì esigente fino al sacrificio,

ma solo fonte di inesausta speranza e di vera beatitudine.

Un Cristo, velato e trasparente in ogni volto

del collega, del fratello bisognoso di giustizia,

di aiuto, di amicizia e di amore.

Un Cristo vivo.

A Te, Cristo, il “si” della nostra scelta;

il “si” della nostra esistenza.

Tu sei per noi. Tu sei con noi.

Oggi e domani. Per sempre.

Amen.